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L’ASTROLOGIA – I^parte

L’Astrologia viene spesso vista come una pratica occulta, al limite della superstizione. Si ritiene, infatti, che essa esaurisca il proprio “compito” nel determinare il destino degli uomini e dell’Universo attraverso il moto dei pianeti e delle stelle. Ma non è questa la sua vera natura. Come sempre, è utile, anzi necessario, fare un un passo indietro e ripercorrere – anche se in maniera sintetica – la sua storia.

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Etimologicamente, la parola Astrologia viene dal greco antico astròs (stella) e logia (discorso), indicando che si tratta di una disquisizione sugli astri. Oggi viene recepita come un complesso di credenze e di tradizioni secondo cui la posizione e il movimento dei corpi celesti (stelle, pianeti, asteroidi, ecc.) rispetto alla Terra, influiscono sulla vita collettiva e personale degli esseri umani.

In realtà questa è solo una parte della sua funzione perché fino al XVII secolo, con il termine Astrologia si intendeva TUTTA l’Astronomia. Infatti, il testo principale dell’astrologia antica, il Tetrabiblos di Tolomeo (II secolo) si intitola “Degli effetti [delle configurazioni astronomiche sulla storia degli individui e delle nazioni]” e l’Astrologia è chiamata, appunto, “la scienza degli effetti”. L’Astrologo antico era uno studioso, uno scienziato, e doveva conoscere a menadito il moto dei pianeti per determinarne l’influenza sulla Terra e sui suoi abitanti. Forse in pochi sanno che anche Galileo Galilei e Keplero praticavano questa Scienza.

L’Astrologia, dunque, nel suo significato più ampio, è la ricerca di un senso trascendente degli avvenimenti che accadono all’umanità, da quando ha posato il proprio piede sulla Terra.

Fin dal primo istante in cui l’uomo ha sollevato lo sguardo verso il cielo, il suo spirito è stato attratto come un magnete ed ha iniziato a cercare un collegamento tra il cielo e la terra. Si tratta, dunque, di qualcosa di innato, di totalmente spontaneo, come una profonda e inesplicabile intuizione.

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I cicli delle fasi lunari venivano annotati già nel 23-25.000 a.C. sulle pareti delle caverne e questo è stato il primo passo che ha permesso di determinare la loro influenza sulle maree, sulle semine e i raccolti, oltre che dell’organizzazione di un calendario comune.

Durante il Neolitico, la comparsa dell’agricoltura porta ad approfondire i collegamenti tra gli astri e gli eventi terrestri. Ad esempio, il sorgere di un particolare gruppo di stelle, può fare presagire variazioni stagionali o climatiche (inondazioni o siccità, ad esempio), con tutte le ripercussioni del caso.

Dal III millennio a.C. tale consapevolezza si è oltremodo acuita, tanto che gli edifici templari sono stati costruiti orientandosi con le stelle. Pensiamo, ad esempio, alle tre piramidi di Giza, perfettamente allineate alla cintura di Orione.

Ad oggi, la più antica testimonianza dell’uso dell’Astrologia come un sistema integrato di conoscenza risale all’età neo-sumerica (1950-1651 a.C.), mentre il più vecchio oroscopo in nostro possesso è quello riferito al cielo del 29 aprile 410 a.C.

Dall’antichità ai nostri giorni, l’Astrologia gioca un ruolo di grande importanza: è come una mappa attraverso la quale l’uomo legge la propria storia, tanto quella passata, quanto quella presente e a venire.

Con la rivoluzione scientifica – quindi a partire dal 1543, anno in cui Niccolò Copernico pubblica la sua opera “La rivoluzione degli astri celesti” – l’Astrologia smette di essere considerata parte dell’Astronomia per diventare una pseudoscienza e una pratica dell’occulto.

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Più o meno tutti, da bambini, abbiamo giocato al “telefono senza fili”. Si tratta di un gioco in cui delle persone in fila devono ripetere una frase ripetuta dal partecipante vicino. L’ultimo della fila ripete a voce alta la frase che, molto probabilmente, risulterà sarà distorta.

Perché parlo di questo? Perché se fin dall’antichità l’uomo ha intuito il profondo legame tra cielo e terra, tra macrocosmo e microcosmo, sviluppandolo ed esercitandolo attraverso l’Astrologia (e non solo), com’è possibile che l’uomo moderno non soltanto non colga più questo legame ma, addirittura, ne stravolga il significato?

Siamo tutti ben consci del fatto che il “progresso” porta con sé nuove scoperte e, dunque, nuove consapevolezze. Ma non bisogna mai perdere di vista, né tantomeno recidere, il profondo legame che abbiamo con noi stessi, con la nostra intuizione e, soprattutto, con la nostra storia. Il vero progresso non cancella il passato ma lo completa e lo esalta. Non ha senso demonizzare qualcosa che per migliaia di anni è stato riconosciuto e praticato da civiltà che ancora oggi guardiamo con ammirazione poiché detentrici di segreti che (nonostante i nostri progressi tecnologici) ancora ci sfuggono.

Ecco perché è importante studiare e mantenere viva una coscienza critica.

Nel prossimo articolo avvicineremo la lente di ingrandimento sulla storia dell’Astrologia per vedere come si è modificata la percezione umana nei confronti di questa grande Scienza.

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Data:

4 Agosto 2023