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KOBE BRYANT ANNUNCIA IL RITIRO

Con 5 NBA vinti, miglior mvp 2008, terzo nella classifica dei miglior realizzatori, dietro Kareem Abdul-Jabbar e Karl Malone, miglior giocatore nelle finals 2009 e 2010 e tre ori olimpici, la leggenda del Basket mondiale degli ultimi due decenni, Kobe Bryant, annuncia il ritiro al termine di questa stagione. La sua è una scelta sofferta ma spinta dalla necessità biologica di dire basta allo sport che tanto gli ha dato nella sua vita sportiva.

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Nato a Philadelfia nel 1978. Muove i suoi primi passi sotto canestro, in Italia. Suo padre Joseph, giocatore NBA degli anni 70’ e 80’ , gli trasmette sin da piccolo la passione per il basket, facendolo crescere nelle giovanili delle squadre italiane in cui milita tra il 1984 e il 1991 (Rieti-Reggio Calabria-Pistoia-Reggio Emilia).

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Nel 1996 arriva l’esordio, tanto agognato, in NBA con i Los Angeles Lakers. Da questo momento in poi, Kobe, conquista vittorie sfoderando, in ogni partita, quella classe e potenza che gli permette di entrare nella Hall of Fame dei più forti giocatori di sempre. Alto 1,98 cm per quasi 100 Kg, la guardia dei Lakers, per quelli che lo conoscono, è un ragazzone dalla sensibilità emotiva che poco gli si addice alla stazza fisica.

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E questo aspetto caratteriale, per lui che ha temprato muscoli e anima sui parquet di tuto il mondo, è emerso dalla poesia dedicata al basket che ha scritto e pubblicato sul sito The Player Tribune: “Caro basket, sono pronto a lasciarti andare. Mi hai fatto vivere il mio sogno e ti amerò per sempre. Il mio cuore può sopportare la battaglia, la mia testa può gestire la fatica, ma il mio corpo sa che è il momento di dire addio. Questa stagione è tutto quello che mi resta”. Poche e semplici parole dirette al cuore di tifosi e appassionati, che riassume il desiderio di un grande campione, di lasciare il campo con la palla tra le mani, consapevole di essere già da alcuni ani, una “stella” al tramonto. E come spesso capita nelle bellissime favole sportive, quando l’atleta non riesce più a stupire e a esaltare le folle, con maturità e professionalità l’uomo sa che deve abbandonare la scena, lasciando, in ognuno di noi, splendidi ricordi fatti di gioia e meraviglia.

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Black Mamba (N.D.R. questo è il soprannome coniato durante la lunga carriera, per la rapidità di gioco), quello che poteva fare, lo ha fatto; quello che aveva da dimostrare a tutti, ma soprattutto a se stesso, lo ha completamente mostrato. Il suo genio, ora, è completamente privo di estro; le sue mani, oramai, non sono più infallibili; le gambe, oggi, non reggono più il confronto e lo scontro anche contro chi, fino a qualche tempo fa, impallidiva dinanzi all’agilità del suo corpo e alla maestria delle sue giocate. Per questi validi motivi, è bene che esca di scena dalla porta principale. E così, come stabilito, il ritiro dal “Baraccone” NBA avverrà il 13 Aprile 2016, dopo l’ultima sfida di regular season. Al termine del match contro gli Utah Jazz, il sipario calerà sullo Staples Center di Los Angeles e su di un “artista” che, con tutti gli onori, entrerà per sempre negli annali del Basket.

Data:

2 Dicembre 2015