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La svolta verde (a parole) della Russia, la Duma invita Greta a Mosca

La svolta verde (a parole) della Russia, la Duma invita Greta a Mosca

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La Duma di stato ha invitato Greta Thunberg a pronunciare un discorso ai giovani russi proprio dalla sede della Camera bassa del Parlamento. Il deputato Vasily Vlasov si è fatto portavoce dell’invito, con una lettera all’attivista svedese, che in questi giorni sta viaggiando verso Santiago del Cile. Sarà la stessa Greta a porter scegliere la data del suo intervento al Parlamento russo, ha precisato Vlasov, 24 anni, della commissione risorse naturali.

“Sono al corrente delle preoccupazioni dei giovani russi per i cambiamenti climatici e di come possa essere difficile, per politici adulti, arrivare a compromessi anche su questioni tanto importanti. Noi giovani non dobbiamo rimanere in silenzio quando si tratta del nostro futuro e non autorizzeremo la nostra estinzione”, ha scritto Vlasov, del Partito liberaldemocratico, nella lettera, di cui dà notizia l’agenzia Ria.

La Russia, uno dei 165 stati ad aver firmato gli Accordi di Parigi, è il quarto paese al mondo per quantità di emissioni. Insieme a Stati Uniti, Ucraina, Turchia, e Arabia saudita è nel gruppo dei paesi che hanno adottato azioni “insufficienti in modo critico” per fare fronte agli impegni presi a Parigi (Laddove Marocco e Gambia sono gli unici due paesi ad aver adottato misure in grado di rispettare l’obiettivo massimo di limitare a un 1,5 gradi l’aumento delle temperature sui livelli pre industriali).

La scorsa settimana, il governo ha approvato una risoluzione per l’attuazione degli Accordi, che però non saranno ratificati dal Parlamento. La leadership russa sembra aver voluto evitare il passaggio del testo sugli Accordi di Parigi alla Duma e al Consiglio della Federazione, dove le voci dei rappresentanti politici con interessi in regioni produttrici di idrocarburi o direttamente in imprese del settore non avrebbero mancato di farsi sentire.

E se Vladimir Putin aveva dichiarato non troppo tempo fa, nel corso di una missione nell’Artico, che i cambiamenti climatici erano ciclici, che non ci si poteva fare nulla, escluso adattarsi. Nei mesi scorsi ha cambiato i toni del suo discorso, anche se non ancora le sue politiche. E iniziato a presentare la Russia come uno dei paesi più colpiti dai cambiamenti climatici.

Dagli incendi in Siberia della scorsa estate, allo scioglimento del permafrost che copre oltre i due terzi del territorio del paese e che diminuirà del 25 per cento entro il 2080 mettendo a rischio interi quartieri, strade, ferrovie, oleodotti e altre infrastrutture per 250 miliardi di dollari, la Russia si rende conto di non poter continuare a fare finta di nulla.

Brexit, ancora nessuna proposta

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La Commissione europea “non” ha ricevuto da Londra “alcuna proposta” in grado di “soddisfare gli obiettivi del backstop”, la soluzione di salvaguardia prevista nell’accordo di ritiro del Regno Unito dall’Ue, negoziato dal governo di Theresa May e bocciato per tre volte dalla Camera dei Comuni, soluzione volta ad impedire il risorgere di un confine fisico tra le due Irlande. Lo sottolinea la portavoce capo della Commissione europea Mina Andreeva, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

L’esecutivo, dice la Andreeva, non può “confermare” di aver ricevuto da Londra la proposta di cui ha scritto stamani l’irlandese Rte News, che prevedrebbe sostanzialmente la creazione di posti di frontiera in una fascia compresa tra le 5 e le 10 miglia di distanza dall’attuale linea di confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, su entrambi i versanti. “Non abbiamo commenti – afferma ancora la portavoce – su documenti che girerebbero, perché non abbiamo ricevuto dal Regno Unito alcuna proposta che soddisfi gli obiettivi del backstop, come abbiamo chiesto ripetutamente”.

“Sta al Regno Unito – continua la Andreeva – presentare soluzioni giuridicamente operative che soddisfino tutti gli obiettivi del backstop, che prevengano il risorgere di un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord, che preservino la cooperazione nord-sud e l’economia di tutta l’isola (all-island economy), che proteggano il mercato unico europeo e il posto che l’Irlanda ha in esso. Non ho alcuna nuova posizione su questo”.

La Commissione, aggiunge la portavoce, “continuerà a lavorare con l’Irlanda nel contesto della situazione unica in cui si trova quel Paese, con gli obiettivi gemelli di proteggere il mercato unico, evitare un confine fisico e trovare soluzioni temporanee per le conseguenze immediate di una Brexit senza accordo, nonché soluzioni più durature per dopo”. Il backstop “è l’unica soluzione identificata che protegga l’accordo del Venerdì Santo e che rispetti il diritto internazionale, preservando l’integrità del mercato interno dell’Ue”, conclude la Andreeva.

Il premier britannico Boris Johnson aveva dal canto suo smentito di aver già inviato una nuova proposta sulla Brexit, incluso un piano per la frontiera fra Irlanda e Irlanda del Nord, all’Unione europea. In una intervista alla Bbc, Johnson ha spiegato che quanto reso noto dall’emittente televisiva irlandese Rte, secondo cui Londra avrebbe proposto di aprire uffici delle dogane, su entrambi i versanti, a diversi chilometri dalla frontiera, è “superato” e “non corretto”. Londra non intende “rendere noto ora quello che presenterà” all’Ue”, ha aggiunto sottolineando che ciò di cui si parla ora “non sono le proposte che presenteremo effettivamente, ma elementi di cui si era discusso in precedenza”.

Somalia, il testimone italiano: “Prima l’esplosione, poi il panico”

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“Ero in pista a Baledogle, mentre camminavo sono stato accecato da una luce rossa, tipo scia di un razzo, l’ho seguita e poi ho visto la fiammata. Non ero molto distante, una quarantina di metri. Ci sono stati attimi di panico”. Armando Cofrancesco, ingegnere civile 38enne, racconta all’Adnkronos come ha vissuto l’attacco di ieri ai danni di una base militare usata dagli americani, in Somalia. Originario di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, da agosto si trova a Baledogle per supervisionare il progetto di costruzione di una pista aeroportuale che servirà agli Stati Uniti sia per i controlli che per gli aiuti umanitari.

“Poco prima dell’esplosione – continua – stavo cercando di videochiamare mia padre che non rispondeva. Ero da solo perché ero andato in stanza a prendere dei materiali e tornare in cantiere, dove c’era tutto il gruppo. Poi il boato, il panico, e sono scappato. Non mi ricordo i momenti immediatamente successivi. Ad esempio, non ricordo il tratto di strada che ho percorso per tornare al bunker, pur se in questi mesi l’ho fatto migliaia di volte. Il primo ricordo che ho è del soldato armato piazzato davanti al bunker che ci ha detto di entrare subito”.

“Ora siamo chiusi nelle nostre stanze e aspettiamo disposizioni – racconta ancora l’ingegnere – Non so, credo ci sarà una sospensione dei lavori. Stiamo razionalizzando poco alla volta”. “Siamo stati fortunati perché il primo camion – spiega ancora – è esploso prima di raggiungere quello che penso fosse l’obiettivo: il cancello laterale di servizio della base americana. Probabilmente, poiché viaggiava a tutta velocità, non ha visto gli scavi che avevamo realizzato all’esterno per prelevare materiale per la pista e ci è finito dentro esplodendo. Questo ha dato modo agli americani di organizzarsi e reagire. Neanche il secondo camion è riuscito ad entrare. Dal bunker sentivo solo il rumore delle armi”.

E poi la rabbia: “Qui ogni giorno ci sono droni e un dirigibile permanente che controllano e monitorano. Possibile non vedere due camion che si stanno avvicinando in maniera sospetta? Noi non siamo all’interno della base americana, il nostro campo è situato in un complesso militare gestito dalle forze unite africane. Abbiamo libero accesso alla pista, ma se dobbiamo entrare in cantiere occorre fare il check in dalla base statunitense”.

Attacca studenti armato di spada, un morto in Finlandia

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Un morto e 10 feriti. E’ questo il bilancio dell’attacco compiuto a Kuopio, in Finlandia, in un istituto scolastico, all’interno di un centro commerciale. L’aggressore, armato di spada, è stato arrestato ed è a sua volta rimasto ferito, secondo testimoni da colpi d’arma da fuoco sparati dalla polizia.

“Secondo le nostre informazioni – ha riferito la polizia – una persona è morta e altre dieci, tra cui il sospetto, sono rimaste ferite”. Due feriti, ha precisato la polizia su Twitter, versano in gravi condizioni.

L’incidente è avvenuto nell’istituto professionale Savo, che si trova all’interno del centro commerciale Herman. La scuola, sul suo sito, ha scritto: “Si è verificato un grave incidente nella nostra sede. Le autorità ed il Savo Vocational College forniranno informazioni non appena disponibili”.

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2 Ottobre 2019