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LA NOMINA DEL GEOSCIENZIATO NELL’INDAGINE GIUDIZIARIA

Le indagini giudiziarie sarebbero ancora obsolete e senza uno scopo universale se non ci fosse la scienza. Infatti, dato il bisogno di rigore e certezza nell’investigazione, l’approccio scientifico è stato sempre più utilizzato nel tempo e oggi non sapremo farne a meno. Pertanto, le autorità si avvalgono della professionalità di esperti (biologi, chimici e, nel nostro caso, geologi) non solo per guadagnare tempo, ma anche per avere delle piste più realistiche e oggettive che poi si porteranno inevitabilmente in tribunale. D’altronde, il metodo sperimentale (ipotesi-esperimento-conferma/diniego) rappresenta la procedura che qualsiasi inquirente utilizza per la ricostruzione degli eventi.

Ma quando è richiesto l’aiuto di un consulente tecnico?

Il p. m. o chi detiene l’indagine può avvalersi di un consulente tecnico per “offrire contributi di natura scientifica fondati su cognizioni specialistiche” (Caprioli, 2010). In questo modo, il geologo forense chiamato a dare man forte nelle indagini risulterebbe utile per condurre analisi sul suolo per la ricerca di corpi sepolti oppure per studiare tracce di sabbia rinvenute sotto la suola delle calzature di un cadavere, come nel caso Moro (vedi “Storia delle Geoscienze Forensi e il caso Moro – Giovanni Fanelli”), ma anche per analizzare e risalire al motivo di taluni cedimenti edilizi.

Sebbene non ci siano regole precise per la scelta del c. t. (a parte la verifica della professionalità e dell’operato svolto), il geoscienziato (e chiunque venga ingaggiato per coadiuvare le indagini) sarà a tutti gli effetti un pubblico ufficiale e non potrà rinunciare all’incarico (art. 359 c. p.) salvo cause di forza maggiore motivate. C’è da dire che l’accertamento tecnico ripetibile non costituisce un atto probatorio durante il dibattimento se non in alcune eccezioni, ma è comunque prevista la consultazione della relazione scritta dal c. t.; per quanto riguarda gli accertamenti di tipo irripetibile (ossia tutti quelli accertamenti che provocano una modifica dei luoghi, persone o reperti d’indagine) vi sono delle regole molto ferree le quali, se non seguite, minacciano l’efficacia probatoria della verifica.

Tutto ciò sopra descritto costituisce un sunto delle pratiche giudiziarie che fungono da base per qualsiasi donna o uomo di professione che sceglieranno le scienze forensi e quindi non costituisce una guida di dettaglio.

Comunque, le geoscienze sono senz’altro utili nelle indagini giudiziarie e forse sarebbe anche ora di farne ampio uso.

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Fonti:

Caprioli, F. (2010) – Indagini preliminari e udienza preliminare – Compendio di procedura penale. G. Conso e V. Grevi. CEDAM.

Di Maggio, R. M., Barone, P. M., Pettinelli, E., Mattei, E., Lauro, S. E., Banchelli, A. (2013) – Geologia Forense – Introduzione alle geoscienze applicate alle indagini giudiziarie. Dario Flaccovio Editore.

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Data:

13 Aprile 2024