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L’ARTEMISIA UNA PIANTA MEDICA DAI POTERI INCREDIBILI.

Ultimamente l’artemisia occupa grandi spazi su quotidiani e riviste che ne esaltano le proprietà curative. Pare venga considerata come la panacea per diverse cure tumorali. Le sue proprietà sono molteplici, infatti viene anche denominata “Erba Santa”. Si può dire che della pianta si utilizza quasi tutto, le foglie, la radice e le sommità fiorite, di cui si possono creare estratti liquidi o secchi.

cms_2426/images.jpgLe proprietà officinali dell’Artemisia absinthium erano conosciute fin dall’antichità. Sembrerebbe infatti che la pianta venisse citata in alcuni documenti egiziani del 1600 a.C. Da Plinio e da Plutarco, e secondo altri dati pare che fosse utilizzata come insetticida per i campi. Ottimo come stimolante per l’appetito, digestivo, antispasmodico, astringente, vermifugo, antimicotico, ristabilisce il ritmo mestruale, coleretico e colagogo, aiuta la secrezione biliare,, antimalarico, antiparassitario e “antitumorale”. I principi attivi della pianta sono l’A (alfa) ed il B-tujone ( presente anche nella cannabis),che sono dei monoterpeni, e l’aertemisinina.Queste molecole sono presenti nell’olio essenziale della pianta, nelle porzioni aeree, negli steli, nelle foglie e nelle sommità fiorite. Secondo le ultime ricerche l’Istituto tumori, ha scoperto, con non poco stupore, le molteplici proprietà antitumorali di questa pianta.

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Per onesta intellettuale, andrebbero valutati alcuni punti in merito all’utilizzo dell’Artemisia Annua come farmaco “antitumorale”. Si può dire con certezza che, in esperimenti in vitro, uno dei suoi principi attivi, l’artemisinina, ha dimostrato un effetto tossico sulle cellule tumorali. Alcuni ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori sono direttamente coinvolti nella valutazione di un altro principio attivo dell’Artemisia Annua, la diidroartemisinina, e del suo ruolo antineoplastico valutato per ora sempre su modelli preclinici. I risultati sono convincenti ed è in corso di preparazione una pubblicazione scientifica.

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Come mai l’artemisia funziona ? Non entrando troppo nello specifico, l’artemisia tende a liberare i radicali liberi riuscendo a colpire selettivamente le cellule tumorali che contengono eccessive quantità di metalli anche in traccia. A mio parere, la combinazione migliore per combattere gli stati tumorali sarebbe quella di associare l’artemisia annua ad alcuni flavonoidi che risulterebbero potenti antiossidanti. Normalmente in base alla tipologia del soggetto, peso ed alimentazione, consiglierei l’assunzione di circa 400mg di Artemisia in secco combinati con 150-200mg di flavonoidi. Per quanto riguarda l’esito dell’approccio terapeutico, non mi pare corretto asserire che nell’arco di 8-24 ore si possano ottenere risultati terapeutici. Chi, attraverso la stampa, asserisce guarigioni miracolose nel giro di poche ore da false speranze creando così disinformazione sulla medicina omeopatica.

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Una corretta informazione professionale dovrebbe essere alla base di tutti i rapporti tra paziente e naturopata. I principali fattori da tenere in considerazione sono: tipologia tumorale, stato fisico-emotivo del soggetto, style di vita , alimentazione e uso di farmaci. Sarebbe giusto ricordare che non tutti i soggetti ammalati rispondono alla stessa maniera. In ogni caso l’artemisia, se consigliata da uno specialista e dosata nelle giuste proporzioni, senza alcun tipo di margine di tempo, ci permetterà di ottenere miglioramenti e, in diversi casi, la scomparsa della malattia stessa.

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Data:

4 Luglio 2015