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La Santa Sede apre alla cremazione

Anche se la sepoltura resta la pratica da preferirsi, la Chiesa Cattolica apre alla cremazione, a patto che le ceneri non vengano conservate nell’urna in casa o disperse. È quanto la Santa Sede ha sancito in “Ad Resurgendum cum Christo”, a firma del cardinale Gerhard Müller.

Nel documento, redatto dalla Congregazione per la dottrina della Fede e approvato da Papa Francesco lo scorso 18 marzo, sono spiegate le ragioni per le quali un cattolico dovrebbe preferire “la sepoltura dei corpi”, pur chiarendo che “la cremazione non è vietata, a meno che questa non sia scelta per ragioni contrarie alla dottrina
cristiana”.

cms_4780/foto_2.jpgIn Italia è praticata in circa il 10% dei casi, anche per l’assenza di strutture attrezzate, presenti in poco più che quaranta provincie, site soprattutto nel Centro-Nord.A Torino e a Milano vi si ricorrerebbe più che in altri luoghi.Farsi cremare è possibile grazie alla normativa andata delineandosi alla fine degli anni ’80 e perfezionata con la legge 130/2001 che ha introdotto la libertà di dispersione delle ceneri, facendo decadere l’obbligo della loro conservazione all’interno dei cimiteri.Proprio perché le ceneri vengono consegnate direttamente ai familiari, la Chiesa ha avvertito l’esigenza di esprimersi, specificando l’obbligo di conservarle in un luogo sacro, sia esso un cimitero, una chiesa o “un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica”.Divieto assoluto per un cattolico di dispenderle “nell’aria, in terra o in acqua” o di trasformarle “in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”, oltre a dividerle tra i vari componenti familiari”.“Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono – inoltre – negare le esequie”.Perché preferire comunque la sepoltura?Secondo il Vaticano essa risponderebbe “adeguatamente alla pietà e al rispetto dovuti ai corpi dei fedeli defunti”. Cimiteri e altri luoghi sacri favorirebbero infatti il raccoglimento in preghiera della comunità cristiana in visita ai propri cari.

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Sul tema si è pronunciato lo stesso cardinal Gerhard Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, precisando che “i morti non sono una proprietà privata dei parenti”. Ad Resurgendum cum Christo “è un testo pubblicato con l’autorità del Papa. La morte – ha spiegato il Cardinale – non è la fine della nostra esistenza. E questa deve essere una base indiscutibile […] La conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita”. Ad eccezione di particolari circostanze stabilite in accordo con la Conferenza Episcopale o il Sinodo de Vescovi.

Data:

26 Ottobre 2016