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L’AFD E L’AVANZATA DELL’ULTRADESTRA IN GERMANIA

cms_31731/0.jpgIn Germania sta crescendo, sempre più, un movimento appartenente all’estrema destra, dal nome “Alternative für Deutschland”. Il loro credo ha trovato e trova terreno fertile in quella Germania dell’Est che non si è mai completamente integrata e che ora, a seguito dell’attuale crisi economica, sta soffrendo più di altri. La Turingia, nel frattempo, ha festeggiato lo scorso 25 giugno la conquista del consiglio distrettuale di Sonneberg da parte di Robert Sesselmann, il primo candidato del partito ad ottenere una vittoria elettorale. A nulla servono le raccomandazioni di Scholz sul rischio conseguente all’avanzata della Afd in qualità di partito estremista, dal momento che nel Paese pesano le sue scelte e tutte le difficoltà del suo esecutivo, schiavo dell’esasperato ecologismo dei Verdi (“Die Grünen”) che condiziona l’azione governativa. Le posizioni della Afd, infatti, si sono consolidate su tesi negazioniste per quanto concerne i cambiamenti climatici, sul sostegno alla Russia di Putin (e sulla conseguente avversione al sostegno militare di Kiev), nonché su posizioni anti-migratorie, non solo interne, ma anche europee. L’Afd intercetta il diffuso malcontento di tutta quella parte della Germania che maggiormente sta soffrendo il caro energia, l’inflazione e una totale indecisione dell’attuale governo, sorretto da una coalizione spesso in lite e schiava delle intemperanze dei sopra accennati Verdi.

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La lotta, quindi, è alla globalizzazione imposta dagli Stati Uniti che, nel considerare l’Unione Europea un suo prodotto, hanno ridotto la Repubblica Federale di Germania a propria “marionetta” (fonte Deutschlandfunk). Di qui il motto del programma politico, “Coraggio per la Germania. Cittadini liberi, non sudditi”. Gli ultimi sondaggi collocano il partito stabile al 20%, con due punti in più di percentuale sul partito socialdemocratico (Spd) e soltanto sette punti sotto all’Unione Democratica Cristiana (Cdu), attuale centrodestra tedesco e oggi all’opposizione. La Germania non è più la locomotiva d’Europa e l’immagine di un Paese ferito è stata incarnata proprio dalla benda all’occhio con la quale Scholz si è presentato al Bundestag, vittima di una caduta. L’aumento del costo della vita, l’inflazione che ha frenato l’economia, ha colpito duramente il Paese che, anche grazie alla dipendenza dal gas russo più marcata rispetto agli altri partner europei, aveva trovato una certa stabilità, tanto da pensare ad un programma di dismissioni delle proprie centrali nucleari.

cms_31731/0000.jpg“La gente ci vota perché le scuole cadono a pezzi, gli ospedali e le fabbriche chiudono, e i giovani scappano. Il governo Scholz taglia ovunque, ma solo per i tedeschi. Quando si tratta di trovare i soldi per la guerra in Ucraina, quelli ci sono sempre”, ha affermato Falko Graf, uno dei portavoce dell’Afd. L’incertezza per il futuro, le insicurezze della gente, costituiscono un motore da sfruttare e l’Afd sembra farlo con successo. In alcune zone del sud e dell’est della Germania il partito supera il 50% quanto a consensi e questo è un dato reale con il quale si deve fare i conti, alla vigilia delle votazioni in Baviera del prossimo 8 ottobre. E lo sguardo va oltre, orientato alle elezioni europee dell’anno prossimo. Maximilian Krah sarà il candidato principale e si ripromette di sfidare l’Unione Europea dal suo interno. “Ora siamo il partito di destra più entusiasmante di tutta Europa”, ha detto durante il recente raduno del partito a Magdeburgo. Secondo uno studio dell’Università di Lipsia oggi, nella Germania dell’Est, il 33% degli abitanti ha pregiudizi contro gli stranieri e il 70% ha dichiarato che essi “vengono in Germania per sfruttare il nostro Stato sociale”. Sono passati poco più di 30 anni dal crollo del muro di Berlino e, nell’Est del Paese, il 50% si dichiara insoddisfatto delle regole democratiche. Questi dati fanno sì che Alternative für Deutschland “non sia più un partitello di protesta”, ma quello “con la più alta quota di elettori convinti delle proprie posizioni”, afferma il politologo Marcel Lewandowski.

Data:

11 Settembre 2023