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LA DIMENSIONE INVISIBILE

Il lavoro è una dimensione sempre più importante per l’identità femminile, ma, nella realtà meridionale, continua ad essere una irrisolta questione sociale.

cms_775/famiglia_lavoro.jpgIn Italia, soprattutto al Sud, le donne vivono ancora in una condizione di profondo disagio e disuguaglianza: non hanno facilmente accesso al mercato del lavoro e vengono sostanzialmente discriminate per la loro condizione di madri o perche’ loro malgrado, devono farsi carico della famiglia.

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A tutt’oggi in Italia, le donne, continuano ad avere una rappresentanza politica esigua e non all’altezza di un paese moderno, democratico ed europeo. Questo ruolo ancora così marginale, continua ad essere il risultato di atteggiamenti pubblici e privati di passate legislature, che ne ha consolidato l’immagine. E intanto le donne, continuano ad essere sottorappresentate in politica, nelle istituzioni, nei CDA.

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Per modificare una cultura arretrata che relega le donne a posizioni marginali servono misure chiare :la questione femminile nel Meridione ,deve essere rimessa con forza al centro dell’agenda politica. Bisogna insistere nell’azione di rafforzamento delle quote di genere che obbligano aziende e organizzazioni a valorizzare al femminile, a incentivarne formazione e riqualificazione con l’obiettivo di coinvolgere il più alto numero di donne possibile.

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Dal rapporto Istat sul mercato del lavoro nel nostro Paese la percentuale delle donne meridionali che lavorano è molto bassa rispetto alla media italiana. Da un attenta analisi del nostro territorio mercato del lavoro emergono le contraddizioni tipiche del Mezzogiorno: oltre la metà dichiarano di essere inattive, quindi si “ritraggono” completamente dal MdL. Perché tante donne non lavorano? Sono persone che non cercano lavoro perché troppo occupate dalla cura di figli ed anziani o esiste una forte percentuale di lavoro sommerso?

cms_775/disoccupazione-femminile2-300x298.jpgE’ di vitale importanza incrementare l’occupazione della nostre regioni proseguendo e rafforzando interventi per favorire il lavoro femminile, mirati a conciliare vita e lavoro, nella valorizzazione delle capacità delle donne. Dobbiamo abbandonare un’idea di welfare assistenziale per lasciare spazio alla valorizzazione della creatività e dei talenti femminili, offrendo nuove possibilità occupazionali.

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Investire sul lavoro delle donne costituisce una vera e propria leva economica per la crescita generale, ma, al momento, purtroppo, permane una condizione di forte disparità tra uomini e donne nel lavoro, che si manifesta attraverso notevoli gap retributivi, nel proliferare di rapporti discontinui, flessibili, precarie sottopagati, in una generalizzata e scarsa tutela contrattuale delle donne (congedi,maternità).

cms_775/shutterstock_609654-1024x682.jpgBisogna promuovere, la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali modificando l’organizzazione del lavoro continuare nell’azione di superamento del differenziale retributivo tra donne e uomini; insistere sulla progressione delle carriere femminili e rafforzare l’adozione della strategia comunitaria in materia di occupabilità femminile. Promuovere la presenza delle donne nell’economia è un buon investimento: più donne che lavorano significa redditi familiari più alti, più benessere, maggiore coesione sociale! Il nostro è un Paese che ancora oggi ostacola l’ingresso di gran parte delle donne: così facendo spreca una risorsa che potrebbe creare ricchezza, sostenere il reddito familiare, migliorare i conti dell’Inps, portare innovazione nei luoghi della produzione e in molti altri ambiti ancora.

cms_775/2060319165_004d60ab0f.jpgLe donne e soprattutto quelle del Sud non vogliono tornare a casa, pensano che anche nella crisi sia essenziale tenere aperta la fattibilità e la valorizzazione del lavoro femminile attraverso il superamento delle discriminazioni, sia salariali che professionali. Le problematiche da approfondire sono tante possiamo racchiudere essenzialmente nell’incentivare sviluppo e politiche di sostegno all’occupazione femminile. Si tratta di politiche da esercitare nella contrattazione e nel contrasto ai tagli indiscriminati della spesa pubblica: incrementare i servizi che rappresentano una condizione per non mettere le donne di fronte all’alternativa tra lavoro retribuito e lavoro di cura e di assistenza. Dunque occorre pensare a una strategia integrata che si basi sulla qualità degli interventi: mettere al centro il lavoro con politiche che guardino alle lavoratrici, con estensione delle misure pubbliche di sostegno per le figure precarie.

cms_775/30a2df3fb5dfae35929746429a725be2e801a2952286a9d9867677ae.jpgI tagli già introdotti nella scuola, nella sanità, i mancati rifinanziamenti delle risorse necessarie per l’assistenza, per i servizi agli anziani e per l’infanzia, contenuti nei precedenti provvedimenti economici del governo, ricadono direttamente sulle donne, traducendosi in un aumento del loro impegno tra le pareti domestiche per a “stare” con i figli o genitori anziani. Tutto riporta al ritorno a casa delle donne! E se le donne sono ricondotte a casa, si continuerà a “premiare” la condizione di lavoro in nero, sommerso!

cms_775/ImprenditriceFinanziamento-300x300.jpgAl fine di promuovere l’occupazione femminile e per incentivare la creazione di rapporti stabili è necessario la presenza di incentivi per le aziende che assumono donne di qualunque età. Sul fronte dell’imprenditoria femminile rafforzare il percorso da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel perseguire e proseguire l’obiettivo di portare a conoscenza le modalità di accesso ai prestiti agevolati messi a disposizione per creare piccole imprese e dare impulso al lavoro autonomo. Si deve rafforzare l’ introduzione e messa a regime di politiche di conciliazione per promuovere l’accesso delle donne al mercato del lavoro, attraverso lo sviluppo di servizi come il tutoraggio e i voucher di conciliazione, iniziative a supporto della lotta alle discriminazioni retributive e di carriera. Penso sia davvero giunto il momento per rovesciare questa situazione , a mio avviso è imperativo mettere in campo politiche attive e di inclusione che abbiano l’obiettivo di portare ad una reale parità tra uomo e donna in tutti gli ambiti della societa’.

Data:

1 Giugno 2014