Traduci

La squadra di Trump: Flynn per la sicurezza nazionale, Pompeo alla Cia

Il presidente americano eletto Donald Trump ha offerto l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale a Michael Flynn, generale a riposo di grande esperienza, che oltre alle tre stelle sulle sue mostrine può vantare successi decisivi nello smantellamento delle reti degli insorti in Afghanistan e Iraq. Ma alla Casa Bianca arriva dopo essersi attirato le critiche di molti, anche al Pentagono, per le sue posizioni filo-Russia, che lo hanno messo in sintonia con il suo futuro boss, e le sue posizioni anti-Islam, che sarebbero state all’origine, a sua detta, dello strappo con Barack Obama.

Senza contare che l’uomo che avrà un ruolo centrale nel consigliare un presidente privo di esperienza si è espresso in favore dell’estradizione di Fetullah Gulen, il religioso turco che vive in Pennsylvania ed è stato accusato dalle autorità turche di aver fomentato il golpe della scorsa estate. Flynn era stato scelto da Obama nel 2012 per guidare la Defense Intelligence Agency, l’intelligence militare, ma fu costretto a lasciare l’incarico nell’agosto del 2014 per tensioni e divergenze con la Casa Bianca. Flynn non reagì con disciplina militare e in diverse occasioni attaccò in pubblico il comandante in capo. E da allora si è distinto per una serie di dichiarazioni, e azioni, non in linea con la politica estera e di sicurezza dell’amministrazione.

Trump ha inoltre offerto la posizione di attorney general al senatore dell’Alabama Jeff Sessions e quella di direttore della Cia al deputato repubblicano del Kansas, Mike Pompeo. Lo rendono noto fonti del transition team, riporta il Washington Post.

L’offerta a Sessions è stata formalizzata ieri e il senatore sta lavorando con il suo staff per preparare l’annuncio ufficiale. Prospettata già da giorni, la sua nomina ha suscitato polemiche da parte di chi ha ricordato che il 69enne senatore, che è stato uno dei primi repubblicani del Congresso a schierarsi con Trump, negli anni Ottanta dovette rinunciare alla nomina a giudice federale a causa di accuse di comportamenti e dichiarazioni razziste nei confronti degli afroamericani.

Le fonti citate dal Post aggiungono che Pompeo ha accettato l’incarico di direttore della Cia. Arrivato al Congresso con la valanga anti-Obama dei Tea Party nel 2010, Mike Pompeo si è distinto nella commissione Intelligence della Camera come il più acceso nemico dell’accordo nucleare con l’Iran e sostenitore invece di una politica tesa al ’regime change’ a Teheran. Scegliendo quindi il 52enne repubblicano, con studi all’accademia militare di West Point e poi alla Harvard Law School, come direttore della Cia, Donald Trump ha voluto dare un ennesimo forte segnale di rottura con la politica estera di Barack Obama.

Pompeo è molto vicino a Mike Pence, che ha rappresentato l’Indiana alla Camera prima di diventarne governatore, e aiutato il vice presidente eletto a prepararsi al dibattito con Tim Kaine il mese scorso. E come Pence, Pompeo ha alle spalle il forte sostegno, politico ma soprattutto finanziario, dei ricchi e influenti fratelli Koch, i miliardari ultra conservatori che sono stati, con il loro super Pac, la vera forza dietro all’exploit dei Tea Party, ma si sono invece tenuti a debita distanza dalla campagna di Trump.

Dopo la discesa in politica con il Tea Party, il movimento anti-tasse e contro il big government nato in reazione alla vittoria di Obama, Pompeo arriva al Congresso anche con l’endorsement della National Rifle Association, la potente lobby delle armi. Sulle questioni di sicurezza e intelligence ha assunto posizioni sempre da falco: contrario alla chiusura di Guantanamo, dopo una visita nel campo di prigionia nel 2013 durante uno sciopero della fame dei detenuti, disse: “Mi sembra che molti si siano ingrassati”.

Al tempo del datagate ha difeso i controversi programmi di intercettazione della National Security Agency ed ha cercato di ristabilire quelli che erano stati sospesi dall’amministrazione Obama. E anche lui come il generale Michael Lynn è stato attaccato da democratici e gruppi per la difesa delle comunità islamiche negli Usa per dichiarazioni considerate anti-Islam.

Autore:

Data:

19 Novembre 2016