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LA PERCENTUALE DEI TERRENI AGRICOLI A LIVELLO MONDIALE

cms_31239/0.jpgLa Banca Mondiale calcola la percentuale dei terreni dedicati alla coltivazione agricola in percentuale dei terreni totali a livello paese. I terreni agricoli si riferiscono alla quota di superficie coltivabile, con colture permanenti e pascoli permanenti. I seminativi comprendono terreni definiti dalla FAO come terreni sottoposti a colture temporanee, prati temporanei per lo sfalcio o per il pascolo, terreni coltivati a mercato o orti e terreni temporaneamente incolti. Sono esclusi i terreni abbandonati a causa di spostamenti di coltivazione. La terra sotto colture permanenti è terra coltivata con colture che occupano la terra per lunghi periodi e non hanno bisogno di essere ripiantate dopo ogni raccolto, come cacao, caffè e gomma. Questa categoria comprende i terreni sotto arbusti da fiore, alberi da frutto, noci e viti, ma esclude i terreni sotto alberi coltivati per legname o legname. Il pascolo permanente è un terreno utilizzato per cinque o più anni per il foraggio, comprese le colture naturali e coltivate.

Ranking dei paesi per valore della percentuale di terreni destinati all’agricoltura nel 2020.Lesotho è al primo postoper percentuale di terreni destinati all’agricoltura nel 2020 con un valore pari a 85,64%, seguita dall’Arabia Saudita con un ammontare di 80,75%, dall’Uruguay con 80,35%, dal Sud Africa con 79,42%, e dal Kazakhstan con 79,27%. A metà classifica vi sono il Senegal con 46,11%, Sao Tome and Principe con 45,83%, Angola con 45,68%, Repubblica Ceca con 45,65%, Botswana con 45,63%, e Grecia con 45,52%. Chiudono la classifica The Bahamas con un valore di 1,40%, seguite dalla Northern Mariana Islands con 1,17%, Turks and Caicos Islands con 1,05%, Singapore con 0,92%, e Greenland con 0,59%, Suriname con 0,54%.

Ranking dei paesi per valore della variazione percentuale dei terreni destinati all’agricoltura tra il 2010 ed il 2020. San Marino è al primo posto per valore della variazione percentuale dei terreni destinati all’agricoltura con un valore pari a 130%, seguito da Israele con un valore di 28,13%, da Samoa con un valore di 21,2%, da West Bank and Gaza con un ammontare di 18,67%, e Repubblica del Congo con un ammontare di 18,09%. A metà classifica con un valore pari a zero vi sono un insieme di paesi, tra i quali Papua New Guinea, Russian Federation, Eswatini, Turks and Caicos Islands, Trinidad and Tobago, Tuvalu. Chiudono la classifica le Marshall Islands con un valore pari a -33,85%, seguite dalle Seychelles con un valore di -35,42%, dal Sudan con -35,68%, Montenegro con un valore di -49,62%, e da Northern Mariana Islands con un valore di -68,24%.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. Di seguito viene presentata una clusterizzazione effettuata con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow.

  • Cluster 1: Uzbekistan, Afganistan, Ungheria, Guinea, Armenia, El Salvador, China, Malawi, Ghana, Romania, The Gambia, Tuvalu, India, Kyrgyz Republic, Cuba, Paesi Bassi, Sierra Leone, Spagna, Francia, Eritrea, Marshall Islands, Tunisia, Mozambico, Grecia, Lussemburgo, Messico.
  • Cluster 2: Nauru, Antigua and Barbuda, Cameroon, Cabo Verde, Myanmar, Chile, Iraq, Peru, Puerto Rico, Corea del Nord, Maldive, Liberia, Islanda, Estonia, Timor-Leste, American Samoa, St. Vincent And the Grenadine, St. Kittis and Nevis, Samoa, Corea del Sud, Grenada, Algeria, Fiji, Venezuela, St Lucia, Malaysia, Vanuatu, Ecuador, Montenegro, Israel, Croazia;
  • Cluster 3: Malta, Zambia, Ethiopia, Austria, Dominica, Micronesia, Cambodia, Congo, Guam, Mali, Liechtenstein, Indonesia, Slovenia, Honduras, Benin, Latvia, Tajikistan, Bolivia, Georgia, Panama, Costa Rica, Guatemala, Nepal, Nigeria, Iran, Brazil, Guinea Bissau, Vietnam, Barbados, San Marino;
  • Cluster 4: Bermuda, Guyana, Qatar, United Arab Emirates, Canada, Hong Kong, Equatorial Guinea, Oman, Belize, Solomon Islands, Sweden, Finland, Egypt, Seychelles, Central African Republic, Norway, Northern Mariana Islands, Papua New Guinea, Brunei Darussalam, Gabon, Kuwait, Libya, The Bahamas, Turks and Caicos Islands, Singapore, Palau, Greenland, Suriname, Lao PDR, New Caledonia, Trinidad and Tobago, Aruba, Bahrain, Virgin Islands, Cayman Islands, Jordan, Japan, Cyprus, Russian Federation, French Polynesia, Bhutan, Congo;
  • Cluster 5: Mongolia, Djibouti, Turkmenistan, Rwanda, Uganda, Ukraine, United Kingdom, Eswatini, Nigeria, Comoros, Bangladesh, Syrian Arab Republic, Somalia, Madagascar, Lesotho, Moldova, Burundi, Togo, Isle of Man, South Africa, Kazakhstan, Saudi Arabia, Faroe Islands, Uruguay, West Bank and Gaza, Morocco, Haiti, Cote d’Ivoire, Denmark, Ireland, Lebanon.
  • Cluster 6: Yemen, United States, Belgium, Burkina Faso, Sri Lanka, Angola, Albania, Czechia, Tanzania, Botswana, Thailand, Mauritius, Italy, Bosnia and Herzegovina, Belarus, Sao Tome and Principe, Nicaragua, Bulgaria, Kiribati, Zimbabwe, British Virgin Islands, Lithuania, Senegal, Argentina, Philippines, Paraguay, Namibia, Pakistan, Poland, New Zealand, Tonga, Jamaica, Germany, Andorra, Colombia, Portogallo, Australia, Kenya, Serbia, Chad, Slovak Republic, North Macedonia, Sudan, Dominican Republic, Turkey, Switzerland, Mauritania.

Dal punto di vista della mediana è possibile individuare il seguente ordinamento dei clusters ovvero: C5=71,32>C1=57,71>C6=44,38>C3=32,99>C2=20,29>C4=7,42.

Conclusioni. I dati analizzati mostrano che in media la percentuale dei terreni agricoli è diminuita dello 0,5 tra il 2010 ed il 2021. Vi sono dei paesi che hanno ancora una elevata percentuale di terreni agricoli come, per esempio, i paesi del Cluster 5. In media la percentuale di terreni agricoli a livello nel 2021 è pari ad un ammontare di 37,25%. I paesi del Cluster 5 hanno un valore mediano della percentuale dei terreni agricoli pari ad un ammontare di 71,32%. Le motivazioni che spingono i paesi ad incrementare la percentuale di terreni agricoli possono essere sia di tipo geografico che di tipo economico. Tal punto di vista geografico è probabile che vi siano dei paesi che hanno una particolare condizione che consente lo sviluppo efficiente del settore agricolo. Tuttavia, vi possono essere anche delle motivazioni economiche che possono portare un paese ad incrementare la percentuale di terreni agricoli. Si tratta di paesi che hanno un reddito pro-capite ridotto e che hanno delle difficoltà nell’implementazione dei sistemi industriali e del settore dei servizi. Infatti, i paesi che hanno una percentuale elevata del settore dei servizi in termini di PIL tendono anche ad avere una riduzione della percentuale dei terreni destinati all’agricoltura.

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Data:

19 Luglio 2023