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LA LIORONA, UN ESSERE APPARTENENTE AL FOLCLORE LATINOAMERICANO

cms_33870/Mario_Contino.jpgLa Llorona è un essere appartenente al folclore latinoamericano, forse poco conosciuto in occidente, anche se il nostro folclore descrive entità in qualche modo riconducibili a quanto appena menzionato, descritte come fantasmi di donne, vestite di bianco, avvistate in riva ai laghi o nei pressi di fiumi.

Tornando però alla Llorona, oggetto di questo articolo, cerchiamo di identificarne meglio lo “spirito”. La leggenda della Llorona, o “La Donna che Piange” in spagnolo, è una delle più famose leggende dell’America Latina e ha radici profonde nella cultura messicana e centroamericana.

In generale si parla di una storia triste, con un tragico epilogo: si narra di una madre che, dopo aver perso i suoi figli scomparsi in un corso d’acqua (probabilmente annegati), avrebbe continuato a cercarli disperatamente per tutta la vita e anche oltre.

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Infatti, la Llorona sarebbe uno spirito in pena, uno spettro che vaga nei pressi di fiumi, laghi e coste, piangendo e lamentandosi, urlando disperatamente e continuando a cercare i suoi figli. La donna apparirebbe vestita di bianco e con un velo che le copre il volto. Le urla soprannaturali che emette sono parte integrante della sua leggenda e la distinguono da altre figure simili, come ad esempio le banshee della cultura celtica. Tradizionalmente, chiunque la vedesse passare o cercasse di indagare su di lei potrebbe andare incontro a un tragico destino, potrebbe impazzire e suicidarsi, oppure essere ucciso direttamente da questo spirito che, per tale motivo, sarebbe considerato demoniaco.

cms_33870/3.jpegLa storia della Llorona può essere considerata parte di un ampio repertorio di leggende e miti che affondano le loro radici nelle credenze precolombiane delle popolazioni indigene dell’America Latina. Prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, le culture native avevano le proprie interpretazioni del mondo spirituale e delle forze soprannaturali che lo abitavano. Le apparizioni femminili misteriose nei boschi e lungo i corsi d’acqua erano spesso associate a divinità o spiriti legati a concetti come la morte, la fertilità, la natura selvaggia. Con l’avvento del cristianesimo durante l’epoca coloniale, molte di queste antiche credenze furono reinterpretate e mescolate con elementi della religione cattolica, dando origine a nuove leggende e miti, come appunto la Llorona. In realtà, questa figura potrebbe essersi originata dalla demonizzazione messa in atto dai primi cristiani nei confronti delle antiche divinità pagane, così come è successo in altre parti del mondo e per altre antiche religioni.

La trasformazione della figura della Llorona da divinità o spirito ancestrale a una figura più vicina alla tragedia umana e al peccato “cristiano” era una mossa prudente nell’ambito della storia e della cultura coloniale dell’America Latina. Associare la Llorona a peccati e tragedie umane, come tradimento, vendetta e infanticidio, consentiva una rappresentazione più accettabile e comprensibile per la mentalità dell’epoca, ancorata alla tradizione cattolica e agli ideali della conquista.

cms_33870/4.jpgLa versione che collega la Llorona alla figura storica di Malinche, o Doña Marina, l’amante di Hernán Cortés, rappresenta un adattamento particolarmente interessante della leggenda. Malinche, essendo una figura storica ben documentata e controversa, era già al centro di molte narrazioni e interpretazioni nella storia messicana. La sua collaborazione con Cortés e il suo ruolo di intermediaria culturale e linguistica durante la conquista spagnola hanno reso Malinche una figura emblematica nel contesto della storia coloniale messicana. Associare la Llorona a Malinche aggiunge dimensioni di tragica umanità alla leggenda, poiché riflette i sentimenti di pentimento, tradimento e perdita che caratterizzano la storia di Malinche e il suo ruolo nella conquista spagnola del Messico. La sua ricerca di pace e redenzione attraverso il lamento e il vagare solitario riflette il peso del suo passato e la sua lotta interiore.

Questa è a mio avviso una delle leggende più belle del mondo, certamente meritevole di maggiore divulgazione.

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Data:

11 Marzo 2024