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“La signora delle camelie”

Dopo che il 7 dicembre l’Andrea Chenier di Umberto Giordano aveva trionfalmente aperto la stagione lirica della Scala, la giornata di domenica ha segnato finalmente il debutto della stagione di danza del più illustre teatro nostrano. Opera sensuale e raffinata al tempo stesso, “La signora delle camelie” si rifà all’omonimo romanzo di Alexandre Dumas figlio, il quale decise di raccontare attraverso un’opera in gran parte autobiografica la propria storia d’amore con Marie Duplessis.

Il balletto si divide in tre atti, ciascuno dei quali resi sublimi dalle musiche di un altro grande artista francese dell’800, Frederique Chopin. La storia racconta di Armand Duval, il protagonista, il quale dopo essersi recato a casa della sua defunta amante, la signora Marguerita Gautier, viene sopraffatto da uno stormo di ricordi. Da lì, attraverso un’efficace utilizzo della tecnica del flashback, inizia a svilupparsi la trama del balletto. Emerge la natura più vera del sentimento che unisce Armand e Marguerita, un amore travolgente e al contempo tormentato, una passione che, fedelmente alla tradizione delle opere d’epoca romantica, non può che culminare in un finale drammatico.

Il Regista, il ballerino e coreografo John Neumeier, già autore di illustri collaborazioni con il balletto dell’opera di Parigi e la Wiener Philharmoniker, prima della messa in scena della signora delle Camelie ha rivelato che malgrado siano passati ormai quasi quarant’anni da quando lavorò per la prima volta a quest’opera, non vuole che vengano fatti paragoni con le precedenti rappresentazioni: “Nulla del passato mi condiziona, i miei balletti sono arte viva che si rinnova ogni volta, affronto ogni prova con ogni occhi nuovi: solo così posso capire se ciò che vedo è autentico.”

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Molto apprezzate anche le esecuzioni dei due ballerini principali. Se da un lato la presenza di Roberto Bolle alla Scala, così come la sua eccellenza interpretativa, non costituiscono certo una novità per il pubblico meneghino, la ballerina ucraina Zvetlana Zacharova non aveva mai interpretato prima d’ora il ruolo di Marguerita alla Scala. Quello andato in scena l’altro giorno non è che l’ennesimo episodio di una collaborazione tra i due che va avanti da anni, fino al punto da aver reso la loro intesa e il loro affiatamento artistico pressoché indiscutibili. Tra le altre, va ricordata la collaborazione tra Bolle e la Zacharova nella Giselle del 18 febbraio 2012, opera che aveva segnato il ritorno in scena della prima ballerina del Bol’soj dopo quasi due anni d’inattività causati della nascita di sua figlia, la piccola Anja, e dopo che in molti avevano messo in discussione la sua possibilità di ritornare ad alti livelli dopo una gravidanza. Zvetlana Zacharova viene dunque ormai percepita non solo come una grande artista, ma anche come un simbolo per tutte le donne appartenenti al mondo dello spettacolo e delle arti figurative che non vogliono rinunciare alla possibilità di coniugare il proprio lavoro con il loro diritto di essere madri.

cms_7998/3.jpgA chi le chiede come reagirebbe se sua figlia decidesse di diventare anch’essa una ballerina, risponde semplicemente: “L’importante è che sia felice. E poi,- scherza – ha già parecchi tutù”. L’artista ha poi parlato del ruolo che ha interpretato: “Adoro il personaggio di Marguerite, non perché mi somigli, ma perché la sento profondamente e la capisco. Non è una semplice avventuriera, è una donna che ha scelto l’amore”.

Grande stima anche nei confronti del suo compagno d’avventura, Roberto Bolle: “È un partner ideale. Nella prima prova, durata cinque ore, abbiamo affrontato tutto il balletto. Non mi era mai capitato in vita mia.”

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Già, perché se il talento della Zacharova l’altra sera ha brillato, l’ètoile della Scala non è sicuramente stato da meno. A distanza di dieci anni da quando ha vestito per l’ultima volta i panni di Armand, oggi Bolle sembra aver acquisito un’espressività diversa, più ricca di pathos e di valore recitativo, al punto da offrire una chiave interpretativa del suo personaggio basata principalmente sulla ricerca di autenticità.

cms_7998/5.jpgMolto applaudito anche il lavoro dell’orchestra, diretta per l’occasione dal viennese Theodor Guschlbauer, il cui valore è sempre stato particolarmente osannato soprattutto in patria, specialmente grazie al suo impegno discografico. Particolarmente apprezzata è stata l’esecuzione del pianista, il napoletano Roberto Cominati, la cui tecnica si basa essenzialmente su un uso impeccabile del pedale e su un’attenzione quasi ossessiva rivolta al fraseggio, oltre ovviamente a un’immancabile sensibilità artistica.

Nel complesso, l’opera è sembrata maestosa e curata magistralmente fin nei minimi dettagli. Oltre che a Dumas, l’alone neoclassico di cui il sapiente lavoro della regia ha permeato l’opera, assomiglia a un omaggio neppure troppo velato allo stile di Luchino Visconti e dei suoi lavori.

La direzione artistica della Scala sembra aver scommesso sulla qualità della Signora delle camelie fino al punto da aver previsto nel proprio programma ben dodici repliche dello spettacolo, fino all’esibizione conclusiva del 13 gennaio. Sebbene, ovviamente, gli interpreti di ciascuna replica saranno diversi per ogni serata.

Tutto ciò che possiamo augurarci, è che i balletti classici, così come le attività teatrali in generale, possano continuare ad alimentare emozioni e passione in chiunque abbia la fortuna di assistervi. E, soprattutto, che possano tornare ad ottenere l’attenzione e il rispetto che meritano da parte del grande pubblico, cosa non sempre avvenuta negli ultimi anni. Se da un lato infatti il nostro Paese presenta un’inusitata varietà di ballerini qualificati, è altresì vero che molti di loro si trovano nell’impossibilità di esprimere appieno il proprio talento e di calcare i palcoscenici che meriterebbero. “All’Arena di Verona hanno chiuso alcune compagnie storiche nelle quali ho lavorato anch’io e che hanno fatto la tradizione del balletto classico in Italia. Così si uccide la danza” si è sfogato Roberto Bolle. Speriamo che i suoi appelli ottengano lo stesso successo delle sue performance.

Data:

21 Dicembre 2017