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La sanità spagnola sta collassando

La situazione epidemiologica in Spagna, aggravatasi in maniera galoppante nel corso dell’ultima settimana, stabilizzando il paese in coda all’Italia per numero di contagi, ad oggi genera forti preoccupazioni perché pare che a questa irrefrenabile crescita corrisponda una saturazione delle strutture sanitarie. Le unità UCI (unità di terapia intensiva), in modo particolare, hanno raggiunto il limite della propria capacità in 6 comunità autonome, come dichiarato da Fernando Simón, direttore del Centro di coordinamento allerta ed emergenze sanitarie del Ministero della salute spagnolo. I dati di ieri riportano un totale di 78.797 casi positivi, 6.528 morti, 14.709 pazienti recuperati e 4.907 casi gravi che hanno richiesto lo spostamento nelle UCI. Le previsioni riportate al momento non sarebbero catastrofiche, nonostante si preferisca restare cauti nel dichiarare di essere vicini al raggiungimento del picco, Simón stesso afferma che l’evoluzione dell’epidemia sembra seguire il giusto corso, perciò sarà necessario continuare a garantire il rispetto delle misure restrittive adottate dal governo Sanchez per non vanificare i progressi ottenuti fino ad ora. Naturalmente al momento una delle priorità è permettere al bilancio dei pazienti dimessi di crescere a detrimento delle cifre dei decessi e per permettere effettivamente questo ribaltamento della curva, il fattore principale è l’apporto di ventilatori artificiali a supporto dei respiratori medici, gli unici mezzi abbastanza rapidi per ossigenare i polmoni infiammati dei pazienti con insufficienza respiratoria severa, per recuperare il tempo necessario all’organismo per combattere il patogeno.

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Fondamentale è anche l’incremento dell’equipe medica sul campo, in quanto la Spagna è tra i paesi con il maggior numero di infetti tra il professionale sanitario, fattore alla base delle proteste da parte dei farmacisti e dei medici e gli infermieri che combattono in prima linea anche in mancanza di protezioni adeguate a garantire la propria salute e di conseguenza quella dei propri cari. Simòn a questo proposito dichiara che ci si sta preparando a ricevere questo fine settimana 1.000.000 di mascherine da distribuire tra le varie comunità maggiormente colpite, questo dopo una serie di scandali che hanno reso la Spagna protagonista nel corso delle ultime settimane, dal caso del carico di mascherine dell’azienda esportatrice cinese che ha richiesto al governo spagnolo garanzie circa il pagamento e infine il fornitore ha preferito inviare il pacco di Germania. Si pensi che giovedì scorso alcuni agenti della Policía Nacional avrebbero requisito solo a Fuenlabrada 19.600 mascherine, 12.880 bottigliette contenenti soluzione idroalcolica, 1.220 occhiali da protezione, 498.000 guanti di lattice e 468 bottiglie di alcol. Si tratta di una vera crisi dettata dalla scarsità di prodotti basici per la protezione sanitaria ad uso personale, medico e militare.

Data:

29 Marzo 2020