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La primavera Kosovara richiamo di libertà

Il 4 maggio scorso, la Commissione europea ha proposto al Consiglio dell’Unione europea e al Parlamento europeo l’abolizione dell’obbligo del visto per i cittadini del Kosovo tramite il trasferimento del paese nell’elenco dei paesi esenti dall’obbligo del visto per soggiorni di breve durata nello spazio Schengen. Questa è la seconda notizia importante dopo quella che vede il FFK (La Federazione del Calcio Kosovaro) parte dell’UEFA diventando il 210-esimo membro della FIFA http://zeri.info/sport/90032/kosova-pranohet-ne-fifa/

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Oggi la sua indipendenza porta un’altra straordinaria risposta positiva, proprio dal Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, che si è espresso con queste parole: “Oggi teniamo fede al nostro impegno di proporre un regime per l’esenzione dal visto per i cittadini del Kosovo che si recano nell’UE con passaporti biometrici; il regime faciliterà i contatti tra le persone e rafforzerà i legami commerciali, sociali e culturali tra l’UE e il Kosovo. Ciò è stato possibile grazie al duro lavoro e agli sforzi efficaci delle autorità kosovare che sono riuscite a portare a buon fine riforme difficili e di ampia portata nel campo della giustizia e degli affari interni e anche in altri settori, con un impatto sullo Stato di diritto e sulla riforma del sistema giudiziario. Mi rendo conto di quanto sia importante l’esenzione dall’obbligo del visto per i cittadini del Kosovo e sono molto soddisfatto dei progressi compiuti. Mi auguro che il Parlamento europeo e il Consiglio adottino la nostra proposta quanto prima.”

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“Il Kosovo è Europa”, sottolinea l’Alto Commissario dell’Unione Europea, Federica Mogherini in Kosovo subito dopo la notizia, dicendossi felice di questo traguardo anche se la strada da fare è ancora lunga e complicata.

Nella sua relazione, la Commissione conferma che il Kosovo ha soddisfatto tutte le condizioni della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti, fermo restando che alla data di adozione della proposta da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, avrà ratificato l’accordo sulle frontiere/linee di confine e rafforzato la sua esperienza nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione.

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Dopo il suo famoso saluto “Good luck Ue”, a dicembre scorso quando il Kosovo aveva ricevuto una risposta negativa dalla Commissione europea, Hashim Thaci Presidente della Republica del Kosovo oggi su facebook ha postato: “Il Kosovo si merita la sua libertà. Dopo decenni di isolamento non ci saranno più le file davanti alle ambasciate”.

Per la Commissione europea è molto importante il dialogo tra Kosovo e Serbia non solo per il rafforzamento del paese stesso ma anche tutta la regione. Però secondo l’opposizione per questa apertura il Kosovo dovrà pagare caro la sua libertà. Il Presidente Thaci e il suo Governo dovrà dare delle risposte alle accuse dell’opposizione che riportano al fatto che per questa liberalizzazione il Kosovo deve ratificare la Demarcazione del confine con il Montenegro per quasi 9 mila ettari di terra e deve compromettere con la Serbia per garantire la creazione di un’Associazione dei comuni con maggioranza serba come dichiara il deputato di NISMA, Zafir Berisha per “Kosova Sot” https://kosova-sot.info/lajme/99592/kosova-e-paguan-shtrenjte-liberalizimin-dhe-fak-un/

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Ricordiamo che la Serbia non ha mai riconosciuto l’indipendenza del Kosovo – lo considera ancora parte del proprio territorio – una posizione che tra l’altro a livello internazionale è sostenuta anche da Russia e Cina all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ma, cosa ancora più grave per il Kosovo, da cinque Paesi dell’Ue. Quindi, questa è sicuramente la questione più complicata da risolvere. I kosovari sono gli unici cittadini balcanici che ancora oggi devono chiedere un visto per potersi recare nell’area Schengen. Questa vaghezza rende oggi molto difficile accettare i compromessi per un futuro d’integrazione europea, che rimane estremamente vago e legato anche alla volontà della Serbia di non frapporsi.

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Vale però a ricordare anche il fatto che il Kosovo, (Dardania nella lingua degli Ilir) dichiarata indipendente il 17 febbraio 2008 e riconosciuta come stato indipendente da 110 paesi del mondo è diventato lo stato più giovane al mondo. Dopo un decennio di occupazione militare serba tra il 1989-1999 è stato diretto da una Missione delle Nazione Unite e più tardi ha ottenuto l’indipendenza . Conta quasi 2 milioni di abitanti tra cui la maggioranza parla albanese, eredi dell’antica civiltà iliro-dardan e altre minoranze serbe, bosniache, turchi e rom.

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Data:

14 Maggio 2016