Traduci

Lampedusa, ira del sindaco: “Ocean Viking? Accoglienti sì, cretini no”

Lampedusa, ira del sindaco: “Ocean Viking? Accoglienti sì, cretini no”

cms_14186/migranti_fila_afp.jpg

(Elvira Terranova) – “Se il nuovo ministro dell’Interno Lamorgese vuole continuare sulla stessa scia dell’ex ministro Salvini, noi siamo pronti ad alzare la voce e non sarà una voce di pace. Accoglienti sì ma idioti no. La nave Ocean Viking era molto più vicina alle coste siciliane che a Lampedusa. Perché la scelta di assegnare come porto sicuro proprio Lampedusa?”. E’ l’atto di accusa del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che commenta così con l’Adnkronos la decisione delle autorità italiane di assegnare un porto sicuro alla nave Ocean Viking e di scegliere proprio Lampedusa.

“Forse il ministro dell’Interno pensa che i lampedusani siano degli emeriti idioti- prosegue Martello che sta tornando sull’isola- La cosa non funziona. L’isola non può essere la soluzione di tutti i problemi. Il ministro ha sbagliato indirizzo”. E ancora: “O rispetta le regole anche lei o faremo sentire la nostra voce e anche ben presto – dice – Basta, non siamo cretini”.
“Forse non hanno spiegato bene al ministro che 20 miglia a Nord di Linosa significa essere in Sicilia e non Lampedusa. Il porto più vicino è la Sicilia. In questo modo, invece, la nave è stata costretta a tornare indietro a Lampedusa. E poi da qui verranno spostati di nuovo verso la Sicilia. Che senso ha tutto questo? Qualcuno me lo spieghi…”.

Da Ocean Viking 58 migranti su 82 in Stati Ue

cms_14186/Migranti_Ocean_Viking_Foto_Msf.jpg

Degli 82 migranti a bordo della Ocean Viking, 58 verranno inviati in Stati dell’Unione europea, mentre di 24 si dovrà far carico l’Italia, anche se si attende una possibile adesione anche da parte dell’Irlanda. E’ quanto si apprende da fonti di governo. In particolare, Germania e Francia riceveranno 24 persone ciascuna, 8 il Portogallo e 2 il Lussemburgo.

Ponte Morandi, Aspi sospende due dipendenti

cms_14186/Genova_ponte_morandi_Ipa_Fg.jpg

Autostrade per l’Italia rende noto che nella giornata di ieri, subito dopo essere venuta a conoscenza dei provvedimenti cautelari emessi dalla magistratura nei confronti dei due dipendenti coinvolti nel procedimento di falso sui viadotti Pecetti e Paolillo sulla base di intercettazioni risalenti a circa un anno fa, “ha deciso di sospendere i dipendenti medesimi con effetto immediato, provvedendo alla loro sostituzione”. Lo rende noto la società in un comunicato. Il Cda di Autostrade per l’Italia, convocato in via straordinaria per lunedì, valuterà ulteriori iniziative a tutela della società.

Autostrade per l’Italia ha pubblicato online i documenti e le informazioni sulla sicurezza dei viadotti Pecetti e Paolillo. “Per garantire ai cittadini la più ampia informazione sulle condizioni di sicurezza dei viadotti della propria rete, Autostrade per l’Italia comunica di aver pubblicato sulla homepage del sito www.autostrade.it, nell’area ’Sicurezza Viadotti’, schede di dettaglio sulle condizioni di sicurezza del viadotto Pecetti e del ponticello Paolillo e le relative comunicazioni inviate al Mit” riferisce una nota della società del Gruppo Atlantia. “Dalle informazioni e dai documenti consultabili da chiunque emerge una condizione di piena sicurezza delle due opere” sottolinea Aspi nella nota.

Tragedia sul Sass Maòr, morti due alpinisti veneti

cms_14186/elisoccorso7_fg.jpg

Tragedia sul Sass Maòr, sulle Dolomiti. Due alpinisti veneti, uno di Monselice e l’altro di Villafranca padovana, sono morti dopo essere precipitati per un centinaio di metri mentre stavano procedendo sulla via Scalet-Biasin (Sass Maòr – Pale di San Martino). Una delle due vittime apparteneva al Soccorso alpino di Padova.

Secondo quanto comunicato dal Soccorso alpino trentino, il loro mancato rientro era stato segnalato verso le 20.30 di ieri sera dal gestore del rifugio Velo della Madonna, dove i due erano attesi per la notte. Il ritrovamento è avvenuto verso le 7.15 di questa mattina da parte dell’equipaggio dell’elisoccorso. Le cause sono ancora da accertare. Le due salme sono stati ricomposte e recuperate con l’ausilio di quattro tecnici di elisoccorso del soccorso alpino e due operatori della stazione Primiero dell’area operativa Trentino orientale del soccorso alpino. Dopo il nullaosta del magistrato, sono state e il trasportate alla camera mortuaria di Transacqua (Pieve di Primiero).

Dolore e condoglianze ai familiari sono stati espressi dal Soccorso alpino padovano. ’’Non vorremo mai scrivere queste righe – si legge in un post su Facebook – La nostra famiglia oggi piange una grande persona. Ieri il nostro Michele Chinello e un suo compagno di cordata hanno perso la vita durante la scalata della via Scalet-Biasin, sul Sass Maor. Michele aveva 51 anni, apparteneva al Soccorso alpino di Padova, era infermiere al Suem di Padova e fino allo scorso anno aveva turnato come tecnico di elisoccorso nella base di Verona emergenza. Ci stringiamo al dolore di sua moglie e dei suoi parenti. Porgiamo le condoglianze ai familiari del suo amico. Ciao Michele’’.

Carabiniere ucciso, Natale cercava su internet coltelli da acquistare

cms_14186/natalehjorth_ft.jpg

Christian Gabriel Natale Hjorth aveva fatto ricerche su internet per acquistare un coltello “tattico” molto simile a quello trovato accanto al suo letto nella stanza dell’hotel “Le Meridien”, dove alloggiava con il connazionale, Finnegan Lee Elder, reo confesso dell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega . Si tratta di un tipo di coltello diverso da quello utilizzato per colpire il carabiniere. E’ quanto emerge dall’informativa di 74 pagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo depositata ieri in vista del Riesame di Natale Hjorth, previsto per lunedì.

Nelle carte gli investigatori citano un dialogo whatsapp che risale al 2 maggio tra Natale e la sua fidanzata. “L’indagato invia alla ragazza -scrivono i carabinieri – un link Amazon inerente un coltello “tattico” con chiusura a molla, che verosimilmente vorrebbe acquistare. Lo stesso è molto simile per fattura a quello rinvenuto nella camera dell’hotel dove i due indagati sono stati sorpresi dopo l’omicidio e, in particolare, su un tavolino posto accanto al lato del letto dove dormiva”.

Caso Cucchi, procedimento contro chi trasferì Casamassima

cms_14186/cucchi_ilaria_adnkronos.jpg

Sulla vicenda Cucchi adesso irrompe l’Anac. A quanto apprende l’Adnkronos l’organismo di controllo anticorruzione, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni di esponenti del Movimento cinque stelle e del Gruppo Misto, ha riscontrato irregolarità nella gestione del trasferimento dell’appuntato dei carabinieri Riccardo Casamassima, diventato “supertestimone” dell’inchiesta sulla morte del giovane Stefano Cucchi. In particolare l’Anac ha definito “sussistenti” i presupposti per l’avvio di un procedimento nei confronti di chi firmò i provvedimenti di trasferimento di Casamassima che in passato denunciò di essere stato “trasferito e demansionato per aver testimoniato” al processo Cucchi.

L’Anac ha così comunicato “l’avvio del procedimento sanzionatorio” ai sensi del “Regolamento sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro”, il cosiddetto ’whistleblowing’.

Nelle motivazioni del provvedimento l’Anac riferisce quanto espresso dall’appuntato Casamassima il quale ha riferito di aver subito “numerose ritorsioni” sul luogo di lavoro. “Il whistleblower riferisce, inoltre, di aver subito presso la Scuola Allievi un ulteriore demansionamento, consistente nella sua assegnazione all’Ufficio Servizi presso il quale non avrebbe svolto alcuna mansione. La completa inattività alla quale Casamassima sarebbe stato costretto -aggiunge l’Anac- avrebbe quindi indotto quest’ultimo a richiedere la riassegnazione alla precedente e già demansionante attività di apertura e chiusura del cancello di ingresso della Scuola Allievi”.

L’Arma ha sempre respinto le accuse contenute nella versione di Casamassima e in tutte le sedi ha rimarcato la correttezza dei provvedimenti presi anche a tutela dell’Istituzione. Contattate dall’Adnkronos fonti dell’Arma spiegano “di attendere l’esito del procedimento”

Per l’Arma infatti il trasferimento dell’appuntato dall’8° Reggimento Lazio alla Legione Allievi Carabinieri è arrivato a 3 anni dalle dichiarazioni rese nel caso Cucchi in quanto Casamassima più volte si era lamentato con i vertici su circostanze negative nei rapporti con altri carabinieri. Per l’Arma il trasferimento aveva avuto l’unico scopo di rasserenare Casamassima fornendogli un ambiente di lavoro più favorevole. Anche sul ’demansionamento’ l’Arma ha sempre respinto l’accusa spiegando che ancorché non operativo, il compito assegnato a Casamassima coincide con quelli assegnati a suoi pari grado e non ha avuto ricadute economiche negative per l’appuntato.

Nella sua difesa, l’Arma aveva rimarcato come il cambio di mansione era dovuto anche ad una richiesta dello stesso Casamassima di non svolgere turni che gli avrebbero reso difficoltosa la gestione della vita familiare.

L’Arma dunque ha sempre respinto le accuse lanciate da Casamassima ma non è stata creduta dall’Anac sul fronte del “ripetuto rigetto – scrive l’autorità anticorruzione – di domande di trasferimento legittimamente avanzate per il ricongiungimento al coniuge lavoratore nonché in una generale azione di screditamento della sua persona”.

Casamassima è finito al centro del processo Cucchi e ha diviso l’opinione pubblica. C’è chi considera le sue rivelazioni un contributo fondamentale e coraggioso per la riapertura del caso, anche sul fronte del coinvolgimento di alcuni ufficiali dell’Arma nei presunti depistaggi. Altri invece nutrono dubbi sul personaggio in passato finito in vicende che sono tutt’ora al vaglio del tribunale e non hanno ad oggi alcun giudicato definitivo. Casamassima infatti torna in storie giudiziarie legate a questioni di droga. In una non avrebbe comunicato all’autorità giudiziaria presunti fatti di reato (su questa vicenda è in corso il primo grado) su un’altra, dove pende ancora una richiesta di rinvio a giudizio per lui e per la compagna, è accusato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’avvocato Serena Gasperini accoglie “con soddisfazione” l’avvio del procedimento sanzionatorio, da parte dell’Anac, nei confronti di chi firmò i provvedimenti di trasferimento per Riccardo Casamassima, l’appuntato dei carabinieri divenuto teste-chiave al processo per la morte di Stefano Cucchi. “Evidentemente le sue dichiarazioni e le sue motivazioni sono state riconosciute come fondate”, dice l’avvocato Gasperini all’Adnkronos. Il graduato dell’Arma “è stato convocato dall’Anac, gli sono state poste domande e sono stati acquisiti documenti. Casamassima, che è stato oggetto di una campagna volta a screditarlo, è stato considerato credibile. Evidentemente -aggiunge- la coincidenza tra le dichiarazioni di Casamassima e i trasferimenti ha lasciato qualche dubbio e l’Anac ha voluto analizzare a fondo la vicenda”.

Autore:

Data:

15 Settembre 2019