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LA TURCHIA CONTRO ERDOGAN MA L’EUROPA NE CHIEDE ANCORA L’ INGRESSO

Il triste episodio accaduto in Turchia, conclusosi con la morte del Magistrato turco Mehmet Selim Kiraz, rapito da due giovani rivoluzionari di sinistra, anch’essi uccisi dal fuoco della polizia , e il recentissimo attacco kamikaze di una giovane donna presso la sede del partito di Erdogan, non sono eventi che possono essere minimizzati dall’opinione pubblica né dai politici europei come atti sporadici di pura follia! E’ il risultato di una esasperante insoddisfazione dei giovani che, abituati ad una forma di libertà individuale e collettiva dopo il passaggio del Califfato alla Democrazia di Ataturk , improvvisamente, si vedono costretti a virare verso un impositivo stile di vita, richiamato dal passato per adeguarlo al tempo presente.

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Trattasi ovviamente del fondamentalismo islamico , quello che viene riesumato dalla più alta carica dello Stato, che si insinua lentamente in ogni tessuto sociale, politico, scolastico fino a ridurre un popolo intero a seguire regole e costumi anacronistici che spaventano le menti libere dei giovani . Sono infatti, i giovani dell’era digitale i più vulnerabili perché consapevoli che se il fondamentalismo , come un serpente silenzioso e strisciante continuerà ad insinuarsi sempre più in ogni angolo della moderna Turchia un nuovo califfato riemergerà dalle ombre del passato per governare non solo la vita dei turchi ma anche di altri paesi del mondo. Noi europei sorridiamo alle ipotesi di qualche sceicco che ancora denuncia l’occidente per le sue moderne diavolerie e predica l’avvento di un nuovo ordine mondiale, governato da un Califfato le cui leggi sono la Sharia e la sottomissione ad Allah. Sorridiamo se qualcuno ci racconta che il primo continente da sottomettere è quello Europeo e che l’immigrazione sistematica è parte di un piano neanche tanto segreto per popolare il continente di islamici che in non troppi anni sostituiranno gli europei e relativa religione. E di contro?…. noi europei invochiamo l’ingresso della Turchia in Europa a dispetto di tutte le insane dicerie degli sceicchi. Accogliamo l’ambiguità di un leader che nel suo paese viene contestato proprio da coloro che rappresentano il futuro del mondo e all’ISIS oppongono un’altra ideologia: Il Comunismo , forse imperfetto nei suoi ideali di libertà e uguaglianza ma certamente meno terrificante del fondamentalismo che oggi si è mostruosamente spalancato dinnanzi ai nostri occhi.

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Qual è l’alternativa al fondamentalismo religioso? Una ideologia opposta dove la religione ha un ruolo marginale, dove la politica del pane per tutti la si fa con le leggi e non con Allah. I due giovani, sulle tracce del leggendario Che Guevara, ispirati dalla ideologia marxista , prostrati dal dolore immenso per la perdita di un fratello e dell’amico Berkin Elvan che protestava pacificamente nel 2013 in Gezi Park , inascoltati da un Governo sordo alle richieste dei giovani turchi che chiedono pura democrazia e non islam forzato, hanno incautamente scelto la via spettacolare del sequestro. Perché? Forse per far conoscere al mondo che la nuova generazione disapprova sia la politica fondamentalista di Erdogan, sia i metodi repressivi utilizzati. ..? I giovani , vanno compresi e ascoltati se non si vuole che caschino nelle braccia del terrorismo.

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Se i giovani turchi, animati dal desiderio estremo di dare spazio alla loro libertà di decidere la propria vita, il proprio pensiero, l’abito da indossare, l’amore, la religione ed ogni altra manifestazione del loro personalissimo ‘IO’, senza doversi piegare ai dettami di un solo uomo che, abusando della propria carica politica, istituisce regole morali che nessun Presidente democratico dovrebbe mai imporre ai suoi connazionali; se questi giovani rivoluzionari hanno ingenuamente creduto che con una azione estrema, il ‘ Potere’ avrebbe potuto trattare con loro e dare voce al loro disagio giovanile, emblema di un più ampio disagio collettivo nel paese, questi giovani hanno commesso il più ingenuo errore di valutazione e sono andati incontro alla morte.

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Erdogan non li ha ascoltati ma li ha attaccati in modo rapido e definitivo per evitare che il loro gesto venisse emulato da altri o peggio che i coetanei europei prendessero posizioni a loro favore. D’altra parte poteva Erdogan compromettere la sua immagine proprio ora che una parte consistente di politici e sostenitori europei stanno rilanciando la Turchia in Europa? Non si parla che di Turchia in Europa in questi giorni! Convegni che esaltano la Turchia , la sua economia, il suo esercito, mentre noi europei con la testa nella sabbia dobbiamo inchinarci a chi ha avuto l’astuzia di usare la Nato per rafforzarsi ed espandersi. Siamo tutti terroristi nel cuore quando subiamo una ingiustizia troppo grande perché la mente possa smaltirla in un batter d’occhio , quando vediamo il nostro paese crollare, quando pensiamo che qualcuno ci spegne la vita di un nostro fratello, di un amico caro, che voleva solo protestare pacificamente contro un sistema che non rispetta la sua scelta, il suo ideale, la sua libertà.

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Sono questi i giovani che proprio per essere tali hanno abbracciato l’ideologia di un comunismo estremo, quello sempre inviso agli Usa che, nei paesi islamici, ha preferito l’alleanza con il fondamentalismo religioso anzi che l’opposizione politica con conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti.(vedi Afghanistan, Pakistan, Egitto, yemen..) Dunque , niente dialogo con i due terroristi di sinistra ; meglio un rapido attacco anche se questo avrebbe potuto significare la morte del magistrato anzi che tentare la resa. Mi piace pensare che questi giovani non abbiano sparato neanche un colpo al magistrato e se questi è deceduto ciò sarebbe accaduto per mano dei poliziotti che li hanno sorpresi mentre uno dei due terroristi rispondeva al cellulare del magistrato che squillava inopportunamente…

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D’altra parte né a Erdogan né agli europei, né all’alleato americano importa nulla se a morire sono due giovani comunisti. C’erano comunisti in Afghanistan prima di Al Qaeda. C’erano comunisti in Pakistan durante la presidenza di Bhutto padre. Ci sono comunisti un po’ dappertutto nei paesi islamici….Oggi, pensando ai fondamentalisti di tanti paesi islamici dovremmo tutti riflettere e chiederci se sia più educativo una ideologia politica che parla di uguaglianza, per quanto imperfetta essa sia, o una ideologia politico religiosa che ammette il massacro di bambini che giocano a cricket o lapida le donne per colpe assurde!?. Eppure si continua ad invocare uno stato islamico in Europa nonostante le ambiguità e i messaggi non verbali che Erdogan ha mostrato in questi recenti eventi di sangue.

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Povera Europa che s’illude di poter essere difesa dalla Turchia contro il terrorismo dimenticando da dove viene il terrorismo, chi lo finanzia, chi lo inasprisce. Basta accendere Radio radicale e ascoltare i diversi interventi per comprendere che questa Europa stia recitando l’ultimo atto di un suicidio collettivo. Può un pugno di politici decidere le sorti dell’Europa senza il consenso del popolo sovrano? Eppure anche noi europei, nonostante la nostra democrazia, siamo nelle mani di pochi e continuiamo a chiamarci “popolo sovrano”…..! “ Sovrano” di cosa? A chi il popolo e superiore? .

cms_2049/Fatima_MERNISSI.jpgHa ragione la sociologa e scrittrice Fatema Mernissi, docente presso l’Università di Rabat, studiosa del mondo islamico, quando nel suo libro, “Le Donne del Profeta: la condizione femminile nell’Islam”, analizzando e studiando il ruolo della donna nella storia islamica, asserisce che sono gli interessi politici ed economici del potere maschile e non i dettami della religione, responsabili della negazione dei diritti alle donne. Un concetto questo condivisibile che vale anche per tutti i sudditi oltre che per le donne, dal momento che anche la sharia e tutta la serie di ‘sentenze’ di cui si servono gli islamici bigotti per umiliare la donna , secondo la documentata analisi storica della Mernissi, sarebbero nate dalla prepotenza dei primi califfi. Né si può pensare che Maometto, analfabeta qual’era , abbia scritto il Corano che fu ricostruito da tanti bigliettini su cui uno scrivente ebreo aveva raccolto i pensieri del Profeta che li dettava. Fino a quando la democrazia non trionferà e regnerà senza ambiguità e fino a che la scienza non entrerà in tutti i testi cosiddetti sacri, milioni di esseri umani moriranno ancora per una ‘santa ignoranza’ che uomini come Erdogan continuano a diffondere.

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Solo pochi giorni prima del sequestro da parte dei giovani comunisti, la figura dolce, bella, elegante, semplice e signorile nel suo abbigliamento sportivo di jeans e maglietta è apparsa come ospite a Uno mattina: Era la giornalista libanese , docente universitaria: Rima karaki , la donna coraggiosa che ha osato zittire lo sceicco fondamentalista egiziano in esilio a Londra che la interrompeva bruscamente durante una intervista. Lo studio televisivo si è illuminato del suo smagliante sorriso e come una dea dell’antica ellade, divina nel suo portamento e soave nel suono della voce, ha iniziato a rispondere alle domande del giornalista di Uno mattina. Brava Rima ! Le donne libere nel pensiero come lo sei tu, salveranno i paesi islamici e forse anche la stessa Europa dal fondamentalismo violento e non solo……

Data:

4 Aprile 2015