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LA RIFORMA COSTITUZIONALE

La riforma costituzionale non concerne solo la modificazione di qualche norma. E’ qualcosa di più. E’ un gesto che assume diversi significati. Anzitutto implica il cambiamento del sostrato di molte altre leggi di rango inferiore a quello costituzionale. La base di tutte le leggi, viene sostituita da qualcosa di altro. Qui però non si pongono semplicemente questioni di natura meramente legislativa perchè la costituzione rappresenta le fondamenta dell’Italia.

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Nasce nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale. In un periodo dove i valori devono essere necessariamente ritrovati e ricompattati. Il bisogno di stabilità, onestà e pace, riecheggia insistentemente tra le norme costituzionali. Il desiderio di fiducia in questa carta, giunge a livelli altissimi. Non è la carta in sé a dare fede, ma quello che rappresenta: un’Italia nuova. I costituente sono fiduciosi. Credono in un futuro migliore. Per tale ragione, dal duro lavoro di pochi, salta fuori una delle costituzioni più invidiate del mondo: quella italiana. Ancora oggi, una delle migliori (almeno sulla carta!). Sappiamo che le leggi sono “intellettualmente” e profondamente collegate al periodo storico in cui sono promulgate. La ricerca della bellezza e della serenità, successiva ad una serie di guerre devastanti per l’Italia, hanno prodotto un documento di grandissima dignità. Un pezzo di storia unico. I buoni propositi derivano dal fatto che la guerra uccide dentro. Brucia come il fuoco. Poi però passa. Insieme agli anni. E le persone si dimenticano tutto, persino i bei valori rappresentati dalla costituzione (non dal punto di vista etico e morale ma in quanto caratterizzazione della parità e del rispetto del prossimo e del paese in cui viviamo!).

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Così arriviamo ad oggi. Dove si pensa che attraverso la modificazione delle leggi, si possa cancellare la mentalità di un intero paese. Un modo di pensare basato su luoghi comuni diventati realtà: “chi fa da sé, fa per tre!”, “meglio soli che male accompagnati” e quella interiorizzata fino alle ossa da questo paese “il fine giustifica i mezzi!”. In fondo siamo anche consapevoli del fatto che ove non c’è lo Stato, rimedia in qualche modo -e secondo i propri interessi- la mafia (con tutti i danni che comporta questa cosa!). Tuttavia ancora ci si sofferma sulle norme. Il problema non sono quelle. Ce ne sono a iosa in Italia. Vengono partorite in ogni luogo e per ogni evenienza. La questione riguarda il modus operandi tipico dell’Italiano medio. Perdonatemi ma mi pare troppo semplice attribuire la colpa esclusivamente ai politici. Gli italiani devono capire che se vogliono cambiare l’Italia, prima devono partire da loro stessi. Inizierei dalla sciatteria e dalla non curanza con cui viene trattato il paese. Il nostro. Quello costituito dall’80 % del patrimonio culturale mondiale. Lo stesso che nel momento in cui deve mantenere e curare questa meraviglia, si trova nel penoso stato di dover fare annunci televisivi per elemosinare fondi. No, italiani miei. Così non funziona. Il rispetto non è solo nei confronti del diverso -dato da un patetico buonismo di chi non si preoccupa nemmeno in quali campi di pomodori vanno a finire gli immigrati-, anzi! Nasce dalle viscere. E’ orgoglio. E’ amore. E’ tutto ciò che gli italiani non dimostrano verso l’Italia. Scusate, nutro una profonda stima verso la terra che mi ha partorito. Tuttavia non mi riconosco nella mentalità vacua e limitata di molti. Italiani, modificate voi stessi in primis, poi passate in rassegna tutte le leggi che volete. Sappiamo bene che: “la istoria è maestra delle nostre azioni”.

Data:

14 Marzo 2015