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LA CAPITALIZZAZIONE DI MERCATO A LIVELLO MONDIALE

La Banca Mondiale calcola il valore della capitalizzazione di mercato in percentuale del PIL. La capitalizzazione di mercato (nota anche come valore di mercato) è il prezzo delle azioni moltiplicato per il numero di azioni in circolazione (comprese le loro diverse classi) per le società nazionali quotate. Sono esclusi i fondi di investimento, i fondi comuni di investimento e le società il cui unico obiettivo commerciale è detenere azioni di altre società quotate. I dati sono valori di fine anno. I dati sono analizzati nel periodo 2013-2020. I paesi privi di serie storica completa sono stati omessi.

Ranking dei paesi per valore della capitalizzazione del mercato in % del PIL nel 2020. Hong Kong è al primo posto per valore della capitalizzazione del mercato in % del PIL nel 2020 con un valore di 1777,23%, seguito da Iran con un valore di 508,22%, seguito dall’Arabia Saudita con un ammontare di 330,82%, dal Sud Africa con un valore di 311,45%, seguita dalla Svizzera con un ammontare di 270,52%. A metà classifica vi sono il Marocco con un ammontare di 54,04%, seguito dalle Mauritius con un valore di 54,03%, seguito dal Vietnam con un ammontare di 53,66%, dall’Indonesia con 46,84% e dalla Russia con 46,53%. Chiudono la classifica la Costa d’Avorio con un ammontare di 11,64%, seguito dall’Egitto con un ammontare di 10,77%, dalla Romania con un ammontare di 10,15%, dalle Bermuda con un ammontare di 3,20%, e dalla Costa Rica con un ammontare di 3,5%.

Ranking dei paesi per valore della variazione percentuale della capitalizzazione del mercato in % del PIL tra il 2013 ed il 2020. L’Iran è al primo posto per valore della capitalizzazione del mercato in % del PIL tra il 2013 ed il 2020 con un ammontare di 624,28%, seguito dall’Arabia Saudita con 433,61%, dalla Jamaica con un ammontare di 261,89%, dal Vietnam con 154,14%, dal Kazakhstan con un ammontare di 138,38%. A metà classifica vi sono la Germania con un ammontare di 13,25%, seguita dall’Austria con un valore di 10,95%, dal Peru con 7,14%, dalla Slovenia con 6,84%, dalla Croazia con un ammontare di 6,59%. Chiudono la classifica la Giordania con -44,13%, l’Oman con .46,89%, l’Egitto con -49,58%, dalla Costa d’Avorio con -57,89%, dalle Bermuda con -85,9%.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette depurato dagli outliers. Di seguito viene presentata una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette depurato dagli outliers. L’eliminazione degli outliers è necessaria in quanto i dati mettono in risalto dei valori eccessivamente elevati per Hong Kong con una crescita pari ad un ammontare di +1777,23%. Vengono quindi individuati due clusters ovvero:

  • Cluster 1: West Bank and Gaza, Turchia, Panama, Tunisia, Libano, Sri Lanka, Grecia, Austria, Costa d’Avorio, Ungheria, Egitto, Kazakhstan, Slovenia, Polonia, Cipro, Bermuda, Bangladesh, Romania, Messico, Nigeria, Croazia, Malta, Vietnam, Costa Rica, Russia, Oman, Colombia, Perù, Nuova Zelanda, Brasile, Indonesia, Marocco, Germania, Iran, United Arab Emirates, Jamaica;
  • Cluster 2: Corea del Sud, Australia, Cile, Tailandia, Qatar, Giappone, India, Filippine, Lussemburgo, Canada, Malaysia, Barbados, Mauritius, Spain, Israel, Jordan, China.

Dal punto di vista della mediana risulta che il valore della mediana del cluster 2-C2 è pari ad un ammontare di 83,16, mentre il valore del Cluster 1-C1 è pari ad un ammontare di 28,30%. Dal punto geografico risulta che i paesi asiatici hanno dei valori tendenzialmente più elevati rispetto a quelli occidentali. Gli unici paesi occidentali che fanno parte del cluster 3 sono Lussemburgo, Spagna, Israele e Canada. Nel cluster 1-C1 sono invece presenti molti paesi europei, africani e dell’America Latina. Ne deriva che le economie asiatiche tendono ad avere un valore della capitalizzazione di mercato tendenzialmente più elevata rispetto ai paesi occidentali, africani e dell’America Latina. Non mancano ovviamente delle eccezioni come per esempio il Lussemburgo, Israele, il Canada, l’Australia, e la Spagna, che pure essendo paesi del “blocco occidentale” hanno dei livelli elevati di capitalizzazione di mercato rispetto al PIL. Però occorre considerare che è stata realizzata una analisi attraverso l’eliminazione degli outliers tra i quali spiccano sicuramente Hong Kong e Usa. Le motivazioni che possono spiegare la crescita del valore della capitalizzazione di mercato delle economie asiatiche possono essere riconnesse alla condizione tipica di quelle economie. Infatti, i paesi asiatici hanno tassi di crescita del PIL più elevati rispetto alle economie europee ed occidentali. Pertanto, attraggono maggiori investimenti e maggiori risorse finanziarie. I capitali fluiscono maggiormente nei paesi asiatici per cogliere le opportunità di investimenti con gli alti tassi di crescita previsti. Ovviamente occorre considerare che la crescita della capitalizzazione di mercato in percentuale del PIL rappresenta anche un rischio per quelle economie. Infatti l’eccesso di credito nei confronti della finanza costituisce una delle metodologie tipiche per l’innesco di crisi finanziarie sistemiche. Ne deriva pertanto che da un lato i mercati finanziari asiatici crescono in termini finanziari per sostenere la crescita dell’economia reale. Dall’altro lato però crescono i rischi sistemici in termini di fragilità finanziaria e volatilità.

Conclusioni. La capitalizzazione del mercato è cresciuta significativamente tra il 2013 ed il 2020 nei paesi considerati. La crescita della capitalizzazione di mercato è avvenuta soprattutto nei paesi asiatici. I paesi asiatici, infatti, hanno offerto maggiori opportunità di investimento e hanno attirato maggiori risorse finanziarie. Nei paesi occidentali, a parte gli USA, anche Israele, Canada, Australia, Lussemburgo, Spagna hanno incrementato il proprio livello di capitalizzazione di mercato in percentuale del PIL.Ovviamente la crescita del valore della capitalizzazione di mercato in percentuale del PIL tende ad essere positivamente associata anche alla crescita dei rischi finanziari che potrebbero incrementare il rischio di crisi finanziarie, volatilità e contagio. Ne deriva pertanto che sarebbe necessario incrementare i controlli a livello internazionale per evitare che taluni errori di politica economica o delle crisi di settore, come per esempio nel settore immobiliare, possano poi manifestarsi come delle crisi economiche in grado di ridurre sia il tasso di crescita economica dei paesi asiatici, sia di ridurre la capitalizzazione di mercato.

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Data:

28 Agosto 2023