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La nuova generazione che parla per immagini

Consumatori voraci sprezzanti del pericolo di potersi ingozzare a causa di un profluvio di informazioni. È la generazione dei millennials, ovvero degli oltre 8 milioni di giovani italiani dai 18 ai 34 anni costantemente online e attivi nel campo dei media in generale. Secondo un indagine promossa da Nielsen per il famoso internet provider californiano Yahoo, i giovani italiani di cui sopra si collegano alla Rete dal loro smartphone per passare circa un’ora del loro tempo per intrattenersi sui social e chattare, 19 minuti per gironzolare sul web, 11 minuti sono dedicati ai giochi, mentre le chiamate e l’invio di messaggi occupano lo spazio di appena 22 minuti.

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Il mezzo esclusivo attraverso il quale collegarsi alla Rete è quindi lo smartphone, protesi delle nostre vite sempre più dotate di schermi grandi e adatti soprattutto alle abitudini di uso e di linguaggio dei giovani tra i 18 e i 24 anni. E il rapporto con i cosiddetti old media? Allo schermo televisivo i giovani della ricerca Nielsen dedicano sì un tempo maggiore rispetto a quello dedicato alla Rete, ma è comunque un tempo in calo e non di carattere esclusivo (è il classico rumore di sottofondo): ben due ragazzi su tre infatti tengono accesa la tv, ma nello stesso tempo “smanettano” sul loro smartphone, o sono di fronte a uno schermo di un pc per navigare in Rete.

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Vi è poi un’alta percentuale, l’83%, che usa il web per guardare i contenuti televisivi. Per la generazione dei millennials i palinsesti delle televisioni (generaliste e non), appaiono troppo statici per poter essere in grado di accontentare i loro gusti “liquidi”. La tv d’altro canto sta cercando di reagire a questa emorragia di ascoltatori, inseguendo il web con contenuti in streaming e on-demand, in grado di attivare ciò che le nuove generazioni chiedono ai vecchi media, ovvero maggiore interazione. I millennials sono diventati ormai una generazione vasta ed eterogenea, in grado di superare i limiti territoriali dei vecchi confini geografici e apparire glocal agli occhi degli altri. Sempre online, multitasking ma con soglie di attenzione paurosamente in calo, hanno una grande capacità di indirizzare su strade giuste le loro scelte. La generazione dai polpastrelli consumati fa di tutto con il suo smartphone, meno che telefonare.

cms_2849/foto_4.jpgVi sono metodi alternativi e meno invasivi per ciò che riguarda i contatti umani e vocali, tenuti alla larga, rispetto allo scambio dialogico: oggi la maieutica socratica la si ottiene più velocemente e a costo zero con i social e le chat gratuite. Con il web in tasca si conquista il mondo, si ha immediatamente il know-how necessario per cavarsela in ogni occasione. Il marketing e il vasto campo dei manager e dei creativi pubblicitari attenti alle novità, ormai hanno buttato più di un occhio su questi formidabili e attenti consumatori, un target che fa venire l’acquolina in bocca ai promoter 2.0. Del resto le attività di gestione di questa immensa mole di dati personali immessa in Rete ogni giorno e sempre aggiornata ai fini di una classificazione delle abitudini dei consumatori, fa sì che l’attività di promozione dei prodotti divenga più semplice, accorciando la filiera con proposte fatte a persone ben liete di accettarle. La servitù è divenuta finalmente volontaria in un campo dove i desideri vengono suscitati dagli stessi consumatori in un’operazione di marketing “fai da te”.

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Ragazzi e ragazze sanno ben destreggiarsi nel mare magnum del web, con applicazioni e social a fungere loro da bussola e le aziende hanno da tempo compreso come colpire e affondare questa grossa e appetibile fetta di mercato composta di consumatori virtuali. Lo storytelling promozionale è sufficiente che si basi su contenuti web e video in forma seriale, con colonna sonora a ritmo di musica pop facilmente riconoscibile e immediatamente accattivante. Il quadro che ne emerge dunque è di quelli più variopinti possibili, un Kandinsky fatto di immagini, emoticons, video in un orizzonte di mammoni imperituri e familisti amorali, insicuri nelle relazioni e ansiosi nei confronti dell’intimità, in attesa di ricevere un aiuto dalla tecnologia senza considerare la mano di chi gli è vicino.

Data:

17 Ottobre 2015