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L’accidia: Il male del secolo

” Il lavoro mi piace, mi affascina. Potrei starmene seduto per ore a guardarlo ” Questo pensa l’accidioso del lavoro. Secondo Wikipedia l’accidia è la negazione di ogni forma di responsabilità è la negligenza, l’indifferenza, il disinteresse per la vita stessa. Tutto questo sfocia in abbattimento, scoraggiamento, stanchezza, noia e depressione nei confronti della vita. Tradotto fatica estrema di alzarsi dal divano o voglia di lavorare saltami addosso.

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Questo identikit rispecchia molto la nostra società attuale, infatti l’accidia viene definita il male del nostro tempo. L’accidioso si sente fiacco nel corpo svuotato nello spirito. E’ stanco senza aver fatto niente, le giornate diventano di 40 ore, il tempo non passa mai, non trova pace ed è tormentato dal disgusto della vita. Detesta tutto quello che ha e desidera quello che non può avere. La nostra società fomenta l’accidia, come direte voi; basta osservare gli adolescenti sono costantemente bombardati da stimoli semplicemente stando seduti. Sdraiati sul divano con il tablet acceso, la tv sintonizzata, il cellulare che vibra, sul divano si mangia e sullo stesso si dorme, perché dovrebbero alzarsi se tutto è raggiungibile via etere, via satellite

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Anche in TV l’accidia abbonda, nei cartoni animati troviamo Homer Simpson che passa il suo tempo a pensare cosa fare del proprio tempo, ne vogliamo parlare degli accidiosi del reality il Grande Fratello, trascorrono mesi distesi sui divani o sui letti a bere birra e a dire parolacce.

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Anche molti scrittori italiani hanno analizzato questo vizio. Alberto Moravia ha descritto nei suoi libri personaggi annoiati e inquieti vedi “Gli Indifferenti”, “La noia”, “La vita Interiore”. Dante Alighieri ha inserito gli accidiosi nel suo capolavoro La Divina Commedia definendoli colpevoli di scarso amore. “Essi non seppero usare il tempo nella vita terrena”.

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Lo scrittore Michele Serra nel suo libro “Gli sdraiati” osserva suo figlio e ritrae fedelmente i giovani che vivono perennemente sdraiati, avvolti nelle loro felpe, circondati da oggetti tecnologici, loro preferiscono la televisione allo spettacolo della natura. In fondo Serra li giustifica un po’: Siete arrivati in un mondo che ha già esaurito ogni esperienza, digerito ogni cibo, cantato ogni canzone, letto e scritto ogni libro, combattuto ogni guerra, compiuto ogni viaggio, reinventato e poi smontato ogni idea per potervi sentire esclamare “che bello!”

Ma mi domando e dico ” e se lo sfigato depresso fosse il vero eroe della nostra società?”

Data:

9 Settembre 2015