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Kim: “Trump vuole la guerra” – Missili e satelliti, come funziona lo scudo anti-Kim

Kim: “Trump vuole la guerra”

cms_7861/kim_jong_soldati_fg.jpgIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la sua amministrazione stanno “implorando una guerra nucleare”. A dichiararlo, come si legge sulla Cnn, un portavoce del ministero degli Esteri della Corea del Nord che aggiunge: Trump sta conducendo un gioco d’azzardo nucleare estremamente pericoloso nella penisola coreana”.

Nella dichiarazione scritta il portavoce definisce poi Trump un “demone nucleare” e un “perturbatore della pace globale”.

La nuova escalation di attacchi verbali giunge in vista della manovre militari congiunte fra Stati Uniti e Corea del Sud che inizieranno lunedì. Chiamate ’Vigilant Ace’, le esercitazioni coinvolgeranno 120mila soldati americani con 230 aerei. Le manovre arrivano dopo che Pyongyang ha testato un nuovo missile balistico intercontinentale capace di raggiungere gli Stati uniti.

Missili e satelliti, come funziona lo scudo anti-Kim

cms_7861/missile_nord_corea_2_afp.jpgAttacco e difesa. Cresce la minaccia balistica e nucleare nordcoreana con il lancio dell’ultimo missile intercontinentale, l’Hwasong-15 e gli Stati Uniti stanno potenziando le difese anti missile. La Casa Bianca ha infatti recentemente inviato al Congresso la richiesta per un supplemento di 6 miliardi al bilancio Difesa 2018. Fondi aggiuntivi che servono, tra le altre cose a potenziare la difesa antimissile. Ma in pratica quali sono queste difese anti missile e dove sono posizionate? Come funziona lo scudo anti-Kim? Esiste davvero? In verità le attuali difese, spiegano gli analisti, non sono assolutamente concepite per contrastare quelle che sono definite come, ’forze strategiche stabilite’, Russia e Cina, alle quali ora si aggiungerebbe anche la Nordcorea e potenzialmente l’Iran.

Gli Usa nell’ipotesi che si verificasse uno scenario da giorno del giudizio, lanci multipli in ’First’ e ’Second strike’ di missili balistici intercontinentali, non sarebbero in grado di difendere il territorio americano. Non esiste infatti uno scudo di difesa antimissile in grado di azzerare una minaccia lanciata da una potenza nucleare. Esistono invece basi antimissile che fanno parte del ’Midcourse Ground-based Defense’. Ebbene, una di queste basi si trova in Alaska, parliamo del blindatissimo sito di Fort Greely.

La seconda base invece si trova a Vandenberg, California. Le due basi appunto fanno parte del ’Midcourse Ground-based Defense’, sistema che assicura la difesa del territorio americano contro missili balistici, compresi missili balistici intercontinentali, come l’Hwasong-15 nordcoreano, garantendo ’l’intercetto’ durante la loro traiettoria. Ma tutto questo ribadiscono gli analisti, non basterebbe a fermare in seconda battuta il lancio di missili in sequenza. La Missile Defense Agency, in risposta alle critiche, ha però affermato che ’il Ground-based Midcourse Defense’ si sta affinando per affrontare una minaccia in via di sviluppo”.

Cosa comunque troviamo in queste due basi? Fort Greely e Vandenberg. Troviamo GBI. I GBI sono missili intercettori, l’ultima linea difensiva, per esempio contro i nordcoreani. Ogni missile balistico intercontinentale di Kim Jong-un può essere intercettato da 4 o più GBI. Per aumentare le probabilità di intercettare un missile, secondo uno studio del Center for Strategic and International Studies, sarebbero però necessari 80 intercettori terrestri entro il 2020, con ulteriori postazioni di fuoco nella East Coast.

Altro anello forte della difesa antimissile Usa sono gli SM-3 Block IIA, gli Standard Missile 3 sono gli ultimi derivati della famiglia di missili SAM, la difesa navale statunitense nata negli anni ’60. Sono antimissili balistici, con gittata elevata e una testata cinetica ad autoguida. Questi missili andranno a bordo delle navi AEGIS, in particolare quelle di stanza nel teatro Asia-Pacifico.

Il sistema Aegis è un sistema di combattimento integrato per unità navali che utilizza antenne piane a scansione elettronica per la scoperta e l’inseguimento dei bersagli, con elaborazione dei segnali affidata a potenti processori ai quali possono essere asserviti anche gli altri sensori di bordo e i sistemi d’arma presenti sulla nave.

Va detto infine che la difesa missilistica statunitense è strutturata su una rete globale di sensori per individuare e tracciare qualsiasi lancio contro obiettivi americani. La copertura si basa su diversi siti sparsi per il mondo e nello spazio con i satelliti. La rete in orbita è composta dal Defense Support Program e Space Based Infrared System. Sulla terra i radar. Si tratta di radar di allerta precoce collocati in Alaska, Groenlandia, Gran Bretagna, Qatar, Taiwan e Giappone.

Analisi, satelliti, tattiche, calcoli balistici. Prove generali di guerra? Questo non lo sappiamo. Sappiamo però che in caso di una guerra atomica l’apocalisse sarebbe molto vicina.

Caccia israeliani bombardano base militare Iran

cms_7861/israele_fumo_afp.jpgCaccia israeliani hanno bombardato “una base militare che l’Iran sta costruendo in Siria, a sud di Damasco“. Lo riferiscono media vicini al regime di Bashar al Assad, citati dal quotidiano israeliano ’Haaretz’, secondo cui i raid sarebbero stati condotti dallo spazio aereo libanese e i missili sparati dai caccia israeliani – cinque, secondo alcune fonti – avrebbero colpito un’installazione nei pressi della città di Al-Kiswa, situata a circa 13 chilometri dalla capitale siriana.

Ieri, la tv di Hezbollah ’al Manar’, aveva dato notizia di voli israeliani nel sud del Libano. Secondo ’Sky news Arabia’, la contraerea di Damasco avrebbe risposto al fuoco israeliano, intercettando tre missili.

NO COMMENT – Nessun commento ufficiale è arrivato da parte dello Stato ebraico né da parte del regime siriano, mentre l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che nell’area di Damasco sono state avvertite forti esplosioni e che l’elettricità è saltata in diverse parti della capitale.

Nelle settimane scorse, la ’Bbc’ aveva rivelato che l’Iran sta costruendo una base militare permanente in Siria all’interno di un’installazione dell’esercito di Damasco nei pressi di al-Kiswa. Immagini satellitari datate gennaio, maggio e ottobre mostravano la progressione dei lavori: dall’inizio dell’anno sono state costruite almeno tre nuove strutture, mentre due sono state ristrutturate.

LA CONFERMA – La notizia del raid è stata confermata dall’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, secondo cui la contraerea ha risposto ad un attacco israeliano condotto con missili terra-terra.

Fonti informate hanno detto alla Sana che “il nemico israeliano ha lanciato alle 0.30 ora locale alcuni missili contro uno dei siti militari intorno a Damasco” e che la contraerea li ha intercettati, distruggendone due. L’aggressone “ha provocato danni materiali al sito”, hanno aggiunto le fonti.

Fiamme in un grattacielo a Berlino

cms_7861/Berlino.jpgSono almeno 18 le persone rimaste ferite, tre delle quali in modo grave, in un incendio divampato in un grattacielo di Berlino, nel distretto di Biesdorf.

Venti persone sono state salvate dall’edificio dai vigili del fuoco.

Gli sforzi per estinguere l’incendio da circa 150 soccorritori – aiutati da un elicottero – sono in corso. I vigili del fuoco ritengono che non vi sia più nessuno all’interno del grattacielo che è stato dichiarato inagibile.

Non è chiaro cosa abbia causato l’incendio e da dove abbia avuto origine. Nel frattempo è stata avviata un’indagine.

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2 Dicembre 2017