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Jean-Marie Le Pen fuori dal Front National

Ufficializzata l’espulsione dal Front National del suo fondatore, Jean-Marie Le Pen, 90 anni a giugno. Il comitato esecutivo del FN porta così a compimento l’operazione della dediabolisation (“dediavolizzazione” in francese), portata avanti dal 2015 con l’ingresso di nuovi dirigenti provenienti da una destra più moderata, come Florian Philippot, braccio destro della figlia del fondatore, e Marine Le Pen, rinominata presidente del partito con il 100% dei suffragi. É così che si conclude una disputa familiare iniziata già nel 2011, quando Marine sostituì per la prima volta il padre nella carica di leader del partito. L’obiettivo della Le Pen era ripulire l’immagine del FN, da sempre allontanato dagli altri partiti perchè ritenuto «covo di estremisti» per il suo orientamento xenofobo da estrema destra. Ricordiamo le scandalose affermazioni dell’ex presidente Jean Marie, che parlava delle camere a gas naziste come un «dettaglio della storia» e invitava a non giudicare troppo severamente il regime collaborazionista del generale Petain. Era quindi evidentemente necessaria all’evoluzione del partito una‘normalizzazione’della sua reputazione per poter proporsi come un’alternativa concreta al bipolarismo tradizionale del sistema politico d’oltralpe.

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Per far ciò non era più sufficiente, nè tanto meno credibile, prendere le distanze dalle parole di un uomo che ricopriva la carica di presidente onorario. I risultati di questa azione di pulizia si sono sentiti già in occasione delle scorse presidenziali, che hanno portato al ballottaggio la Le Pen contro l’attuale capo di stato Emmanuel Macron. Il Front National resta di fatto un partito di estrema destra, basti guardare ai punti cardine dell’ultima campagna elettorale verso l’Eliseo, che segue il motto «La France avant tout» sulla falsa riga dell’«America first» trumpiana, spingendo verso la ‘frexit’ e verso politiche protezionistiche in tutti i campi, a partire dalla gestione dei flussi migratori e dell’economia. Ci si propone che il progresso avanzi seguendo le priorità nazionali, fino ad arrivare all’uscita dalla NATO per non restare coinvolti in guerre che non riguardano il Paese. Ma a cambiare sono i toni con cui si affrontano temi delicati, che potrebbero precudergli i consensi della destra più moderata. Oggi la Le Pen approfitta dell’ondata di cambiamento che sta investendo il partito per proporre al congresso di Lille il passaggio da Front National a Rassemblement National (Unione Nazionale), forse per rafforzare l’idea di chiusura con l’era del papà Jean-Marie, che nel frattempo annuncia di essere pronto ad un nuovo ricorso.

Data:

16 Marzo 2018