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La sorte ha deciso

Prima conseguenza della Brexit: la Sede Europea dell’Agenzia per il Farmaco trasloca e da Londra si trasferisce ad Amsterdam. Il ballottaggio tra quest’ultima e Milano era terminato in perfetta parità, da qui la decisione di procedere in maniera assolutamente casuale. Alla monetina lanciata in aria e alla scelta random di una delle buste chiuse si è preferito l’utilizzo del classico bussolotto contenente due palline. Il non plus ultra della tecnologia.

Già in passato questo metodo aveva destato numerose polemiche circa la sua inaffidabilità (la pallina favorita può ad esempio essere preventivamente riscaldata…), tuttavia la decisione è inoppugnabile per buona pace dei milanesi e degli italiani tutti.

Sì, perché ospitare l’Agenzia europea per il farmaco avrebbe rappresentato un “valore aggiunto” per il nostro Paese come nel caso di Parma, già sede dell’AESA (acronimo inglese che indica l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), istituita nel 2002.

Il premier Paolo Gentiloni ha espresso il suo rammarico circa l’accaduto e, senza usare mezzi termini, ha definito questa operazione “una beffa”, aggiungendo nel suo tweet: «Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio».

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Il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Mario Melazzini, ha affermato che si è trattato di una grande occasione persa e ha espresso tutto il suo rammarico «anche perché una scelta così importante è stata lasciata al caso. Il dossier italiano era ottimo – ricorda – e l’Italia è un big della farmaceutica europea, forse il Paese più forte. Le regole del gioco sono queste, ma non è giusto che la scelta finale sia lasciata alla fortuna. Sulla candidatura di Milano – aggiunge – c’è stato un grandissimo gioco di squadra. C’è dispiacere per la Slovacchia, che si è astenuta, e grande amarezza per il risultato finale. Con tutto il rispetto per l’Olanda, penso che anche l’Europa abbia perso una grande occasione».

cms_7778/3.jpgAnche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, infine, commenta su twitter: «Sicuramente c’è tanta delusione dopo il sorteggio, però il risultato raggiunto è comunque importante. Siamo stati l’unica città non capitale ad arrivare alla votazione finale – scrive – e siamo stati capaci di confrontarci con le grandi capitali europee».

Poi, in conferenza stampa, Sala sottolinea che è «veramente un po’ assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto. Tutto regolare ma non è normale. Dopo i primi due turni – prosegue – ci avevamo sperato anche se la seconda votazione ha mostrato che probabilmente qualcuno non ha votato, poi al terzo turno “probabilmente è venuto fuori qualche accordo politico”».

Il danno non è stato solo d’immagine, ma anche e soprattutto economico: sono andati in fumo 1,7 miliardi di euro. “Traditi” al ballottaggio dalla Spagna, dicunt; “beffati” dalla sorte, affermano tutti; “raggirati” dai “soliti accordi politici”, con tutta probabilità.

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22 Novembre 2017