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LA TERRA TORNA A TREMARE

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È stata fortissima la scossa che alle 7.41 di stamani ha fatto tremare il centro Italia, gettando nel panico gran parte della popolazione. Nessuno avrebbe immaginato, a pochi giorni dal precedente terremoto, un nuovo sisma di tale intensità. Quest’ultimo è stato infatti il più forte dal 1980. La sera del 23 novembre di quell’anno molti comuni dell’Irpinia si sgretolarono sotto gli occhi increduli dei sopravvissuti. Superiore anche a quello di magnitudo 6.3 che sette anni fa colpì L’Aquila.

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Il terremoto di stamani ha interessato “un’area ampialocalizzata tra quella che si è attivata con il sisma del 24 agosto e quella che si è attivata il 26 ottobre”, spiega Alessandro Amato dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Dopo il 24 agosto scorso, si era parlato del rischio di nuovi forti scosse nelle zone centrali dell’Italia. Il sisma sopravvenuto la sera del 26 ottobre è stato derivato – così rivelano gli esperti – da una faglia apertasi a nord del precedente. Secondo la Commissione Grandi Rischi ci sarebbero altri due segmenti che per ora non si sono mossi, ma che si ritiene possano essere sorgente di futuri terremoti nelle aree già colpite dagli eventi degli ultimi anni. L’analisi dell’Istituto di Geologia ambientale e geo-ingegneria del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche), precisa: “Non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi […] Se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall’altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0”. L’evento sismico, prosegue il CNR “si è spostato da Amatrice verso nord, nell’area di Visso e Ussita, e da questi luoghi oggi nuovamente verso sud nell’area di Norcia, dove il terremoto di Amatrice di agosto si era arrestato. Gli intervalli di tempo tra un terremoto forte e una altro forte adiacente possono essere di anni o decine di anni, ma anche giorni o mesi come sta accadendo oggi in Appennino centrale”. C’è allerta per le prossime 48 ore: potrebbe arrivare un’altra scossa, la principale, fino a 7.5 gradi di intensità. A dirlo è il sismologo Giampaolo Giuliani che nel 2009, inascoltato, aveva previsto il terremoto de L’Aquila.“Oppure potremmo registrare il decrescere di intensità con scosse intorno ai 6 gradi e poi via via a scemare”. Precisa poi nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano “Leggo”. Secondo lui l’intensità non potrebbe comunque superare i 7.5 gradi di magnitudo. “Le faglie del centro Italia – spiega – hanno una lunghezza massima di 25 km e non possono rilasciare un’energia superiore a 7.5 gradi. In Giappone ad esempio, dove le scosse sono ben più forti, le faglie sono lunghe anche 100km”. Secondo il sismologo si starebbe ripetendo quanto già accaduto nel 1703, quando il terremoto da L’Aquila si propagò, mietendo 6mila morti in un anno.

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A VISSO l’Esercito è al lavoro soprattutto per ripristinare la viabilità. Si temono nuove frane e inondazioni per il danneggiamento all’impianto idrico. A NORCIA è crollata la Basilica di San Benedetto, edificata nel 1300 sopra l’abitazione del Santo. Ad AMATRICE, con la scossa di stamane, è venuta giù la Torre che aveva resistito al precedente terremoto, divenendo il simbolo della cittadina. Crollato anche il palazzo del supermercato.

Le linee del 115 sono state prese d’assalto e sono stati richiamati in servizio tutti i Vigili del Fuoco del compartimento della Regione Umbria, inviati tutti in Val Nerina. Ad ACQUASANTA TERME, nell’Ascolano, è venuta giù la Chiesa nella frazione di Matera dove 30 persone sono rimaste isolate. Si sta cercando in queste ore di raggiungerle ed eventualmente soccorrerle.

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A TOLENTINO tre persone sarebbero state estratte vive dalle macerie. Tutti i feriti – 9 in tutto – sono stati trasportati in elicottero all’ospedale di FOLIGNO. 2 verserebbero in condizioni gravi con traumi al torace. A PRECI numerosi i danni, ma la situazione – dice il Sindaco – è al momento sotto controllo. Critica invece a PIEVE DI TORRINA dove c’è bisogno di tende. Numerosi sono infatti gli sfollati. Crolli anche a MACERATA e a FERMO. Nessun danno ad ASSISI dove il sindaco Stefano Proietti riferisce di verifiche a monumenti ed edifici ancora in corso. “La situazione è la più nera che abbiamo conosciuto – ha detto Giuseppe Pezzanesi, sindaco di TOLENTINO, cittadina di 21.000 abitanti – . La scossa è stata superiore alle precedenti. Stiamo allestendo due centri d’accoglienza. Ringraziamo le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, i volontari tutti e la Protezione Civile, ma ci mancano i mezzi”. Diverse famiglie sono state sgomberate.

Sono ore drammatiche per i Comuni colpiti dal sisma, avvertito dall’Austria alla Puglia. Il CNR si aspetta repliche. La scossa sembra infatti derivare da un altro segmento della faglia mossasi nel sottosuolo a 10 km di profondità, ma non è in grado di prevederne l’intensità.

cms_4811/chiusa_la_via_Salaria.jpgLa Via SALARIA è chiusa al traffico in entrambe le direzioni dal km 112 al 149, in particolare tra POSTA e ACCUMOLI, in provincia di RIETI e nel tratto marchigiano in provincia di ASCOLI PICENO. Al momento il transito è consentito ai soli mezzi di soccorso. Il terremoto ha provocato la lesione di un pilone del viadotto sulla statale in questione a 1 km di distanza ad ovesto di TRISUNGO DI ARQUATA DEL TRONTO. Nello stesso tratto il manto stradale presenta una profonda spaccatura, tale che è impossibile attraversare. Provvisoriamente chiusa anche la SS685 in vari tratti, tra SPOLETO e NORCIA. La strada che collega VISSO con NORCIA è crollata a circa 2 km dal Comune marchigiano ed è dunque totalmente inagibile.

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A RIETI chiuso il Ponte Romano e verifiche in corso all’ospedale San Camillo de Lellis. Precauzionalmente la Curia ha disposto la chiusure di tutte le chiese della Diocesi.

Diversi i danni anche a VITERBO.

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A ROMA, subito dopo il sisma, le metro A e B sono state chiuse per verifiche tecniche. Il servizio è stato ripreso solo sulla linea C. Crepe e cornicioni caduti nella Basilica di San Paolo, caduti dalle navate calcinancci nella basilica di San Lorenzo. Entrambe sono state chiuse al pubblico. Interruzione della Tangenziale da Scalo San Lorenzo a viale Castrense in direzione San Giovanni. Chiusi anche Circonvallazione Clodia e Ponte Vittorio.

Ore 7,41: la terra torna a tremare

Tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera l’epicentro del sisma di M 6.5 delle 7.41 di stamani a 10 km di profondità.Appena avvenuto si era parlato di M 7.1.A Sasso, zona rossa perché già fortemente lesionata, la strada si è interrotta per nuovi crolli.Il Sindaco di Ussita: “è crollato tutto”.I Vigili del Fuoco sono al lavoro per prestare assistenza.Tanta paura a Norcia, già in gran parte inagibile dove la gente si è riversata in strada. Una suora è stata colta da malore e prontamente soccorsa. Per ora sembra nessun danno alle persone.

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Ulteriori danni alla Basilica di San Benedetto.Il suolo nelle zone colpite si è abbassato, dagli scorsi episodi sismici ad oggi, di 20 cm.La scossa è stata avvertita da Bolzano alla Puglia.La Protezione Civile è in contatto costante con Palazzo Chigi.Tanta paura a Roma dove si registrerebbero piccoli danni a intonaci e cornicioni.Nelle zone di provincia, quali Subiaco, la scossa è stata forte. Al momento non si lamentano vittime o danni, ma buona parte della gente si è riversata per le strade, scappando persino dalla messa mattutina.

Il nostro fotoreporter, Roberto Pedron, ancora nelle zone del sisma, ha registrato i primi commenti a caldo: “sembrava l’apocalisse” ha detto un abitante di Amatrice dove ci sono stati nuovi crolli.

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30 Ottobre 2016