Traduci

La data londinese del CatFest 2018 è già sold out

Che siate o no “gattari”, la manifestazione che il prossimo 14 luglio animerà l’impianto sportivo “The Oval” a Londra ha tutti i numeri per interessare anche voi. Sì, perché il CatFest in realtà è “un evento nell’evento” dove, intorno al minimo comune denominatore della passione felina, si articola una gamma di divertimenti così varia da far quasi dimenticare il tema filoconduttore.

Il CatFest che si celebra in tutto il mondo sbarca a Londra per il primo anno grazie all’impegno di Britt Collins, giornalista e animalista londinese, autrice del libro Strays, che così realizza un suo sogno. Ma non si tratta della ennesima fiera di settore o di un concorso di bellezza felina, a Londra si celebrerà la centralità della figura felina in tutte le sue possibili chiavi interpretative: letteratura, arte, cinematografia, musica, dibattiti con esperti e animalisti, video, concerti, ma anche cucina e intrattenimento in bar e ristoranti realizzati con mobili e arredamenti dedicati ai nostri amici pelosetti. L’aria gioiosa e festivaliera contagerà le migliaia di partecipanti previsti in arrivo dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Australia: camminare per le aree dedicate al CatFest sarà come calarsi nel folklore del più variopinto dei Carnevali.

Unica avvertenza per i partecipanti è indossare un abbigliamento consono: code, baffi e orecchie a punta saranno sufficienti per darvi la sicurezza di non aver sbagliato festa.

cms_9590/2.jpg

Come in ogni evento che si rispetti, l’associazione Feline Friends London garantisce, con il suo supporto, la funzione benefica della manifestazione introitando una parte del ricavato per destinarlo nel trovare casa ai tanti bisognosi gatti londinesi.

Al momento, data l’eccezionalità della vendita dei biglietti, si sta pensando di estendere il festival anche al giorno successivo.

cms_9590/3.jpg

Autori di best seller come Jeffrey Moussaieff Masson (The Nine Emotional Lives of Cats) e Gwen Cooper (Homer’s Odyssey), tra gli altri, cercheranno di dare forma attraverso le parole a quel turbinio di sensazioni che sprigiona la presenza di un gatto e da cui gli scrittori traggono ispirazione. Proprio come Ernest Hemingway consigliava agli aspiranti scrittori: “Se volete scrivere, tenete vicino a voi un gatto”.

Ma qual è il motivo di questa incredibile attrazione verso i felini domestici? E’ vero, dispensano coccole, ma solo nelle modalità e nei tempi che stabiliscono loro. Non riportano la pallina come farebbe con entusiasmo un qualsiasi “Fido”, non porgono la zampa in segno di gratitudine e, in caso di insistenza, le probabilità di rimediare un graffio sono pressoché una certezza. E la mattina? Quante sono le probabilità di non essere svegliati con perseveranza se la ciotola non trabocca di croccantini?

Eppure, questo animale dispettoso e così poco incline alla socievolezza ci ammalia con il suo imperscrutabile fascino, la sua misticità sinuosa.

cms_9590/4.jpgPer il buddismo i gatti sono simbolo di spiritualità, animali che riescono a trasmettere armonia e calma. Un’antica e suggestiva leggenda che parla di morte ma anche di reincarnazione, è narrata in uno dei papiri che compongono il Tamra Maew (“Libro delle poesie e dei gatti”) attualmente conservato nella biblioteca nazionale di Bangkok.

Nell’antico Egitto, attraverso la dea Bastet, il gatto simboleggiava femminilità, sensibilità e magia, e proteggeva i bambini, l’amore, la fertilità, la famiglia e la casa. Anche i raggi del sole ricevevano riparo durante la notte, nascondendosi negli occhi dei meravigliosi esemplari.

In India la dea Shasti era la divinità felina eletta a simbolo della fertilità e della maternità, mentre in Cina nelle capacità dello sguardo del gatto erano riposte le speranze di tenere lontani gli spiriti maligni.

cms_9590/5.jpg

Vèronique Aiache, nel libro La terapia delle fusa,cerca di dare risposta scientifica agli effetti benefici che derivano dalla convivenza con un gatto.

Sapevamo che accarezzare un gatto fa abbassare la pressione arteriosa e il ritmo cardiaco. Avevamo constatato anche che le fusa del gatto hanno un effetto calmante sul bambino che si muove nel ventre della madre. Studi più recenti rivelano che le fusa faciliterebbero, inoltre, la guarigione da disturbi osteoarticolari, muscolari, tendinei e respiratori”.

Secondo evidenze scientifiche, le fusa vibrano tra i 25 e i 50 hertz, dando sollievo a chi soffre di reumatismi: si tratta della stessa frequenza usata in ortopedia.

Il campo d’azione dei benefici della presenza felina abbraccia in una sorta di protezione non solo la persona fisica, ma anche la sua dimora.

Loris Castagnoli, terapista olistico dedito da anni al lavoro con le energie sottili, spiega come i gatti ci proteggono e assistono “proprio come i cani che sono i nostri guardiani nel mondo fisico e darebbero la loro vita per salvarci, i gatti sono i nostri protettori dell’energia spirituale e farebbero di tutto per proteggerci quando la nostra energia si abbassa. Quando siamo svegli, il gatto ‘ripulisce’ la nostra casa dalle energie intruse. Quando dormiamo, filtra e trasforma quest’energia. Spesso il gatto cerca e guarda nel “nulla” vedendo ciò che noi non vediamo…”

cms_9590/6v.jpgAd Istanbul i gatti non sono soltanto animali domestici bensì parte integrante della metropoli. Il gatto incarna la cultura e l’unicità della città turca e il suo caos indescrivibile. La convivenza pacifica e rispettosa, che si rinnova da millenni, ha creato una simbiosi tra i cittadini ed i felini. Un’intera comunità che ha amorevolmente adottato gli animali, arricchendosi della loro presenza. Attraverso questa realtà è nata l’idea di una produzione cinematografica molto speciale, unica e che non conosce precedenti.

Kedi – La città dei gatti” è il documentario con cui la regista Ceyda Torun si è posta come obiettivo di narrare la trasformazione culturale e sociale del suo Paese attraverso gli occhi del popolo felino che vi dimora.

L’unicità di come i gatti vengono trattati nel capoluogo turco, nel prendersene cura pur consentendo loro di mantenere la propria indipendenza, è di per sé esplicativo della cultura del posto e dell’approccio alla vita.

Ogni qualvolta facevo ritorno a Istanbul – ha commentato la regista – trovavo la città sempre meno riconoscibile ad eccezione di una cosa: i gatti, unico elemento costante ed immutato che incarnava l’anima della città. Questo film è, per molti versi, una lettera d’amore a quei gatti e alla città”. Il film ha ottenuto ottime critiche ed il Time lo ha collocato tra i migliori lavori del 2017.

Qualora la tappa londinese del Festival dei Gatti dovesse risultare scomoda, sarà utile sapere che, nei giorni 22 e 23 settembre 2018, a Villa Castelbarco di Vaprio d’Adda, a due passi da Milano, avrà luogo la terza edizione della rassegna. Le prime due edizioni hanno potuto contare sulla partecipazione di quasi 40.000 appassionati provenienti da ogni parte d’Italia.

Data:

1 Luglio 2018