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LA VITA COME IL MARE

Ha una voce la vita. Sicura, profonda, avvolgente. Richiama il movimento instancabile e sinuoso dell’abbraccio del mare sulla battigia, dove resta segnato il suo andare e venire, portare e lasciare. Tutto nella vita, come lungo ogni spiaggia sabbiosa, cambia facilmente, repentinamente, costantemente. Il mare, come la vita, si rinnova incessantemente. E’, ogni volta, un altro mare a seconda che si guardi da un angolo visuale oppure da un altro, dall’infanzia o dalla maturità, da una finestra lontana o da una spiaggia che attraversiamo, all’alba o quando già fa notte, d’inverno o d’estate.

Un’esperienza unica si affaccia alla mente, rincorre suggestioni intense, afferra i miei pensieri. Guardo estasiato il mare: contemplo il mio essere piccolo e insignificante   dinnanzi a quella natura azzurra, a quell’immenso orizzonte liquido.

La vista della distesa d’acqua appare talvolta rilassante e calma, talaltra tempestosa e agitata. Ogni onda che si infrange sulla spiaggia, ogni schiuma che si forma, porta una  emozione diversa. Il soffio leggero della brezza, il suono delle onde che si rompono sugli scogli, il profumo salato nell’aria, tutto questo reca un senso di pace e tranquillità.

Un’ombra silenziosa si insinua nei recessi dell’anima, avvolge il cuore in un abbraccio che, seppur invisibile, è straordinariamente tangibile.

Compagna ambigua è la solitudine, capace di sussurrare melodie malinconiche ma anche di regalare il silenzio che nutre la nostra essenza.

E’ il silenzio ove si schiudono porte segrete sugli abissi più profondi. È come se il mondo esterno si attenuasse, lasciando spazio a un dialogo intimo con noi stessi. Le nostre emozioni si dipanano come fili d’oro, tessendo la trama intricata della nostra interiorità. La solitudine, allora, diventa un palcoscenico dove esplorare le sfumature della propria anima.

Talvolta, invece, proprio come mare tempestoso, la solitudine assale il nostro essere: onde di pensieri e ricordi si scagliano e si infrangono contro le rive dell’isolamento. È in questi momenti che la sua presenza può farsi sentire in modo più acuto, come un vento freddo che sferza il volto, portando con sé la consapevolezza della nostra vulnerabilità. Ciò nonostante, è proprio in questa tempesta che si possono trovare perle di coraggio, perseveranza, forza interiore.

L’isolamento, spesso dipinto come un vuoto, può essere un’oasi fertile per la crescita personale. È l’occasione in cui si può imparare a costruire un rapporto più profondo con se stessi, a conoscersi senza filtri né maschere. È un viaggio nella propria interiorità, un’opportunità di scoprire passioni sopite, sogni e verità nascoste che il clamore del mondo ha magari sepolto da tempo.

Emerge, in questi momenti, la bellezza di sentirsi vivi, di sperimentare la gamma completa delle emozioni umane. La gioia di un pensiero libero, la malinconia di un ricordo, la dolcezza di una nostalgia che accarezza l’anima. La solitudine, dunque, diventa un laboratorio emozionale, in cui si mescolano colori intensi sulla tela della nostra esistenza.

Anche la tristezza si fa sentire, il mondo intorno a noi si colora di tonalità pacate, spente. Le risate diventano eco lontane, i sorrisi perdono il loro splendore e il tempo si dilata in un’eternità di malinconia. Siamo avvolti da un velo invisibile che ci separa dal resto del mondo, ci fa sentire soli e persi nella nostra sofferenza.

Nelle pieghe della tristezza, tuttavia, si nascondono lezioni preziose. Impariamo ad apprezzare la gioia quando la tristezza ci strappa via l’innocenza. Scopriamo la forza interiore quando la tristezza ci costringe a combattere contro le avversità. Troviamo la compassione quando la tristezza ci connette all’umanità sofferente che ci circonda.

In un mondo in cui la connessione digitale sembra coprire ogni angolo, la solitudine offre ancora una via di fuga verso la semplicità e l’autenticità, invita a ritrovare la magia dell’essere umano,  un abbraccio intimo con il sé più profondo. E in questo abbraccio, scopriamo che la solitudine stessa può trasformarsi e trasformarci, rivelando il suo lato più luminoso: come stella solitaria splende in un cielo notturno, illumina il cammino della nostra crescita interiore.

Continuiamo a solcare le onde della vita con coraggio e speranza: la solitudine non è l’approdo finale, ma soltanto un passaggio che spesso sa iniziarci ad una consapevolezza più profonda di noi stessi, ad esperienze più autentiche e piene.

Chiudo gli occhi, lascio che il suono del mare mi avvolga completamente. Inspiro  profondamente, avverto l’umido profumo salino, come d’incenso che s’innalzi al cielo.  Immagino di essere una goccia d’acqua che fluttua fra le onde, saluto i colori e la riva, sfumo nel dolce tramonto che muore.

(Le foto sono state realizzate da Marina Tarozzi)

Data:

23 Giugno 2024

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