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L’alba di un nuovo sistema monetario internazionale

Siamo all’alba di un nuovo ordine mondiale. Un cambiamento epocale è alle porte. Il Fondo Monetario Internazionale potrebbe ben presto aggiungere lo Yuan cinese nel paniere delle monete internazionali utilizzate per gli scambi commerciali. Il dragone cinese è inarrestabile. Forti pressioni sono arrivate da Pechino a Cristine Lagarde (la lady di ferro francese del FMI).

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Dollaro americano, euro, sterlina inglese, yen giapponese e yuan cinese. Il futuro è già scritto. Un nuovo equilibrio finanziario globale si sta delineando, mettendo sempre più in discussione il super potere economico militare del petrodollaro a stelle e strisce. “La novità– scrive il Sole 24 ore- sarebbe consistente, una coabitazione con una moneta, quella di Pechino, formalmente non convertibile ma che in questi ultimi cinque anni di strisciante processo di internazionalizzazione della valuta ha raggiunto quota 1,8 trilioni di depositi denominati in euro, mentre 60 banche centrali stanno investendo nel yuan che è già la seconda più importante valuta di finanziamento del commercio mondiale, la sesta moneta più intermediata in borsa. Hong Kong già totalizza il 70% del totale di tutte le transazioni in yuan fuori dalla Cina, pari a un giro di affari di 800 miliardi al giorno”.

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Lo scorso Marzo durante il meeting di Diaoyutai sul China Developement Forum, il Governatore della Banca popolare Cinese Zhou Xiaochuan e il direttore del FMI Lagarde si sono ritrovati per confrontarsi sul tema. Il Governatore cinese ha espressamente chiesto alla regina Lagarde di inserire lo yuan nel paniere delle monete sulle quali il Fondo Monetario Internazionale calcola il valore dei Diritti Speciali di Prelievo, la valuta del fondo nata per rimpiazzare l’oro nelle transazioni internazionali nota all’alta finanza come “paper gold”. “Fino al 1999, data di nascita dell’euro,-spiega il prestigioso quotidiano di Confindustria- le valute incluse nel paniere erano: dollaro statunitense, marco tedesco, franco francese, sterlina britannica e yen giapponese. In seguito l’euro ha sostituito il marco e il franco. Chi uscirà dal paniere per far posto allo yuan?”

cms_2310/yi-gang.jpgSugli effetti di un possibile ingresso cinese Yi Gang, vice Governatore della Banca popolare cinese e, soprattutto, direttore di Safe, l’agenzia che sovrintende alla valuta internazionale, ha le idee chiare. “Indubbiamente, se la nostra moneta entra nel paniere DSP questo sarà anche un passo favorevole nella riforma del sistema monetario internazionale. Credo che – aggiunge Yi Gang – per la riforma della Cina e l’apertura del settore finanziario gli DSP dovrebbero svolgere un ruolo di facilitatore, quindi stiamo valutando, e comunicando attivamente con il Fondo, nella speranza che i miei colleghi valutino l’internazionalizzazione del renminbi come un elemento in grado di favorire l’ingresso nel paniere. In questi ultimi cinque anni il processo di internazionalizzazione della valuta si è sviluppato rapidamente, si calcola 1,8 trilioni di depositi denominati in euro, 60 banche centrali stanno investendo nel renminbi che è già la seconda più importante valuta di finanziamento del commercio mondiale, la sesta moneta più intermediata in borsa. L’Fmi procede, infatti, in base a due criteri: in primo luogo la quantità di denaro legata al commercio di beni e servizi (e al riguardo la Cina non ha rivali), in seconda battuta la moneta deve poter essere utilizzata liberamente e qui, invece, si apre un fronte più accidentato”.

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6 Giugno 2015