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JUVE DA 30… E LODE!

La Juve vince ancora. Chiude la pratica scudetto andando a vincere, nientemeno, in casa della forte Samp del patron Massimo Ferrero, e lo fa, alla vigilia di un match, delicato, come quello contro il Real Madrid, in semi finale di Champions League. E’ il quarto titolo consecutivo della squadra bianconera, il 30° (per la giustizia sportiva) nella storia, di una società abituata, da sempre, a vincere. Ma si ha la sensazione che, questo titolo, abbia un sapore particolare. In pochi pensavano, alla vigilia, che la Juve avrebbe potuto vincere questo campionato. Si diceva, infatti, che sarebbe stato difficile ripetersi per il quarto anno consecutivo, che i giocatori erano cotti, che erano sazi di vittorie, dopo i tre anni fantastici sotto la guida del grande condottiero Antonio Conte. Invece è accaduto esattamente il contrario. Il 15 luglio, dopo una decisione alquanto improvvisa, Antonio Conte decide di lasciare la squadra perché reputa, quasi impossibile, fare meglio dell’anno precedente (l’anno dei record), soprattutto nella Champions. Poi c’era la Nazionale, un forte richiamo per un tecnico ambizioso, come Conte.

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Così, arriva Massimiliano Allegri. Accolto con grande scetticismo, il tecnico livornese, accetta di buon grado (e in punta di piedi) di ereditare una panchina scottante come quella juventina e di lavorare nell’ombra, ma con tanta professionalità, in attesa del giorno del riscatto. Già, riscatto. Probabilmente, è proprio la parola chiave per spiegare il miracolo Juve. La voglia di un forte gruppo di calciatori di dimostrare che, anche senza Conte, sarebbe stato in grado di vincere. Per anni si è detto che il merito di questi scudetti era da addebitare al tecnico salentino. Oggi, invece, la storia viene stravolta e, questi ragazzi, hanno detto a gran voce che si è vinto perchè il gruppo era forte. Anche Allegri era fortemente motivato a fare bene. Voleva dimostrare a tutti (la maggioranza degli addetti ai lavori) che poteva incidere nella storia della Signora. Così è stato. Anzi, è andato, addirittura, oltre, gli obiettivi stagionali dichiarati dalla società juventina, in un’annata che potrebbe diventare addirittura storica. Archiviato lo scudetto, infatti, la Juve è ora in finale di Coppa Italia e in semifinale di Champions League. Potrebbe ripetere l’impresa dell’Inter di qualche anno fa conquistando il triplete.

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Ma se fosse stato Conte a dare le motivazioni giuste all’ambiente bianconero rassegnando le dimissioni? E se fosse stato proprio lui, ancora una volta, a dare, inconsapevolmente, la scossa a tutto l’ambiente? Indubbiamente vanno riconosciuti, al tecnico salentino, la capacità di imprimere nei ragazzi da lui allenati, una mentalità vincente che la Juventus aveva smarrito negli anni della ricostruzione. Allo stesso tempo, va riconosciuto, ad Allegri, di aver saputo dare, in poco tempo, il giusto equilibrio alla squadra, mantenendone inalterato, almeno inizialmente, l’assetto tattico.

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Infine, va dato il giusto merito ai calciatori, al gruppo, che da anni, domina la scena italiana (complice, probabilmente, lo scarso livello delle altre big) per aver saputo abbinare, al meglio, forza mentale e capacità tecniche. Ma ora, avanti tutta anche in Europa!

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3 Maggio 2015