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LA VERITÀ SULLA LEGGE D’ATTRAZIONE. PERCHÉ TALVOLTA NON FUNZIONA

Bisogna riconoscere che se ne parla molto di meno, ciò nonostante la legge di attrazione è ancora sulla bocca di molti, soprattutto delle tantissime persone che hanno sperato di ottenere denaro, amore, guarigione e ogni qualsiasi vantaggio da questa legge e ne sono rimaste deluse.Il problema è che dei tanti che ne hanno parlato, pochi hanno detto come stanno veramente le cose, o per incompetenza o perché troppa sincerità avrebbe forse fatto scappare tanti possibili clienti.Una delle affermazioni più superficiali sulla legge di attrazione è: ”quello che pensi diventa la tua realtà”. Il problema è che per circa il 95-99% del tempo i nostri pensieri sono inconsci. Chi pensa è il Sé mentale* e non l’Io. Quindi, ciò che diventa realtà non sono i pensieri e la volontà dell’Io, bensì, per il 95-99% dei casi, i pensieri del Sé mentale, o la volontà del Sé istintivo*. Non c’è da meravigliarsi dunque se spesso le cose non vanno come vorremmo. Non solo, una delle più grandi verità della legge di attrazione, che però ben pochi conoscono, è che quando pensieri ed emozioni sono in conflitto, chi vince sono sempre le emozioni.Cosa vuol dire questa affermazione? Vuol dire che se io voglio una fidanzata e anche il mio Sé mentale la vuole, ma il mio Sé istintivo non la vuole perché ha paura di soffrire, chi vince sarà sempre l’emozione della paura, e la fidanzata non arriverà mai.Se ad esempio da piccolo ho subito esperienze che il Sé istintivo ha vissuto come abbandono, e perciò ha deciso che non vuole più soffrire così tanto, tra il desiderio dell’Io e del Sé mentale di avere una compagna e l’emozione di paura dell’abbandono del Sé istintivo, vincerà sempre l’emozione di paura. Vincerà sempre il Sé istintivo, che farà in modo di far fallire qualsiasi tentativo di stabilire una relazione stabile e duratura.

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Ecco allora la vera formula della legge di attrazione: Pensiero + Emozione = Realtà.Supponiamo che abbia un certo obiettivo, come faccio a sapere se tramite la legge di attrazione riuscirò mai a raggiungerlo? Se consideriamo l’obiettivo come un pensiero focalizzato, per sapere se riuscirò a raggiungerlo, non dovrò fare altro che valutare qual è l’emozione del Sé istintivo collegata a quell’obiettivo. Il pensiero indica l’obiettivo, ma ciò che attira la realtà è l’emozione. E di chi è l’emozione? È solo e soltanto del Sé istintivo. È lui che vive di emozioni ed è col suo entusiasmo che attira una certa realtà, cosi come è lui, con la sua paura, che l’allontana.L’emozione è una forma di energia e, come tale, rispetto ad un obiettivo può essere positiva, neutra, o negativa.L’emozione collegata al pensiero: “riuscirò a raggiungere il mio obiettivo”, si presenta quindi in una scala di valori che va da totalmente negativa a totalmente positiva, passando per il valore neutro. Totalmente negativa significa che la credenza del Sé istintivo rispetto all’obiettivo è: non lo voglio assolutamente, oppure, non ci riuscirò mai, è impossibile. Totalmente positiva significa: è sicuro che ce la farò.Le possibilità di raggiungere un certo obiettivo possono allora essere rappresentate dall’immagine che segue:

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Cosa vuol dire avere un’emozione positiva rispetto ad un certo obiettivo? Facciamo qualche esempio. Tutti noi abbiamo delle qualità. Cosa significa avere qualità? Significa essere abili a fare una certa cosa ed essere certi di saperla fare bene. Ad esempio una persona potrebbe cucinare molto bene, oppure essere un bravissimo ragioniere, oppure una persona potrebbe essere molto abile a costruire palazzi, a giocare a biliardo, a parlare in pubblico, o a vendere beni o servizi. Tutti noi abbiamo delle qualità, sappiamo cioè fare bene delle cose, ne siamo convinti (credenza positiva) e ci viene da ridere se ci dicono di farlo, perché è facile e ci piace anche (emozione positiva). Supponiamo che io sia una persona estroversa e che per me sia facilissimo “attaccare bottone” con sconosciuti. Supponiamo ancora che incontri una ragazza che mi piace e che il mio obiettivo sia conoscerla. Solo al pensiero di andarle a parlare mi sentirò contento, non vedrò l’ora di farlo (emozione positiva) perché sono certo che sarà facile e già pregusto il piacere di parlare con lei. Quando l’emozione è positiva il successo è certo.

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Il caso di energia neutra è altrettanto semplice. Proviamo a pensarci. Energia neutra vuol dire anche emozione neutra. E quando c’è emozione neutra? Quando il Sé istintivo non è minimamente coinvolto in ciò che vogliamo fare. Non gliene importa nulla. Non è entusiasta della cosa, ma non è neppure contrario, semplicemente non gli interessa.Facciamo un esempio che credo sarà capitato a molti di voi. Vi è mai capitato a ottobre di iscrivervi a qualche corso? Magari in palestra, magari ad un corso di lingue, oppure ad un corso di ballo. Ce ne parlano gli amici, pensiamo che in fondo ci faccia bene, pensiamo che in fondo sia utile, forse solo per passare una serata fuori. E ci iscriviamo.La prima sera andiamo, e magari ci piace pure. La seconda sera anche. La terza ci andiamo, però sbuffando, avremmo preferito starcene a casa. La quarta sera, piove. No, chi me lo fa fare? Questa sera salto, tanto per una volta non succede nulla. La settimana successiva, c’è un bel film in televisione. Non voglio perderlo. E così, chi s’è visto s’è visto e il corso è andato a farsi benedire.

Cosa è successo? Semplice, l’Io, o magari anche il Sé mentale, si è fatto convincere ad iscriversi, ma al Sé istintivo, colui che detiene le emozioni, non gliene importa nulla di quel corso. Le prime volte la volontà può intervenire ed il Sé istintivo, a malincuore, si deve adeguare. Ma poi, la volontà cala ed il Sé istintivo, che non è affatto motivato a seguire quel corso, ha il sopravvento. La sua pigrizia (i Sé istintivi sono per natura pigri) riesce a vincere sulla volontà e rinunciamo al corso a cui ci eravamo iscritti. Energia neutra uguale nessun risultato.

Quando l’energia è negativa? Quando il Sé istintivo rispetto ad un certo obiettivo, o non lo vuole affatto, ad esempio perché ne ha paura, oppure lo ritiene impossibile a causa delle esperienze vissute che hanno generato in lui una credenza limitante rispetto al suo raggiungimento.Probabilmente tutti noi abbiamo qualche situazione del genere, qualche cosa che riteniamo difficile, impossibile, o che non riusciamo a raggiungere anche se la vorremmo. Potrebbe essere il caso dell’autostima, del parlare in pubblico, del trovare un lavoro che ci soddisfi pienamente, oppure potrebbe essere il caso dei rapporti affettivi.Facciamo l’esempio di una persona che vorrebbe un rapporto di coppia, ma avendo vissuto esperienze di abbandono, o altre esperienze molto dolorose nel rapporto con la mamma o con il papà, non riesce a raggiungere il suo obiettivo. Il Sé istintivo, colui che ha vissuto in prima persona e senza alcuna difesa quelle tristi esperienze infantili, fa in modo di chiudere la porta a qualsiasi rapporto affettivo per paura di soffrire ancora. Chi amo mi fa soffrire, quella è la sua credenza, e quindi mai più rapporti di amore.Tra la volontà dell’Io e l’emozione del Sé istintivo, chi vince? Sempre lui, sempre il Sé istintivo. Alla faccia di chi sostiene che volere è potere. Quando l’emozione è negativa, il risultato è impossibile.In conclusione, la legge di attrazione dice una cosa molto semplice: tutto ciò che piace o risulta semplice al Sé istintivo, sarà facilissimo da ottenere, tutto ciò che non interessa al Sé istintivo lo posso raggiungere solo a fronte di una grande sforzo ed una forte volontà. Tutto ciò che risulta impossibile al Sé istintivo, o tutto ciò che il Sé istintivo non vuole assolutamente, sarà impossibile da raggiungere. A meno che non impari a comunicare col Sé istintivo e a guarire le sue ferite emozionali, come insegno nei miei corsi IWAY, così che cambi idea rispetto all’obiettivo che desidero raggiungere.

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Ma non è finita qui. In tutto il ragionamento che abbiamo fatto abbiamo tralasciato la componente più importante: la nostra anima. Già, perché proprio dall’anima dipende il fatto che il nostro Sé istintivo abbia convinzioni positive, neutre o negative rispetto ai nostri obiettivi. Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

(Definizioni tratte dal libro: “Le 3 Menti Inconsce”)

Data:

16 Dicembre 2016