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LA CRISI ADOTTIVA E LA CRISI DELLA FAMIGLIA

Necessarie équipe multidisciplinari specializzate per una presa in carico intensiva e la rivisitazione della norma che tenga conto quanto dei tempi quanto dell’inefficenza sistema operativo.

La Legge del 4 maggio 1983,n.184 disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori. Il termine adozione indica, tanto nel linguaggio comune, quanto in quello giuridico, un istituto complesso e di antica tradizione.

Come tale, accompagna la storia dell’umanità rappresentando la complessità dei rapporti sociali, sin dagli albori della civiltà. Esperienze giuridiche e psicologiche per confrontarsi e programmare.

Tempi di angoscia quelli per i tanti figli negati, che vivono l’esperienza dell’adozione e poi dell’abbandono da adulti. Una riflessione che intendesse soffermarsi a ragionare intorno ai problemi.

Abbandonati due volte: prima dalla famiglia naturale, poi dalla famiglia che li ha accolti.

Allarmanti sono gli innumerevoli casi in tutto il mondo, storie avvolte nel silenzio, vivono in una macchina o in viaggio per una vita.

Quella del viaggio, un’esperienza che hanno già vissuto nella ricerca della nuova famiglia con l’aiuto delle tante equipe professionali esplorano nuove isole in cui trovare sicurezza, tranquillità e amore. Non sempre vogliono lasciare i loro giacigli di fortuna. Alcune volte un filo destinato a sciogliersi con il destino “pensato e costruito”.

Alcune famiglie nascono dall’adozione. Da lì inizia la vita, da lì inzia l’amore. Il focus ha l’obiettivo di segnalare i fattori di rischio delle crisi adottive, facilitando la comprensione delle forme di adolescenza deviante ad esse collegate, e di individuare nuovi strumenti di conoscenza, ivi compresi quelli neuroscientifici e del potenziamento dei servizi.

È una riflessione interna maturata dai tanti casi di soccorso prestato a giovani ragazzi e ragazze che disorientati hanno lasciato il nucleo adottivo, vacillano per le strade al freddo e privi di una meta.

Importante investire sul ruolo e sulla qualità del servizio sociale nelle attività di tutela dei minorenni di oggi che saranno gli adulti del domani.

Il fenomeno delle storie adottive, quell’impegno legato dall’amore e sancito al primo contatto tra le parti, il senso di responsabilità che dura tutta una vita merita di essere approfondito.

Adottare significa scegliere di essere pienamente padri e madri di un figlio che non è nato in famiglia, portatore di una propria storia dolorosa che chiede ad adulti sconosciuti forme di amore e sostegno.

Prima di affrontare il tema della crisi occorrerebbe riportare l’attenzione sulla genesi delle relazioni nella famiglia adottiva. E’ chiaro che l’origine fondante di tali relazioni sia la condivisione dell’esperienza di dolore: il dolore dell’abbandono, da una parte, e il dolore per non aver generato, dall’altra.

L’adozione è il fare famiglia. I figli, naturali o adottati, sono l’eredità dell’interazione sociale, di ciò che siamo e di ciò che saremo capaci di trasmettere loro, rappresentando un ponte con le generazioni future.

Essere genitori adottivi significa essere adulti consapevoli di poter “partorire” attraverso una diversa fecondità.

Ma per essere famiglia è necessario diventare un contenitore adeguato l’ambiente pronto ad accogliere entro il quale il bambino può sperimentare l’amore.

L‘ essenzialità è un elemento che parla sempre più di tutela dei minorenni nei casi di adozione a “lungo termine”.

Affido, adozione e nuove sfide dell’accoglienza familiare, aspetti clinici, sociali e giuridici che richiamano sempre più la necessità di una formazione di eccellenza ad ampio raggio.

Fondamentale pensare a modalità nuove per fornire un follow-up strutturato ed istituzionalmente riconosciuto alle famiglie adottive ed un attento monitoraggo nel tempo. Esiste un nesso ineludibile tra la crisi della famiglia, le emergenze educative e il fallimento adottivo, occorre comprendere quali sono le dinamiche che si innescano più frequentemente e in che modo esse mettano in discussione i legami che l’adozione ha faticosamente posto in essere. Un Servizio pubblico specifico che si occupi del post adozione, delle attese e le prospettive di vita diversa. Favorire la cooperazione tra tutti i professionisti chiamati ad occuparsi della tutela delle persone, ampliare processi di formazione continua sulle famiglie adottive con particolare attenzione alle fasi di vita “ritenute a rischio”.

E’ proprio nella condivisione che bisogna sostenere le storie e l’esperienze per evitare il fallimento e il disinnamoramento della “cultura dell’accogliere”.

E’ un dovere ricercare nuove metodologie che affianchino l’adozione.

Servono équipe specializzate che attuino una presa in carico intensiva superando l’attuale frammentazione degli interventi. La complessità insita nella crisi adottiva che oltre a “prevenirla” la renda quindi più gestibile. Il coraggio di tenere duro. Il miglior augurio di sempre.

Data:

31 Gennaio 2022