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L’architettura 3.0 parla BIO

La nuova tendenza nel mondo dell’ingegneria/architettura è saper coniugare bellezza e utilità dei materiali senza perdere di vista la tutela ambientale. La parola magica da usare oggi in tema di ristrutturazione, ma anche di costruzione di nuovi nuclei abitativi è “Bioarchitettura”: disciplina e visiona olistica dell’architettura moderna che tende a considerare l’abitazione non come un corpo separato dall’ambiente, ma come un prolungamento di esso. La via “green” è la via del futuro e può essere una chiave di crescita per tanti professionisti: ingegneri, architetti, operai, ditte, imprese, che grazie ad esso possono allargare il proprio mercato e raccontare un modo diverso di concepire la casa che, metaforicamente e poeticamente, apre le finestre al mondo e non si chiude in sé stessa. La “bioarchitettura” richiama a due concetti: sviluppo sostenibile e ambiente.

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L’ambiente (dal latino ambiens, ciò che sta intorno) implica necessariamente un rapporto uomo-natura, rapporto che, mentre nell’ormai superata visione antropocentrica vedeva l’uomo vincere su di essa in una prospettiva conflittuale, oggi, con l’affermazione di una nuova visione biocentrica 3.0, l’uomo stesso è inserito nella natura ed è impegnato responsabilmente nella valorizzazione di quest’ultima. Si evidenzia cosi una nuova etica ecologista dove l’essere diventa e si sente più responsabile del mondo in cui vive. Altro termine da richiamare è lo sviluppo sostenibile: principio metagiuridico affermato, da più di un trentennio, dal diritto internazionale che vede la ricerca da parte dei governi degli Stati del mondo, di un equilibrio tra crescita economica, sviluppo e tutela ambientale.

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Appare evidente che il settore dell’edilizia sia quello che maggiormente ha un impatto sia paesaggistico che inquinante sull’ambiente e questo nuovo approccio “bio” può diventare nei prossimi anni una strada da perseguire per andare incontro sia alle esigenze di risparmio di chi possiede un’abitazione, sia alle esigenze dei governi che vogliono stimolare la crescita economica, favoriti anche da una nuova era dell’ambientalismo moderno che può valorizzare i territori sia dal punto di vista ambientale che economico. Il settore dell’edilizia incide notevolmente sui PIL degli Stati dell’area UE, compresa l’Italia, con un’evidente ripercussione positiva in termini di nuovi occupati. Attraverso politiche di defiscalizzazione ed incentivi stanno aiutando il settore ad emergere, non in modo selvaggio ed indiscriminato come avveniva in passato, ma a favore di chi vuole avvalersi di ristrutturazioni o costruzioni che tutelino e valorizzino l’ambiente. Il risparmio è evidente non solo sul lato dei materiali da costruzione sic et sempliciter (che presentano maggiore durevolezza nel tempo), ma si evidenzia proprio nella fase post-costruzione sugli aspetti relativi a: riscaldamento nei mesi invernali, illuminazione, impianti elettrici, utilizzo di porte ed infissi, elettrodomestici a basso consumo.

cms_4601/foto_4.jpg Grazie all’uso di una migliore tecnologia sia per quanto riguarda gli impianti di illuminazione e riscaldamento che all’utilizzo dell’energia c.d. alternativa (eolica, solare e geotermica) si risparmia notevolmente anche nel lungo periodo. Quindi tutto parla “bio” ma questa volta proprio attraverso il “bio” a parlare possono essere gli artigiani, i professionisti e gli agenti del mercato edile che possono superare brillantemente la crisi, crescendo ed innovandosi.

Data:

28 Settembre 2016