Traduci

Kodra e i suoi compagni di strada

“Ibrahim Kodra e i suoi compagni di strada: gli anni ‘50 e ‘60”, questo il titolo della mostra inaugurata al Museo della Permanente a Milano lo scorso 14 ottobre, e che rimarrà aperta fino il 5 novembre 2017. La mostra presenta al pubblico una trentina di lavori dell’artista albanese più famoso a Milano in un periodo poco conosciuto, con l’occasione della celebrazione del suo centenario. All’apertura ha partecipato – oltre ai tanti amici, ammiratori e conoscitori delle sue opere – anche la Rappresentanza consolare dell’Albania a Milano. Nel suo saluto, la Console Generale, Anila Pojani, si è detta onorata di partecipare all’inaugurazione della mostra di Ibrahim Kodra, uno degli artisti albanesi che ha ottenuto più riconoscimenti a livello internazionale, e ha ringraziato il Sig. Fatos Faslliu per la passione e l’impegno quotidiano nel mantenere viva l’arte di questo immenso pittore nella sua Fondazione, a Milano.

cms_7531/2.jpg

Sotto la guida della storica d’arte Elena Pontiggia, si è ripercorsa l’arte di Kodra a partire dal suo arrivo a Milano, avvenuto nel 1938 grazie a una doppia borsa di studio da parte dell’Italia e della Regina dell’Albania. In quegli anni si passò dalla quasi sconosciuta Natura morta del 1944 – periodo in cui studiava con Funi a Brera – a uno stile più informale, dopo un periodo astratto-geometrico vicino al neocubismo e al concretismo, influenzato dal suo avvicinamento al movimento M.A.C., di cui facevano parte Dorfles, Soldati e Monet. Qui è di grande intensità il simbolo della diagonale come segno di movimento, che lascia pensare a una dimensione di grande intensità nell’opera di Kodra. Dopo la geometria negli anni ’50, comincia ad apparire la figura, piena di echi e memorie in donne che non sono donne, bensì icone in grado di suggerire un’idea di eternità, di stampo squisitamente albanese. Si tratta infatti di figure femminili che recuperano quella dimensione metafisica propria dei bizantini, molto importante nella cultura albanese.

cms_7531/3p.jpgGli anni ’60 portano nei dipinti di Kodra un senso di religiosa pace, come spiegato dalla storica, poiché l’artista frequentava a quei tempi la mensa delle sorelle Pirovini. I suoi dipinti lasciano trasparire quel senso di serenità e sacralità che lui stesso volle conferire alla sua pittura, in una religiosità rimasta quasi del tutto incompresa. Ritroviamo paesaggi che hanno l’aspetto del sogno, di qualcosa che si può soltanto immaginare. Paesaggi che non sono fatti di materia, che sono piuttosto immagini leggere e quasi incomprensibili: Kodra va al di là delle apparenze cercando di rappresentare l’anima delle cose, ed è proprio in questo senso che la sua pittura si carica di spiritualità.

Sono gli anni della dimensione surreale, caratterizzati dal ricordo del suo paese natale, Durazzo. Ciò è evidente in molte opere, come “Pesci”, risalente al 1961, che racconta di un animale che va al di là della psiche e della verità dell’inconscio, che non abita immediatamente la mente ma si rivela davanti a un sogno o davanti a un’arte che esprime i sogni.

cms_7531/4p.jpgChiudiamo questo omaggio alla figura di Ibrahim Kodra con il discorso della ex-Console generale di Milano, Luljeta Cobanaj, nel ricordo della sua personalità: “Siamo qui per festeggiare in anticipo il secolo della nascita di un grande personaggio, di un artista di fama mondiale, per cui il titolo di Honour of the Nation, ricevuto nel 1996, non poteva che essere appropriato come un abito su misura, come la sua inconfondibile sciarpa blu e le sue calze rosse. Quando lo conobbi per la prima volta, in occasione dell’inaugurazione del Consolato di Albania a Milano, era marzo del 2000. Lui era lì, è sempre stato dove lo volevamo noi albanesi, e non solo. E’ stato sempre vicino a tutti gli artisti albanesi che hanno frequentato Brera, generoso come pochi nel suo mondo di pittore. Lui ci ha lasciato un’enorme eredità artistica. Sta a noi, adesso, esserci ogni volta che il mondo lo ricorda per come era, con il suo grande cuore e il desiderio di essere ricordato come pittore albanese. Che questa mostra abbia inizio, con lui in prima linea nella Diaspora come Eccellenza Albanese nel Mondo”.

• Museo della Permanente, Via Filippo Turati 34, Milano

• Ingresso: Libero

Autore:

Data:

22 Ottobre 2017