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La costa pugliese tra mare, storia e arte

Famosa in tutta il mondo per il suo mare cristallino, i suoi panorami, le meraviglie naturali e per i suoi prodotti tipici d’eccellenza, la Puglia rappresenta uno degli itinerari più gettonati anche dell’estate 2016.

È una corsa che lascia senza fiato per la avvenenza, quella fra centinaia di chilometri di costa incantata sulle rive dello Ionio tarantino che ci raccontano di una bellezza millenaria del mare e di tesori della natura di inestimabile valore.

Taranto e il suo entroterra è riuscita a conservare un mare dalla bellezza caraibica nonostante le offese derivanti dall’inquinamento da diossina sprigionate dall’ILVA. In termini culturali vi sono due Taranto, quella che è rimasta messapica e quella che è divenuta la capitale della Magna Grecia. Anche il turismo balneare risente di ciò ed è caratterizzato da una movida particolarmente intensa che si sposta nelle località di Castellaneta Marina, Ginosa e Riva dei Tessali. Qui troviamo un mare per tutti i gusti, dalla sabbia a perdita d’occhio fino alle scogliere selvagge, insenature e baie piccole o grandi allietate da masserie accoglienti e restaurate e da location frequentate da vip.

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Accanto a questo come itinerario non molto noto, di fronte al capoluogo ionico, troviamo le splendide ma poco note isole Cheradi di San Pietro e San Paolo. Le isole Cheradi dal greco Xoipàdes costituiscono un primitivo arcipelago che chiude a sud-ovest la darsena del Mar Grande. Queste isole hanno origini geologiche recenti e costituivano con l’attuale Punta Rondinella lo spartiacque fra due valli fluviali, in cui in una vi è il Mar Grande.
In epoca medioevale sono state sedi di veri e propri monasteri di cui si ha ancora traccia. Con l’unità d’Italia San Pietro e San Paolo furono sottoposte all’attenzione dell’autorità marittima e all’interno dell’isolotto di San Paolo fu costruito il faro che doveva guidare i naviganti nel Mar Grande. Alla fine del XIX secolo, in seguito alla costruzione della base navale di Taranto, le isole divennero il punto cardine delle opere di difesa della base navale ionica. Infatti sull’Isola di San Pietro fu realizzata l’omonima Batteria, demolendo parte del forte napoleonico e spostando il faro, destinato ad ufficio del Genio Militare, mentre sull’Isola di San Paolo furono costruite la Batteria Ammiraglio Aubry e la Torre Corazzata Vittorio Emanuele II, realizzata tra il 1883 ed il 1901 dall’allora tenente del Genio Militare Emilio Marrullier.

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Sulle Isole Cheradi sono ancora presenti installazioni militari usate durante la difesa della città di Taranto nella II guerra mondiale, ma oramai abbandonate. Costeggiando poi la litoranea orientale ci ritroviamo in un itinerario fra mare e storia che si sofferma su due punti cardinali: la frazione di Campomarino (frazione di Maruggio) e San Pietro in Bevagna (frazione di Manduria). Il mare più bello del tarantino è proprio il loro, dedicato a chi preferisce spiagge libere e acque trasparenti, tanto da mostrare il colore delle maschere dei sub quando si trovano in risalita. Ad accelerare lo sviluppo di queste aree ha contribuito il porto turistico di Campomarino che si affaccia sulla torre Moline del XIV secolo. Maruggio nell’epoca che va dal 1317 a 1819 fu governata dai Cavalieri di Malta e prosperò notevolmente, come mettono ancora in rilievo gli edifici religiosi e i palazzotti nobiliari che la caratterizzano. Il suo mare è anche chiamato dei 7 colori per quell’arcobaleno di beltà che mostra insieme alle alte e odorose collinette di sabbia che rientrano nel parco delle dune di Campomarino.

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Un profumo di timo, di rosmarino, di ginepro accompagna il turista nelle spiagge di incredibile bellezza di Torre Ovo, della Commenda e del Cardinale, fino ad arrivare a Torre Borraco in territorio di Manduria. Nella frazione di San Pietro in Bevagna non possiamo esimerci da tuffarci con maschere e pinne per ammirare i sarcofagi romani visibili a pochi metri di profondità. A Manduria, fondata dai Messapi, è possibile ammirare la necropoli, la fonte di Plinio e un meraviglioso ghetto ebraico. Doverosa una visita alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e all’Osservatorio Astronomico Isaac Newton. Protagonista assoluto di questa terra è il vino primitivo di Manduria che, col Dolce naturale D.O.C.G., viene celebrato nel museo del Vino Primitivo e nelle numerose cantine pronte ad accogliere migliaia di turisti. Al calar del sole ci spostiamo nelle marine di Castellaneta e di Ginosa e nelle meravigliose location di Alborea e Kalidria Thalasso s.p.a. famosa per le sue cure di thalassoterapia. All’interno del paese un pullulare di palazzi nobiliari, di ristoranti dove si gusta una prelibata carne al fornello locale, insieme a un meraviglioso tripudio di pesce fresco completeranno una vacanza d’incanto tra storia, mare e arte.

Data:

31 Luglio 2016