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La svolta targata Francesco

Il Cambio di rotta intrapreso dal Pontefice compie un ulteriore passo arricchendo il ruolo dei laici. Per decenni la chiesa si è sempre interrogata su questo quesito, che non riusciva a cogliere l’essenza del Concilio Vaticano II. Lo stesso concilio, aveva restituito la centralità del laico, ponendo in essere svariate sfumature che andavano a costituire una pietra miliare per la chiesa. Nonostante numerosi dibattiti, nel corso del nuovo millennio non è mai arrivata la svolta tanto attesa, rilegando il laico ad un ruolo di comparsa. Il magistero di Papa Francesco sin dall’inizio si è basato prettamente sulla missionarietà, evidenziando la vitale importanza di una chiesa sempre in uscita. Ovviamente per arrivare alla concretizzazione di questo processo non bastano solamente i sacerdoti, ma occorre chiamare in causa tutto il mondo cattolico. Pertanto la rivoluzione interna parte proprio dalla famiglia, nucleo e pilastro della chiesa.

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Per questo, in vista dell’incontro di novembre ad Assisi dal titolo “L’economia di Francesco”, molte sono le riflessioni che conducono verso l’ambito familiare e quello prettamente economico. Il Sottosegretario del Dicastero per i Laici, Gabriella Gambino, intervenendo con un videomessaggio al Villaggio tematico “Politiche per la felicità”, ha delineato il tragitto da compiere: “Quando parliamo di bene comune, non bisogna intenderlo come somma di beni particolari ma come bene indissolubile”.

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Un esplicito riferimento alla solidarietà corale, che ha visto un impegno reale di tanti laici durante il drammatico momento del covid. Proprio da questo occorre ripartire, facendo capire a tutto il mondo laico la loro preziosa funzionalità. Da questa testimonianza quotidiana, la chiesa deve riscoprire la sua dimensione di annunciatrice. Lo stesso nucleo familiare può chiarirci numerosi dubbi, come ad esempio la differenza sostanziale tra ricchezza e felicità. Infatti, il Sottosegretario riprende nuovamente questa differenza precisando: “La massimazione del profitto, non conduce né alla felicità né al bene comune”. Parole importanti, che esercitano una forte pressione verso quelle persone che considerano i beni di lusso una priorità. Ad ogni modo, bisogna seriamente riscoprire la bellezza della comunità. Il vertiginoso progresso ha portato alla globalizzazione dell’indifferenza, dove il diverso e il debole sono messi all’angolo. Ad oggi, è di fondamentale importanza integrare a pieno lo sviluppo umano; ma senza la necessaria caparbietà tutto questo rischia di cadere nel vuoto. L’appello di Papa Francesco è chiaro ed esorta tutto il mondo laico ad un impegno a immagine e somiglianza di Cristo.

Data:

14 Agosto 2020