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La strategia del pazzo, Trump spiazza Kim

cms_7672/trump_afp_giacca.jpgMinaccia la guerra, promette “fuoco e furia” al regime di Pyongyang. Poi cerca la via del negoziato, come ha fatto qualche giorno fa da Seul. Salvo cambiare ancora idea quando lancia il guanto di sfida a Kim Jong-un, avvertendolo: “Non metterci alla prova”. Quella di Donald Trump sembra l’ennesima tattica per cercare di sviare le prossime mosse di Kim Jong-un. Ma è un piano inevitabile o solo l’ennesima trovata di ’The Donald’?

In realtà, secondo la stampa internazionale, Trump starebbe solo adottando quella che negli anni ’70 venne ribattezzata come ’The Madman theory’, ’la teoria del pazzo’, un’espressione coniata da Richard Nixon, che ne fece uno dei principi fondamentali della propria politica estera americana, durante gli anni della guerra in Vietnam. Nixon avrebbe spiegato la propria gestione della guerra del Vietnam con la necessità di far credere che fosse ossessionato dal comunismo, e che per questo avrebbe potuto attaccare dovunque e con qualunque forza, anche andando contro gli interessi del proprio Paese. Nixon spaventava i propri nemici convincendoli che avrebbe potuto attaccarli con reazioni sproporzionate, cioè da pazzi.

Bob, io la chiamo la teoria del pazzo – confidò Nixon al capo del suo staff Hadelman – e voglio che credano che sia arrivato al punto di poter fare qualsiasi cosa pur di fermare la guerra”. Quello che dovevano fare i suoi collaboratori, in sostanza, era comunicare al nemico che “Nixon è ossessionato dal comunismo. Quando è arrabbiato non riusciamo a trattenerlo. Ha la mano sul bottone nucleare”.

Con Trump però è diverso. Mentre alcuni analisti ritengono che il presidente usi la stessa strategia di Nixon per trattare con gli Stati canaglia, la teoria del ’diventeremo pazzi se ci farete arrabbiare’, con Stranamore Kim non sembra funzionare. “La Corea del Nord considera gli atti sconsiderati di Trump, di cui la comunità internazionale ha paura, come gli ultimi sforzi di un cane rabbioso” scrive il quotidiano del regime ’Rodong Sinmun’ in un editoriale intitolato ’La strategia del pazzo di un gangster che dovrebbe essere sepolto nella tomba della storia’, definendo gli Stati Uniti “l’impero del male”.

Putin-Trump, faccia a faccia domani in Vietnam

cms_7672/G_20_Putin_Trump_AFP.jpgIl consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, ha confermato l’incontro fra Donald Trump e Vladimir Putin domani a margine del vertice Apec di Da Nang, in Vietnam.

Ancora da definire l’ora dell’incontro. I temi in discussione saranno Siria, Corea del Nord e relazioni bilaterali, aveva detto Ushakov in precedenza.

LA CINA – Intanto Trump non punta più il dito contro Pechino per le relazioni commerciali “molto ingiuste e sbilanciate” tra Stati Uniti e Cina ma piuttosto contro i presidente che l’hanno preceduto alla Casa Bianca. “Al momento, sfortunatamente, sono molto in giuste e sbilanciate – ha detto nel suo colloquio a Pechino con Xi Jinping – io non dò la colpa alla Cina. Dopotutto chi può incolpare un Paese di approfittarsi di un altro Paese per il bene dei propri cittadini?”.

COREA DEL NORD – E il presidente cambia toni sulla Nordcorea. Da Pechino, ha detto di ritenere che “ci sia una soluzione alla crisi”. “Come anche voi”, ha aggiunto rivolgendosi a Xi Jinping. Cina e Usa, ha precisato, possono insieme risolvere problemi “di grande pericolo e di sicurezza”.

“Non ci può essere un tema più importante di quello delle relazioni fra Cina e Stati Uniti. Abbiamo la capacità di risolvere i problemi del mondo per anni a venire”, ha sottolineato il presidente americano nel suo approfondito incontro con Xi ieri, secondo giorno della sua visita in Cina.

Infermiere killer: iniezioni letali a 100 pazienti

cms_7672/germania__ambulanza_Afp.jpgPotrebbe essere responsabile di oltre 100 omicidi Niels H., l’infermiere tedesco già condannato all’ergastolo nel 2015 per aver ucciso o tentato di uccidere sei pazienti con iniezioni letali. Le indagini avviate dopo il processo, durante il quale l’uomo aveva ammesso di aver ucciso molte altre persone, hanno rivelato un quadro gravissimo, che potrebbe fare dell’infermiere uno dei peggiori serial killer della storia giudiziaria tedesca.

Niels H., 40 anni, aveva lavorato in due ospedali, nelle città settentrionali tedesche di Oldenburg e Delmenhorst. Gli inquirenti hanno setacciato le cartelle cliniche di innumerevoli pazienti morti durante il ricovero, procedendo all’esumazione dei corpi nei casi sospetti. Oggi la procura di Oldenburg ha annunciato che le analisi tossicologiche hanno indicato 16 possibili casi di omicidio, dopo gli 84 già individuati in agosto. In diversi altri casi non è stato possibile chiarire se la morte dei pazienti sia stata naturale, dato che le salme erano state cremate. Le nuove accuse contro Niels H. potrebbero essere formalizzate l’anno prossimo.

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10 Novembre 2017