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LA BORLEY RECTORY – Il Mistero della Casa Più Infestata d’Inghilterra

ell’immaginario collettivo, poche case sono avvolte da un’aura di mistero e terrore come la Borley Rectory, situata nell’idilliaca contea di Essex, Inghilterra. Costruita nel 1862 dal reverendo Henry Dawson Ellis Bull, la rettoria di Borley divenne famosa a livello mondiale come “la casa più infestata d’Inghilterra” grazie a una serie di presunti fenomeni paranormali documentati nel corso degli anni da vari ricercatori.

La rettoria fu costruita su un terreno che, secondo le leggende locali, ospitava in passato un monastero benedettino. La storia più popolare narra di un monaco che aveva avuto una relazione proibita con una suora del convento vicino. Quando la relazione fu scoperta, il monaco fu giustiziato e la suora fu murata viva. Questa tragica storia d’amore e morte è considerata la fonte delle apparizioni e dei fenomeni paranormali che avrebbero tormentato la Borley Rectory.
Ovviamente esistono storie simili in ogni parte del mondo, compresi moltissimi siti italiani, quindi risulta difficile stabilire l’autenticità storica del racconto in assenza di prove documentali concrete.

Le prime testimonianze di attività paranormale risalgono all’epoca della costruzione stessa dell’edificio. La famiglia Bull riferì di aver visto figure spettrali, come una suora che vagava per i giardini e una carrozza fantasma trainata da cavalli senza testa. Questi avvistamenti continuarono con una certa regolarità, ma fu solo con l’arrivo del reverendo Guy Eric Smith e sua moglie nel 1928 che il fenomeno prese una piega decisamente più inquietante, il che potrebbe sembrare al quanto strano visto che l’uomo era, per l’appunto, un “uomo di fede”.
Poco dopo essersi trasferiti, gli Smith scoprirono un teschio umano in un armadio, forse un segnale sinistro di ciò che sarebbe seguito. La famiglia iniziò a sentire passi inspiegabili, a vedere oggetti muoversi da soli e a ricevere misteriosi messaggi scritti sulle pareti.

Disperati, si rivolsero al Daily Mirror, che a sua volta contattò Harry Price, uno dei più famosi investigatori del paranormale dell’epoca.
Quest’ultimo arrivò alla Borley Rectory nel 1929, accompagnato da una troupe di giornalisti. Price documentò una serie impressionante di fenomeni, tra cui campanelli che suonavano da soli, pietre e altri oggetti che venivano lanciati e scritte enigmatiche che apparivano sui muri. La sua indagine rese la Borley Rectory famosa a livello nazionale, consolidandone la reputazione di luogo infestato.
Price tornò a Borley nel 1937, affittando la casa per un anno intero per condurre una ricerca più approfondita. Durante questo periodo, reclutò oltre 40 assistenti per monitorare costantemente la rettoria. Le testimonianze raccolte furono stupefacenti: figure ombrose, voci senza corpo, e persino un’apparizione che molti descrissero come una suora spettrale.

In definitiva, secondo queste testimonianze, nella casa si sarebbero verificati i seguenti fenomeni:

  • Poltergeist;
  • voci dirette;
  • apporto ed asporto di oggetti;
  • psico-cinesi;
  • manifestazioni spettrali ed ectoplasmatiche;
  • Comparsa di testi incisi sulle pareti;
  • Manifestazioni di suoni ed odori dall’origine ignota.

Uno degli aspetti più affascinanti e inquietanti della Borley Rectory erano proprio le scritte che apparivano sui muri. Questi messaggi, spesso di natura implorante, sembravano provenire da uno spirito intrappolato in quel luogo maledetto. Alcune delle scritte includevano frasi come “Marianne, please help get” (“Marianne, per favore aiutami”) e “Light mass prayers” (che sembrerebbe una frase implorante in una messa di liberazione).
Marianne Foyster, moglie del reverendo Lionel Foyster, che risiedeva nella rettoria negli anni ’30, fu particolarmente bersagliata da questi messaggi. Le scritte divennero uno dei fenomeni più discussi e controversi dell’intera storia di Borley.

Nel 1939, un incendio devastò la Borley Rectory, lasciando solo un rudere carbonizzato, ma nonostante la distruzione, i racconti di attività paranormale non cessarono, anzi, alcune voci attribuirono l’incendio ad un caso di piro-cinesi (è l’ipotetica capacità paranormale psico-cinetica di controllare il fuoco e/o incendiare un oggetto con la forza del pensiero, stessa capacità che potrebbero avere alcuni esseri demoniaci). Harry Price pubblicò il suo libro “The Most Haunted House in England” nel 1940, nel quale descrisse in dettaglio le sue indagini e i fenomeni osservati. Anche dopo l’incendio, il sito continuò ad attrarre investigatori del paranormale e curiosi, ansiosi di scoprire i segreti della rettoria.

Come molte storie di case infestate, la Borley Rectory è stata oggetto di dibattito tra credenti e scettici. Alcuni suggeriscono che molte delle attività paranormali riportate fossero il risultato di scherzi elaborati, illusioni o addirittura allucinazioni collettive. Altri sostengono che le testimonianze, raccolte da una vasta gamma di persone nel corso di molti anni, forniscono prove sufficienti dell’esistenza di fenomeni inspiegabili.
Gli scettici accusano Harry Price di aver esagerato con le descrizioni e addirittura di aver fabbricato alcuni degli eventi per ottenere pubblicità. Tuttavia, anche tra i critici più accaniti, vi è un riconoscimento della genuina stranezza e del persistente mistero che circonda la Borley Rectory.

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Data:

30 Giugno 2024

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