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LA BOLIVIA DEL POST  TENTATO GOLPE E LA FIGURA DI EVO MORALES

La situazione in Bolivia sembra essere tornata alla normalità, ma permane un’atmosfera di incertezza e instabilità politica e sociale. Il tentato golpe da parte dell’ex comandante dell’esercito Juan José Zúñiga è stato sventato: Zúñiga, insieme ai suoi collaboratori, tra cui l’ex comandante della Marina boliviana Juan Arnéz Salvador, è stato arrestato ed esposto pubblicamente. Il presidente Luis Arce ha ribadito con forza che “la democrazia deve essere rispettata”, un messaggio enfatizzato dalle immagini televisive dei responsabili del golpe in manette.

Il ministro della Difesa Edmundo Novillo ha garantito che “tutto è ora sotto controllo” e che la popolazione civile può “riprendere le proprie attività”. Tuttavia, permane un senso di preoccupazione diffuso, come evidenziato dalle parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha per l’appunto espresso “forte preoccupazione” per la situazione nel paese.

Durante il tentato golpe, la popolazione boliviana è stata chiamata all’azione soprattutto dall’ex presidente Morales, che ha invitato i cittadini a mobilitarsi e ad organizzarsi per impedire il successo del colpo di stato. Questo conflitto istituzionale è avvenuto a meno di cinque anni dagli ultimi disordini, che nel 2019 costrinsero Evo Morales a fuggire in Messico.

Evo Morales

Le ingenti risorse naturali e ingerenze esterne giocano un ruolo significativo nei disordini e nell’instabilità della Bolivia, soprattutto a causa del litio di cui il paese è ricchissimo. Il solo sito di Salar de Uyuni contiene circa un quarto delle riserve mondiali di questo prezioso metallo, fondamentale per la produzione di batterie per dispositivi portatili e veicoli elettrici, la cui domanda è in crescita esponenziale.

Solidarietà all’impianto governativo in carica è giunta in maniera unanime da tutto il mondo. Tra le varie voci si segnala però l’intervento del ministero degli Esteri russo, che ha messo in guardia contro i “tentativi di distruttiva ingerenza straniera”, una mano dall’esterno che ha portato a conseguenze tragiche in molti paesi, tra cui proprio in America Latina.

In risposta al tentato golpe, il presidente Arce ha nominato immediatamente nuovi vertici delle forze armate e promesso misure per prevenire futuri tentativi di destabilizzazione; questa volta, la polizia e il resto delle forze armate sono rimasti a lui fedeli, ma il futuro della Bolivia rimane incerto.

Il prossimo anno si terranno nuove elezioni presidenziali e le candidature non si sono ancora delineate, ad eccezione di Evo Morales che, a dispetto di un mandato che non potrebbe ricoprire in quanto già presidente addirittura per tre volte (la terza elezione poi, come visto, finì tragicamente), ha da tempo manifestato la volontà di riprendere le redini della nazione. A 64 anni, è una figura di rilievo in Bolivia, noto per essere stato il primo presidente indigeno del paese. Leader del MAS (Movimento al Socialismo) ha promosso politiche di nazionalizzazione delle risorse naturali, riduzione della povertà e inclusione sociale per le popolazioni indigene. Se, da un lato, sotto la sua leadership (2005-2019) la Bolivia ha visto una crescita economica, dall’altro i suoi mandati sono stati segnati da aspre controversie, specie relative alle successive rielezioni.

Luis Arce

L’attuale presidente Luis Arce è stato suo importante alleato e membro dello stesso partito, ricoprendo il ruolo di ministro dell’Economia e delle Finanze sotto la sua egida per lunghi anni; tuttavia, recentemente i rapporti tra i due politici sembrano essersi leggermente incrinati, a causa dell’esilio forzato di Morales che ha dato la spinta ad Arce per manifestare una propria autorità all’interno del partito, giungendo a delle divergenze proprio con il suo mentore. Queste difficoltà all’interno del MAS potrebbero minarne l’unità, avvantaggiando inevitabilmente gli avversari.

Data:

30 Giugno 2024
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