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Johnson sconfitto, i Comuni avviano l’iter per la legge anti ’no deal’

Johnson sconfitto, i Comuni avviano l’iter per la legge anti ’no deal’

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Con 328 voti favorevoli e 301 contrari la Camera dei Comuni ha approvato la mozione che avvia l’iter del progetto di legge che punta ad impedire la no deal Brexit il prossimo 31 ottobre, obbligando il governo a chiedere all’Unione europea un rinvio fino al 31 gennaio del 2020. Per il premier conservatore Boris Johnson si tratta di una pesante sconfitta. I Comuni hanno di fatto tolto dalle mani del governo l’agenda legislativa, affidandola al controllo dell’aula.

Decisivi per la sconfitta del governo i voti dei ’ribelli’ tories, contrari alla strategia negoziale del premier, deciso a rischiare l’uscita dalla Ue senza un accordo, per ottenere concessioni da Bruxelles riguardo alla clausola del ’backstop’ per il confine irlandese. I ’ribelli’ rischiano ora l’espulsione dal gruppo parlamentare conservatore e la mancata candidatura alle prossime elezioni.

Se la Camera dei Comuni approverà la legge anti no deal, si andrà alle elezioni anticipate. Lo ha annunciato Boris Johnson, dopo che il voto. La mozione per chiedere lo scioglimento anticipato del Parlamento verrà presentata stasera, ha aggiunto il premier. E come annunciato in precedenza, il leader laburista Jeremy Corbyn dice ’no’ alla richiesta di elezioni anticipate. Prima di andare al voto, ha detto Corbyn sarà necessario approvare la legge anti ’no deal’. In base alla legge britannica, per sciogliere anticipatamente il Parlamento è necessaria una maggioranza dei due terzi, impossibile da raggiungere senza i voti laburisti.

Da domani, i Comuni inizieranno a discutere il progetto di legge presentato dalla laburista Hillary Benn, per impedire il no deal, che potrebbe essere approvato entro lunedì, prima dello stop forzato al Parlamento, imposto da Johnson.

Iran, Francia offre 15 mld di dollari per salvare l’accordo sul nucleare

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La delegazione iraniana con alla testa il vice ministro degli Esteri, Abbas Araqchi, è arrivata ieri a Parigi per lavorare sui dettagli di un pacchetto di salvataggio finanziario che il presidente francese, Emmanuel Macron, intende mettere in campo per compensare l’Iran per le perdite causate dalle sanzioni americane.

Lo sostiene il New York Times, citando articoli usciti sulla stampa iraniana e un funzionario statunitense di alto livello. Secondo il giornale statunitense, il cuore del pacchetto è una linea di credito da 15 miliardi di dollari che permetterebbe all’Iran di ricevere valuta forte, in un momento in cui la maggior parte del denaro ricavato dalla vendita di petrolio è congelato nelle banche estere. La somma rappresenta circa la metà dei soldi che l’Iran riceve in un anno dalle esportazioni di petrolio.

“Macron ha proposto all’Iran di fermare” l’attuazione della terza fase di disimpegno dall’accordo sul nucleare (Jcpoa) “in cambio di questa somma”, ha spiegato domenica il deputato Ali Motahari, citato dall’agenzia di stampa ’Tasnim’. Il deputato non ha escluso che la linea di credito possa convincere l’Iran a rinunciare alle altre due fasi di disimpegno dal Jcpoa, tornando “alla situazione iniziale”.

Il governo Macron, precisa il New York Times, non ha fornito dettagli sui suoi negoziati con gli iraniani, sebbene siano stati oggetto di discussione tra il presidente francese e il presidente Trump al vertice del G7 a Biarritz.

Lapidario il presidente iraniano, Hassan Rohani. Se non verrà raggiunto un accordo con i Paesi europei “entro giovedì” l’Iran “annuncerà la terza fase di riduzione degli impegni dall’accordo” sul suo programma nucleare (Jcpoa), ha dichiarato prendendo la parola in Parlamento. “Se l’Europa adempie a una parte importante dei suoi impegni, potremmo riconsiderare la riduzione dei nostri impegni, oppure faremo certamente il terzo passo”, ha continuato Rohani, che ha lasciato aperta la porta per ulteriori negoziati sostenendo che “se comprano il nostro petrolio e l’Iran prende i soldi, saremmo davanti ad altre condizioni”.

“Certamente i passi successivi che porteremo avanti renderanno la questione più difficile e complicata, ma non richiederà molto tempo tornare al punto di partenza”, ha aggiunto Rohani ribadendo il suo no a “colloqui bilaterali” con gli Stati Uniti. “Non è stata presa alcuna decisione di tenere colloqui con gli Stati Uniti – ha detto – Ci sono state molte offerte di colloqui, ma la nostra risposta sarà sempre negativa”. Piuttosto, ha sottolineato il presidente iraniano, “se l’America revocherà tutte le sanzioni, potrà unirsi a colloqui multilaterali tra Teheran e le parti dell’accordo del 2015” sul nucleare.

Attacco in una scuola elementare in Cina, uccisi 8 bambini

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Nuovo attacco contro i bambini di una scuola in Cina. Il quotidiano “Global Times” ha riferito oggi che otto studenti sono morti e altri due sono rimasti feriti in un attacco condotto da un uomo di 40 anni, che è stato arrestato dalla polizia. La tragedia, nel primo giorno di lezioni, è avvenuta ieri in una scuola elementare della città di Enshi, nella provincia di Hubei, nella parte centrale della Cina.

Le autorità non hanno precisato quali armi abbia usato l’uomo – che era uscito di prigione nel 2018 dopo aver scontato una condanna a otto anni per tentato omicidio – per aggredire i bambini. In Cina sono frequenti attacchi contro asili o scuole condotti da uomini armati di coltello o bombe artigianali.

Strage in Alabama, 14enne stermina la famiglia a colpi di pistola
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Ha sterminato tutta la sua famiglia, poi ha chiamato la polizia e ha confessato. L’ennesima tragedia delle armi è avvenuta la scorsa notte in un’abitazione di Elkmont, nella contea di Limestone, nel nord dell’Alabama. Autore del folle gesto un 14enne che, con la pistola che aveva in casa, ha fatto fuoco contro tutti e cinque i componenti della sua famiglia.

Le vittime sono il padre, la matrigna e i fratelli. Tre di loro sono morti sul colpo, mentre gli altri due sono stati trasportati in elicottero in ospedale in condizioni critiche. Qualche ora dopo, è arrivata la notizia del loro decesso.

Secondo quanto riferisce l’ufficio dello sceriffo della contea di Limestone in un tweet, l’adolescente sta collaborando con la polizia per trovare l’arma, una calibro 9, che ha detto di aver lasciato in un luogo vicino. Ancora ignoti i motivi della tragedia familiare.

Mangia solo patatine fritte, ’cieco’ a 17 anni

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Praticamente cieco a 17 anni, per colpa di una dieta iper-selettiva seguita per anni e a base di patatine fritte, fatte in casa o industriali, pane bianco e occasionalmente qualche rara fetta di prosciutto o una salsiccia ogni tanto. A descrivere il caso dell’adolescente sono i medici del Bristol Eye Hospital (Gb), che lo hanno avuto in cura dopo che la sua vista si era deteriorata, fino ad arrivare alla cecità. Nel mirino non c’è semplicemente il cibo spazzatura, ma l’atteggiamento schizzinoso ed esigente che porta molti bambini a evitare alcuni cibi. Il ragazzino, infatti, fin dagli anni delle elementari – come si legge sugli ’Annals of Internal Medicine’ – aveva eliminato dal suo menù la quasi totalità degli alimenti.

Una dieta iper-selettiva che gli ha provocato, con il passare del tempo, una grave carenza vitaminica, malnutrizione e che lo ha portato alla cecità. L’adolescente, il cui nome non è stato reso noto, si era rivolto al medico di famiglia a 14 anni perché si sentiva stanco e malato. All’epoca il suo peso era normale e non prendeva farmaci. Le analisi hanno mostrato una carenza di vitamina B12, trattata con degli integratori, a cui il medico aveva aggiunto delle indicazioni alimentari.

Il ragazzino non ha seguito il trattamento né ha migliorato la sua dieta. A 15 anni aveva sviluppato problemi di udito e vista, e a 17 anni le sue capacità visive erano arrivate al livello di cecità legale. I medici hanno condotto dei test, scoprendo così che alla carenza di vitamina B12 si erano aggiunti bassi livelli di rame e selenio e bassissimi livelli di vitamina D.

Come ha spiegato alla Bbc online Denize Atan, che ha seguito il ragazzo in ospedale, “la sua dieta era essenzialmente composta da una porzione al giorno di patatine dal negozio di fish and chips. Era anche solito fare uno spuntino con patatine fritte in busta e talvolta fette di pane bianco e qualche fetta di prosciutto. Niente frutta e verdura”. Il ragazzo ha spiegato questa scelta con “un’avversione per certe consistenze dei cibi che non poteva davvero tollerare, e quindi le patatine fritte erano davvero l’unico alimento che desiderava e sentiva di poter mangiare”.

Il ragazzo non era sottopeso, ma era gravemente malnutrito a causa del disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo. “Aveva perso minerali dalle ossa, il che è davvero scioccante per un ragazzo della sua età”, continua Atan. In termini di perdita della vista, il giovane ha ormai raggiunto i criteri per essere definito cieco. “Non può guidare e per lui sarebbe molto difficile leggere, guardare la Tv o distinguere i volti. Tuttavia può camminare da solo perché ha conservato la visione periferica”.

La neuropatia ottica nutrizionale – che affligge il giovane – è curabile se diagnosticata precocemente. Altrimenti le fibre nervose nel nervo ottico muoiono e il danno diventa permanente. Atan ha sottolineato che casi come questo sono per fortuna insoliti, ma i genitori dovrebbero essere consapevoli dei potenziali danni di un atteggiamento iper-selettivo a tavola e chiedere aiuto a un esperto.

Quello dell’adolescente britannico “è certo un caso straordinario, ma è anche la spia di una disattenzione e di un’incuria generale nei confronti dei bambini. Bambini e infanzia che sono assenti anche nei programmi dei governi”, dice all’Adnkronos Salute Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e responsabile dell’Unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infettive dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Occorre educare, anche all’alimentazione e a una dieta varia. E questo è compito dei genitori. Come si può lasciare che un bambino si nutra solo di patatine fritte? La vicenda descritta dai colleghi britannici è sorprendente, ma è anche spia di incuria e abbandono, un epifenomeno di una disastrosa gestione dei minori. Come pediatri non possiamo accettarlo”, sottolinea Villani. Può non essere semplice convincere un bimbo piccolo a mangiare alcuni alimenti, dalle verdure al pesce. “Ma è assurdo che un adulto non sia in grado di insegnare a un bambino a seguire una dieta sana. Certo, se il pasto è vissuto come una perdita di tempo, un fastidio, allora le cose diventano difficili”.

Villani invita alla pazienza: “Il passaggio dal latte ai cibi solidi e la masticazione non sono processi semplici: non si può pretendere che questo momento sia sempre scevro di problemi. Ma, certo, se il bimbo ha visto i genitori mangiare a tavola, ha potuto giocare con le posate, affronterà questo momento con maggiore tranquillità”. Il cibo è salute, come evidenzia il caso del giovanissimo paziente inglese. “E se non ce ne occupiamo, e soprattutto non ci occupiamo di bambini, infanzia e natalità, non andremo da nessuna parte”, ammonisce il pediatra.

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4 Settembre 2019