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Johnson annessioni Israele:”Non le riconosceremo”(Altre News)

Johnson annessioni Israele:”Non le riconosceremo”

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“Spero profondamente” che il piano israeliano di annettere parti della Cisgiordania “non vada avanti. Se lo farà, il Regno Unito non riconoscerà alcun cambiamento rispetto ai confini del 1967, eccetto quelli concordati dalle parti”. Lo ha scritto il primo ministro britannico, Boris Johnson, in un editoriale pubblicato da ’Yedioth Ahronoth’ e rilanciato da tutti i principali media israeliani.

“In qualità di amico, ammiratore e sostenitore di Israele di vecchia data, temo che queste proposte falliranno nel loro obiettivo di proteggere i confini di Israele e andranno contro i suoi stessi interessi a medio termine”, ha messo in guardia Johnson, secondo cui “l’annessione metterebbe a repentaglio i progressi che Israele ha compiuto nel migliorare le relazioni con il mondo arabo e musulmano”.

“L’annessione rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale. Sarebbe anche un regalo per coloro che vogliono perpetuare le vecchie storie su Israele”, ha aggiunto il primo ministro britannico.

A Hong Kong 180 arresti, per Pechino “solo 7 con legge sicurezza”

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Più di 180 persone sono state arrestate oggi a Hong Kong, giorno del 23esimo anniversario del trasferimento dell’ex colonia britannica alla Cina, con l’accusa di aver preso parte a manifestazioni non autorizzate, comportamento turbolento, possesso di armi, rende noto il sito di notizie ufficiale cinese in lingua inglese Global Times. Solo sette di queste persone sono state arrestate con capi di accusa previsti dalla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino ed entrata in vigore oggi, si precisa.

Ma secondo la Bbc sono le persone arrestate sarebbero decine. Per la prima volta quest’anno, le manifestazioni in favore della democrazia organizzate in occasione dell’anniversario della fine del governo britannico sono state bandite formalmente a causa del divieto di assembramento per il covid. Ma gli arresti, scrive la Bbc, sono stati effettuati per “assembramento illegale in violazione della legge sulla sicurezza, ostruzione alla polizia e possesso di armi”. Fra le persone arrestate, anche un uomo che portava una bandiera pro indipendenza, stando a quanto riportato dalla polizia su Twitter. “E’ il primo arresto da quando la legge è entrata in vigore”, ha twittato la polizia.

Lunedì era stato annunciato che tra i 3mila ed i 5mila agenti sarebbero stati dispiegati a Hong Kong in vista di potenziali disordini per le proteste pianificate in occasione del 23mo anniversario del ritorno di Hong Kong sotto sovranità cinese. Il Fronte civile per i diritti umani – il gruppo che ha organizzato le più ampie marce di protesta nel corso degli ultimi mesi – aveva annunciato che avrebbe sfilato in corteo anche in assenza di autorizzazione.

“Usa comprano tutte le scorte di Remdesivir”

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“Gli Usa hanno acquistato virtualmente tutte le scorte per i prossimi tre mesi di uno dei due farmaci che hanno dimostrato di funzionare contro Covid-19, senza lasciare praticamente nulla a Regno Unito, Europa o alla maggior parte del resto del mondo”. E’ quanto riferisce il quotidiano britannico ’The Guardian’, secondo il quale la mossa statunitense ha allarmato esperti e associazioni. “Hanno avuto accesso alla maggior parte delle scorte” del Remdesivir “e quindi non c’è nulla per l’Europa”, afferma Andrew Hill, senior visiting reserach fellow della Liverpool University.

Remdesivir è il primo farmaco approvato dalle autorità regolatorie in Usa per il trattamento di Covid-19, è prodotto da Gilead e si è dimostrato utile ad aiutare le persone a guarire più rapidamente da Covid-19. “Le prime 140.000 dosi, fornite per le sperimentazioni farmacologiche in tutto il mondo, sono state esaurite – riferisce il quotidiano – e l’amministrazione Trump ha ora acquistato più di 500.000 dosi, che è tutta la produzione di Gilead per luglio e il 90% di agosto e settembre”.

“Il presidente Trump ha raggiunto un accordo straordinario per garantire agli americani l’accesso al primo medicinale autorizzato per Covid-19”, ha dichiarato il segretario Usa alla Salute Alex Azar. “Per quanto possibile, vogliamo garantire che ogni paziente americano che abbia bisogno di remdesivir possa riceverlo. L’amministrazione Trump sta facendo tutto ciò che è in nostro potere per apprendere di più sulle terapie salvavita per Covid-19 e per assicurare l’accesso a queste opzioni al popolo americano”.

Dunque il Paese avrebbe adottato un approccio ’America first’ nella gestione della pandemia, rileva il quotidiano britannico.

Sulla questione è intervenuta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Dobbiamo assicurarci che tutti abbiano accesso a trattamenti salvavita come Remdesivir, siamo impegnati a capire l’esatta natura del contratto” di fornitura del farmaco anti-Covid-19 negli Stati Uniti, sottolineano, “e nello stringere accordi di licenza e di produzione per un accesso equo a terapie come questa”.

Preoccupazione è staa espressa anche dal Partito Popolare Europeo per il fatto che gli Usa “hanno acquistato quasi tutte le scorte globali di Remdesivir”, che è un farmaco “promettente per trattare la Covid-19”. “Dobbiamo fare tutti gli sforzi necessari per dare ai pazienti europei l’accesso alle terapie contro la Covid-19” sottolinea Peter Liese, eurodeputato tedesco della Cdu, medico e portavoce del gruppo Ppe per la Salute. “Sono in diretto contatto con la compagnia farmaceutica – continua Liese – che produce il remdesivir e ho detto loro che dovrebbero essere giusti nei confronti dei pazienti europei, se vogliono avere un buon rapporto con l’Ue anche nel futuro con gli altri loro farmaci”. Gilead Sciences, la società farmaceutica che produce il Remdesivir, aveva assicurato a Liese, secondo quando riferito dallo stesso eurodeputato venerdì scorso, che il farmaco sarebbe stato disponibile anche “per i pazienti europei”.

E’ morto Georg Ratzinger, il fratello di Benedetto XVI

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Georg Ratzinger, fratello maggiore del Papa emerito, è morto all’età di 96 anni. Si trovava a Ratisbona, la città dove ha vissuto la maggior parte della sua lunga vita.

Georg era gravemente ammalato da tempo, tanto che Joseph Ratzinger nei giorni scorsi ha affrontato il viaggio impegnativo a Ratisbona per andare al capezzale del fratello e stargli vicino alcuni giorni. Benedetto XVI e il fratello sono stati ordinati sacerdoti insieme, nel 1951 e il loro legame era strettissimo.

Nato a Pleiskirchen il 15 gennaio 1924. Appassionato di musica sacra sin da piccolo, Georg Ratzinger iniziò a suonare l’organo in chiesa già dall’età di undici anni. Nel 1935 entrò nel seminario minore di Traunstein, dove maturò la sua istruzione musicale. A undici anni ha fatto persino l’aiutante in un negozio di pellicce. Nel 1942 viene coscritto nelle Reichsarbeitsdienst, e in seguito nella Wehrmacht, con la quale combatté anche in Italia. Catturato dagli Alleati nel marzo 1945, venne detenuto come prigioniero militare a Napoli e rilasciato nel giugno 1945.

Nel 1947 assieme al fratello Joseph Ratzinger entrò nel seminario Herzogliches Georgianum di Monaco di Baviera, da dove uscirono entrambi nel 1951, ordinati sacerdoti. Georg Ratzinger completò i suoi studi musicali nel 1957, divenendo maestro di cappella a Traunstein. Nel 1964 divenne direttore del coro della Cattedrale di Ratisbona che diresse fino al 1994. Alla guida del coro di voci bianche e del coro a voci virili della cattedrale di Ratisbona, il maestro Ratzinger ha effettuato centinaia di concerti in tutto il mondo.

Don Georg, nel 2017, si è ritrovato al centro di accuse dopo una inchiesta condotta dall’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di fare luce su centinaia di episodi di violenza fisica, psichica e sessuale ai danni di minorenni. Il rapporto ritenne Georg Ratzinger corresponsabile per non essere intervenuto per impedire i fatti che gli erano noti. In un’intervista del 2010 ammise di aver picchiato dei minori durante i primi anni in cui era direttore del coro.

Benedetto XVI e il fratello erano legatissimi. Mons. Georg era solito fare spesso visita in Vaticano al fratello Papa. Georg veniva a trovare il pontefice anche al monastero Mater Ecclesiae, dopo la rinuncia al soglio di Pietro, in occasione dei compleanni. Nel 2008 il sindaco di Castel Gandolfo gli conferì la cittadinanza onoraria.

Weinstein, accordo con le vittime: pagherà 19 milioni

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Harvey Weinstein e il consiglio di amministrazione della sua ex casa di produzione hanno raggiunto un accordo da quasi 19 milioni di dollari con decine di vittime dell’ex produttore cinematografico che sta scontando 23 anni di prigione per l’aggressione e lo stupro di due donne. L’accordo è stato annunciato dalle attorney general di New York, Letitia James, e di Chicago, Elizabeth A. Fegan. Se sarà approvato dai giudici federali, tutte le partecipanti alla class action potranno chiedere risarcimenti tra i 7.500 e i 750mila dollari.

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1 Luglio 2020