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La riduzione della qualità dei servizi in Italia

Il valore dei servizi in Italia è diminuito nel periodo tra il 2010 e il 2015, secondo dati che fanno riferimento al database dell’Istat-BES. L’indice della qualità dei servizi è in realtà costituito in modo composito da una serie di variabili, ovvero: Posti letto nei presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari + Bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia + Difficoltà di accesso ad alcuni servizi – Irregolarità nella distribuzione dell’acqua + Posti – km offerti dal Tpl + Soddisfazione per i servizi di mobilità. I dati fanno riferimento al periodo tra il 2010 e il 2015. L’anno base è il 2010, ovvero 2010=100.

Nord. Il valore dell’indice composito di Qualità dei servizi è diminuito nel Nord Italia nel periodo tra il 2010 e il 2015. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore dell’indice composito della Qualità è passato da un valore pari a 109,2 unità fino ad un valore pari a 109,4 unità ovvero una variazione pari ad un valore di 0,2 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di Qualità dei servizi è rimasto costante ad un valore di 109,4 unità con un tasso di variazione assoluto e percentuale pari a 0,00. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito della qualità dei servizi è diminuito da un valore pari a 109,4 fino ad un valore pari a 109,1 ovvero una riduzione pari a -0,3 in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito di Qualità e dei servizi per regione è rimasto constante ad un valore di 109,1 unità. Tra il 2014 e il 2015 il valore dell’indice composito è passato da un valore pari a 109,1 unità fino ad un valore pari a 108,3 unità ovvero una variazione diminutiva pari ad un valore di -0,8 unità in valore assoluto e pari a -0,7 in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2015 il valore dell’indice composito di Qualità e dei servizi è diminuito da un valore pari a -0,9 in valore assoluto e pari ad un valore di -0,8 in valore percentuale.

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Figura 1. Indice composito di qualità dei servizi per regione e ripartizione geografica. Fonte: Istat-BES

Centro. Il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è diminuito nel centro Italia nel periodo tra il 2010 e il 2015. Nel 2010 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è passato da un valore pari a 101,5 unità fino ad un valore pari a 101,3 ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,2 in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito della qualità dei servizi nel Centro Italia è diminuito di un valore pari a 0,1 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito della qualità dei servizi nel centro Italia è diminuito da un valore pari a 101,2 unità fino ad un valore pari a 99,9 ovvero una riduzione di -1,3 unità in valore assoluto e percentuale. Tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice nel centro Italia è cresciuto di 0,3 unità passando da 99,9 fino a 100,2. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è diminuito da un valore pari a 100,2 unità fino ad un valore pari a 99,3 ovvero una riduzione pari a -0,9 unità in valore assoluto e percentuale. Nel passaggio tra il 2010 e il 2015 il valore dell’indice composito della qualità dei servizi è diminuito di un valore pari a -2,2 unità in valore assoluto e percentuale nel passaggio tra il 2010 e il 2015.

Mezzogiorno. Il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è diminuito nel Mezzogiorno nel periodo tra il 2010 e il 2015. Nel 2010 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è stato pari a 85,7 ed è aumentato di 0,5 unità fino ad arrivare al valore di 86,2. Tra il 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è diminuito da un valore pari a 86,2 unità fino ad un valore di 85,4 unità ovvero una variazione pari ad un valore di -0,8 unità e -0,9 unità in valore percentuale. Tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è cresciuto da un valore pari a 85,4 fino ad un valore pari a 85,5 ovvero una variazione positiva pari ad un valore di 0,1 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito della Qualità dei servizi è diminuito da un valore pari a 85,5 unità in valore assoluto fino ad un valore pari a 85,4 in valore percentuale ovvero pari ad una riduzione di 0,1 unità in valore assoluto e percentuale.

Italia. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore dell’indice composito della qualità dei servizi è cresciuto da un valore pari a 100,00 unità fino ad un valore pari a 100,3 unità ovvero una variazione positiva pari ad un valore di 0,3 unità in valore assoluto e percentuale. Nel 2011 e il 2012 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è diminuito da un valore pari a 100,3 unità fino ad un valore pari a 100,2 unità ovvero pari ad una riduzione di -0,1 unità in valore assoluto e percentuale. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore dell’indice composito di Qualità dei servizi è passato da un valore di 100,2 unità fino ad un valore di 99,8 unità ovvero una variazione pari a -0,4 unità in valore assoluto ed in valore percentuale. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore dell’indice composito di Qualità dei servizi è passato da un valore pari a 99,8 unità fino ad un valore pari a 99,7 unità ovvero pari ad una riduzione di -0,1 unità. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore dell’indice composito di qualità dei servizi è diminuito da un valore pari a 99,7 unità fino ad un valore di 99,1 ovvero pari a -0,6 unità in valore assoluto e percentuale.Nel complesso del periodo considerato il valore dell’indice composito di Qualità dei servizi è diminuito di un valore pari a -0,9 unità nel periodo considerato tra il 2010 e il 2015.

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Figura 2. Andamento dell’indice di qualità dei servizi. Fonte: ISTAT-BES. Macro-regioni italiane.

Conclusioni. I dati analizzati mettono in evidenza una riduzione della qualità dei servizi disponibili per gli italiani. La popolazione, sia nel Centro che nel Nord e nel Mezzogiorno, ha accesso a servizi sempre più scadenti i quali riducono la qualità della vita. Occorre considerare tuttavia la particolare condizione del Mezzogiorno, largamente al di sotto sia dei valori corrispondenti del Centro e del Nord, sia con riferimento al valore medio italiano. La questione meridionale viene manifestata anche nell’interno dell’analisi della qualità dei servizi, nell’interno di un declino complessivo della qualità per i cittadini italiani. I dati analizzati, inoltre, fanno riferimento soprattutto a servizi erogati a livello locale, dalle amministrazioni municipali, la quale circostanza lascia intendere che un rafforzamento anche a livello finanziario della situazione contabile dei comuni può comportare una crescita effettiva della qualità dei servizi offerti.

Data:

3 Ottobre 2018