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L’APPARENZA INGANNE -TikTok rende migliori – Superato il miliardo di utenti nel mondo

Si sente spesso e volentieri dire che i social siano luoghi per gente sfaccendata, poco attenta alle cose concrete e video dipendenti. Non tutte le piattaforme hanno subito però gli stessi attacchi e una rappresentazione negativa per gli effetti causati sugli utenti quanto una: TikTok. Il social lanciato nel 2016 e sviluppato da ByteDance, è ormai diventato di grande successo intergenerazionale tanto da aver superato il miliardo di utenti e valere oltre 100 miliardi di dollari, un successo che è frutto del suo segretissimo algoritmo. TikTok infatti sfrutta meglio di altri competitor una caratteristica, negativa, degli individui più giovani, la brevissima durata dell’attenzione, il cosiddetto attention spam. C’è anche però chi ha deciso di bannare il social cinese a causa della poca cura nel trattamento della privacy: Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Australia ne vietano l’uso su dispositivi governativi; in India, Pakistan, Nepal e Somalia è vietato a tutti i cittadini.

Al di là delle polemiche e dei divieti, TikTok in fin dei conti riesce a piacere, o comunque a far parlare di sé. I suoi contenuti, positivi, scherzosi, leggeri, secondo uno studio portano chi utilizza la piattaforma a essere più ottimista e meglio inserito in società. Il sondaggio facente capo a un progetto chiamato Tktkgen e finanziato dalla Commissione Europea, è stato svolto su un campione di oltre 900 giovani nostri connazionali di età compresa tra i 18 e 35 anni, e ha sfatato alcuni miti negativi su TikTok e i suoi utenti: sono molto più ottimisti, positivi e meno ansiogeni rispetto a chi non frequenta i social. Non solo. Il sondaggio rivela che gli utenti di TikTok non si sentono isolati e neanche incapaci di avere delle relazioni sociali, altro cavallo di battaglia da parte di molti denigratori del social cinese. Il diavolo dunque sembra essere meno cattivo di come lo si dipinge e lo studio/sondaggio sembra offrire un quadro che non si discosta molto da timori ed effetti negativi che spesso vengono frettolosamente associati al mondo social.

Le paure e i timori dei governi nazionali su possibili fughe di informazioni private dei proprio dipendenti governativi e dei cittadini, dimentica, o fa finta di non vedere, che sul proprio territorio proliferano gli affari di aziende che lucrano sui dati personali di miliardi di utenti e alle quali si elargiscono favoritismi fiscali e tassazioni non adeguate alle loro reali fonti di guadagno. Lasciando ai governi tempi e modi di disquisire delle loro controversie social-politiche, gli utenti rimangono i veri protagonisti sia del successo o meno di una piattaforma in termini di contatti e interazioni, sia in termini di sudditanza psicologica alle stesse. Rompere abitudini consolidate adottando un atteggiamento più consapevole verso comportamenti più equilibrati tra dimensione digitale e relazioni quotidiane, sembra la sola direzione da intraprendere per chi ha deciso di non cadere alle dipendenze dei tiranni dell’algoritmo. Se le piattaforme più utilizzate risultano essere quelle basate sulla predominanza di contenuti video in cui dominano le leggi dell’algoritmo e l’effetto sorpresa che per un utente sempre alla ricerca di emozioni facili è il miglior effetto che possa ricevere, vorrà pur dire una cosa: le persone, gli adolescenti in particolare, sono sempre più alla ricerca della trasparenza delle cose, concetto che, come ci ricorda Byung-Chul Han, ha a che fare con la libertà d’informazione. È lo spirito del tempo che instaura il predominio dell’immagine, della pornografia dell’immagine, che consiste nell’ “abreazione” e si svuota nel puro “spectalum”.

Data:

15 Maggio 2024
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