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LA MADRE RUSSIA

La festa della Vittoria del 9 maggio, in cui si celebra il trionfo dell’Armata rossa sulle truppe nazi-fasciste “era e rimarrà la più grande festa” Russa.

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Lo ha affermato Vladimir Putin intervenendo in Piazza rossa alla tradizionale parata militare. Il leader del Cremlino ha quindi dichiarato che “la volontà di ferro del popolo sovietico” ha “salvato la pace sul nostro pianeta” e che la Russia non permetterà il tradimento dei propri eroi.

Le elezioni in Ucraina.

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Si terrà come previsto domenica 11 maggio il referendum separatista indetto dai filorussi nell’Ucraina orientale. Lo hanno reso noto gli stessi separatisti. Ieri il presidente russo Vladimir Putin aveva chiesto un rinvio del voto per favorire il dialogo con Kiev.

cms_672/20140508230437828637o.jpgIl referendum “avrà luogo l’11 maggio”, ha dichiarato all’agenzia stampa France Presse il capo della repubblica autoproclamata di Donetsk, Denis Puchilin. La portavoce del sindaco autoproclamato della città di Sloviansk (controllata dai separatisti filorussi), Stella Khorocheva, ha confermato che “il referendum avrà luogo a Sloviansk l’11 maggio”.

La road map del compromesso.

L’8 maggio, il ministero degli Esteri russo ha rilasciato una dichiarazione, affermando che la Russia sta cercando un compromesso per risolvere la crisi in Ucraina, e che nel frattempo i Paesi occidentali dovranno adempiere ai propri doveri, promuovendo il dialogo tra “l’autorità di Kiev” e i federalisti del sud-est.

cms_672/peskov-syria-snowden-g20.jpgLo stesso giorno, il segretario dell’ufficio stampa del presidente russo, Dmitry Peskov, ha confermato che la Russia ha ricevuto la “Roadmap”, preparata dal presidente dell’OSCE e ministro degli esteri svizzero Didier Burkhalter, che prenderà visione dettagliatamente di tutte le proposte e che ne discuterà con i paesi occidentali.

Le sanzioni alla Russia.

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Fra i sette dirigenti russi colpiti dalle nuove sanzioni americane ci sono Igor Sechin, lo “zar” del petrolio di Putin, il vice premier Dmitry Kozak e il presidente della commissione Esteri della Duma, Alexei Pushkov. Sono tutti uomini vicinissimi a Putin, ma soprattutto sono la struttura di comando della Russia. Mentre le società colpite dalle nuove sanzioni non sono note al grande pubblico, ma comunque fanno parte del vertice del potere russo. Undici delle società indicate dagli americani farebbero capo a Ghennadi Timchenko, un paio ai fratelli Boris e Arkadi Rotenberg e tre a Yuri Kovalchuk, considerato il banchiere del Cremlino, tutti già colpiti dalle precedenti misure. L’elenco include Acquanika (nota anche come Rosskoye Vremya), il gruppo Avia, Avia Group Nord, Cjsc Zest, Investcapitalbank, Jsb Sobinbank, Sakhatrans, Spm, Stroygazmontazh, Stroytransgaz Group, Stroytransgaz Holding, Stroytransgaz LLC e Stroytransgaz OJSC, Stroytransgaz-M LLC, Abros, Transoil e Volga Group.

Ecco un elenco dettagliato dei sette “uomini d’oro” di Putin colpiti dalla sanzioni americane.

cms_672/download.jpgIgor Sechin, 53 anni, è il capo di Rosneft, la più importante compagnia petrolifera russa, di proprietà dello Stato. Ex vice-capo di gabinetto di Putin al Cremlino, è da anni un suo fedelissimo collaboratore, sicuramente il più influente fra gli uomini che sono passati nell’area delle industrie di Stato.

cms_672/download_(1).jpgDmitry Kozak, 55 anni, è il vice-primo ministro che ha ricevuto l’incarico di sovrintendere all’integrazione della Crimea nella Russia dopo l’annessione. Ha lavorato con Putin dai tempi dell’amminstrazione comunale di San Pietroburgo e ha coordinato i lavori e l’organizzazione delle Olimpiadi di Sochi.

cms_672/download_(2).jpgVyacheslav Volodin, 50 anni, ex avvocato, stratega politicico, è il vice-capo dello staff di Putin. Molti dicono che sia il Rasputin dietro il presidente, l’uomo che gli ha suggerito il giro di vite contro il dissenso che Putin ha ordinato da quando è stato eletto presidente per la terza volta.

cms_672/download_(3).jpgSerghei Chemezov, 61 anni, è il capo di Rostec, una gigantesca conglomerata creata da Putin nel 2007 unendo più di 600 società. Tra i prodotti di Rostec ci sono auto, armi, macchine edili: ci lavorano un milione di cittadini russi. Chemezov era nei servizi segreti negli anni Ottanta, è lì che ha conosciuto Putin.

cms_672/images.jpgAlexei Pushkov, 59 anni, è il presidente della commisisone Esteri della Camera. Tiene ancora una progamma politico in televisione. Ha sempre criticato duramente gli Usa su vari dossier, dalla Siria al divieto per gli americani di adottare orfani russi, fino, ovviamente, alle scelte fatte da Washington sull’Ucraina.

cms_672/download_(4).jpgOleg Belaventsev, 64 anni, il 21 marzo era stato nominato da Putin inviato per la Crimea, nel giorno stesso in cui la Russia aveva incorporato la penisola ucraina dopo il referendum fra la sua popolazione. E’ un ammiraglio, sostenuto dal ministro della Difesa Serghei Shoigu, un uomo molto vicino a Putin e considerato in ascesa nel circolo del presidente.

cms_672/download_(5).jpgYevgeny Murov, 68 anni, è il capo dell’agenzia di sicurezza che protegge Putin e gli alti papaveri del potere, l’equivalente del “Secret Service” americano
che segue Obama. Ex generale del Kgb, ha lavorato nel servizio per almeno 20 anni fino alla caduta del comunismo e poi è passato al suo erede, l’Fsb.

La propaganda nelle scuole.

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Nel Paese in cui agli insegnanti viene chiesto di spiegare ai ragazzi “la fondatezza giuridica e morale della riunificazione”, ovvero di legittimare l’assalto russo ai territori ucraini della Crimea, ora arriva anche “l’alfabeto di regime”. Su iniziativa di un gruppo politico vicino ai nazionalisti, infatti, è apparso in molte scuole siberiane un abecedario che sostituisce le vecchie e familiari immagini di animali e piante con quelle d’attualità tratte da, telegiornali,dei linguaggio ovviamente, appartenenti all’ideologia legata al Governo Putin. Propaganda o modernizzazione della scuola? Il caso che sta facendo discutere la comunità internazionale degli insegnanti. P come Putin, D come Donezk, A come Anti-Maidan. E’ il nuovo ABC della Russia, le parole chiave che i bambini devono memorizzare mentre imparano a leggere.

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Forse però il nuovo alfabeto aiuterà gli insegnanti russi nel difficile compito di condurre la lezione sulla Crimea, resa obbligatoria dal ministero dell’Istruzione per spiegare ai bambini – di ogni età scolastica – la “fondatezza giuridica e morale della riunificazione” e il ruolo “pacifico e umanitario della Russia” nel fronteggiare la minaccia proveniente dal governo di Kiev “sostenuto dalla Nato”. Un’iniziativa che ha suscitato perplessità: Leonid Kazva, professore di storia alla scuola N ° 1543 di Mosca, dice al Kommersant che lo Stato “è tornato a dettare la sua ideologia nelle scuole come ai tempi sovietici” e suggerisce ai docenti di rifiutarsi. Non facile di questi tempi, e la preside del liceo presso la Scuola superiore di economia Natalia Liubomirskaya suggerisce invece ai professori di essere “onesti e dire quello che pensano”: “La maggioranza dei russi e anche del corpo docenti ritiene che sia stato giusto annettere la Crimea, ma gli studenti devono sentire tutti i punti di vista, non vogliamo che diventino delle marionette”.

Data:

1 Giugno 2014