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LA PAROLA VINCE, ANCHE STAVOLTA

Nel mondo esistono diversi modi di vivere. A seconda dell’ispirazione e della coscienza di ciascuno. Infatti, ognuno sceglie l’inclinazione personale che maggiormente si sintonizza con il proprio essere interiore. Alcuni decidono di vivere onestamente, altri di andare dove li porta il vento e c’è chi, invece, disonestamente la fa in barba a tutti. Questi ultimi si servono di un “modus operandi” scaltro e, peraltro, anche abbastanza visibile. Sappiamo bene che all’uomo piace fare le cose in grande. Qui non si scherza eh! E che dire degli animi “puri”? Si sa con certezza che anche loro spesso sono risucchiati dalla ingordigia degli ignobili approfittatori.

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Ma, conviene chiedersi, se non ci fosse qualcuno che ne parla e ne scrive, non saremmo forse imbavagliati dalla nostra stessa ignoranza? Se non si potessero mettere in dubbio le parole pronunciate da chi sta in alto -o attorno- attraverso l’osservazione e la comparazione di quello che succede, non saremmo solo -e semplici- marionette di un gioco più grande? Quando una persona descrive o scrive in modo razionale e con cognizione dei fatti sul mondo, attribuisce una propria interpretazione personale di quello che vede. Non fa altro che dar vita ad un punto di vista ulteriore. Arricchisce la realtà che lo circonda perché contribuisce ad elaborare una nuova prospettiva. Aggiunge un tassello alla conoscenza. Mentre la storia insegna che l’ignoranza è facilmente indirizzabile verso qualsiasi orizzonte, di contro il sapere e l’intelligenza combattono l’oscurantismo del male.

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La satira è una modalità efficace di raccontare la vita e le sue incongruenze. Una vignetta e qualche parola arrivano al dunque. Non c’è bisogno di altro. Però qui, non è la satira in sé ad esser messa in discussione, quanto la libertà di manifestare un pensiero. Un diritto fondamentale che risente fin troppo dell’intolleranza e dell’incapacità di attutire il colpo. Tuttavia per coloro che non conoscono il valore della vita, vale la pena ammazzare per una propria visione dell’esistenza. Eh sì, perché gli uomini si scannano per convinzioni ideologiche che viaggiano sugli stessi binari del fanatismo incompreso e scellerato. Indottrinati fino alla punta delle ossa. Convinti nell’anima di dover assoggettare per forza altri alla loro credenza. Qualcuno ha detto loro che, la religione creata dagli uomini per gli stessi uomini, ha sempre ragione. Anche quando uccide. Le ideologie radicate e la fede irrazionale, nel momento in cui peccano del requisito della logica del cuore e della testa, inevitabilmente fanno danni. Eppure, nessuno le ferma subito. Non ancora almeno. Comunque la parola vince, anche stavolta. Nonostante tutto. Al di là dell’ignoranza e dell’incomprensibilità della situazione. Siamo tutti Charlie Hebdo. E bisogna continuare ad esserlo lasciando da parte il tipico buonismo e l’incosciente minimizzazione per ciò che è accaduto. Il terrore conduce molte persone ad abbandonare il proprio coraggio. A pensare che se non si parla di qualcosa, il problema non esiste. In questo caso, non ripetiamo gli stessi errori della Storia, chiudiamo la porta della paura e apriamo gli occhi.

Data:

10 Gennaio 2015