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Lavoro, al via osservatorio per la legalità

Lavoro, al via osservatorio per la legalità

cms_8416/consulenti_osservatorio.jpgPromuovere il lavoro etico e contrastare quello irregolare e sommerso. E sensibilizzare imprese, lavoratori e operatori del mercato del lavoro sulle criticità derivanti da pratiche di dumping contrattuale e sociale, appalti irregolari, somministrazione e intermediazione illecite, fenomeni di caporalato e utilizzo distorto dell’istituto della cooperativa. Questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato oggi, a Roma, presso l’auditorium dei consulenti del lavoro, tra il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e l’Ispettorato nazionale del lavoro, che punta a creare un ‘Osservatorio nazionale per la legalità’.

Durante l’incontro, il Consiglio nazionale e l’Ispettorato hanno colto l’occasione per siglare un accordo per contrastare l’abusivismo e tutelare la professione di consulente del lavoro, soprattutto nei confronti di quei soggetti che svolgono gli adempimenti in materia di lavoro senza i requisiti previsti.

“Queste intese -ha spiegato la presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone- sono la sintesi di una collaborazione che va avanti da anni con l’Ispettorato nazionale del lavoro oggi e ancora prima con la direzione generale delle attività ispettive del ministero del Lavoro. E l’obiettivo è di promuovere il lavoro etico e soprattutto contrastare quei fenomeni distorsivi del mercato del lavoro che poi si traducono in un inasprimento dell’abusivismo professionale, da un lato, e delle condotte illecite dall’altro”.

“Negli ultimi mesi -ha continuato Calderone- abbiamo assistito a situazioni in cui delle cooperative e delle realtà che poi avevano come finalità quelle di proporre alle aziende il lavoro a basso costo hanno tentato, a mio avviso, di ‘desertificare’ il mercato del lavoro. Contrastare questi fenomeni, secondo me, non vuol dire solo ricondurre alla legalità tanti rapporti di lavoro, ma dare delle opportunità di lavoro concreto ai giovani e, soprattutto, consentire ai professionisti di accompagnare le aziende in un contesto di legalità dove il rispetto delle regole parla di etica e di costruzione di una società diversa in cui il lavoro diventa ancora una volta il vero pilastro”.

L’intesa punta a rendere l‘Osservatorio nazionale per la legalità fulcro nevralgico per la corretta regolamentazione del mondo del lavoro, l’analisi delle problematiche e lo sviluppo di iniziative volte alla tutela dei lavoratori. L’accordo si pone in continuità, spiegano i consulenti, con l’impegno profuso negli ultimi anni dalla categoria nel denunciare e osteggiare tutti quei fenomeni elusivi che destabilizzano il mercato del lavoro.

Il riferimento è, in particolare, alle segnalazioni effettuate dal Consiglio nazionale dell’Ordine al ministero del Lavoro sulle attività di appalto irregolari realizzate da cooperative spurie, che si concretizzano attraverso il rifornire di personale le piccole e medie imprese ricorrendo a tariffe estremamente basse rispetto al costo del lavoro. In alcuni casi, inoltre, le cooperative, continuano i consulenti, suggeriscono all’impresa il licenziamento della forza lavoro già dipendente, che poi viene reimpiegata presso la stessa a costo ribassato.

Condotte di questo tipo sono state poste sotto la lente dell’Ispettorato e denunciate all’Autorità giudiziaria e hanno portato all’irrogazione di verbali, ad una cooperativa in particolare (M&G Coop. Multiservizi), per un totale di 26 milioni di euro. “Nel corso del 2017 due aziende su tre sono risultate irregolari, per un totale di 48.073 lavoratori sommersi”, ha dichiarato Paolo Pennesi, capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

“Per combattere più efficacemente fenomeni di questo tipo – ha continuato – abbiamo accolto con grande interesse la proposta del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro di dare vita a un Osservatorio sulla cooperazione e l’avvio di attività di vigilanza straordinaria, soprattutto per quelle realtà cooperativistiche che operano nel settore della logistica e fanno ampio ricorso ad appalti e somministrazione”.

Secondo Pennesi, “i fenomeni di patologia e di irregolarità che caratterizzano il mercato del lavoro sono sempre nuovi e sempre multiformi e quindi bisogna monitorarli molto bene”. “L’aiuto di professionisti che ‘vivono’ la vita delle imprese – ha aggiunto – e che possono registrare anche loro fenomeni di carattere patologico nel mercato del lavoro possono rappresentare degli ottimi punti di osservazione per segnalare questi tipi di patologie e questi fenomeni. Sono fonti qualificate di notizie per orientare meglio la nostra attività di vigilanza”.

I consulenti del lavoro, del resto, sono impegnati a promuovere la legalità, non solo tra le imprese e i lavoratori, ma anche all’interno della categoria. E a questo punta il protocollo contro l’abusivismo della professione. Il Consiglio nazionale, infatti, metterà a disposizione degli ispettori una banca dati degli iscritti all’albo professionale col fine di far verificare l’effettività dell’iscrizione.

“Siamo a fianco delle imprese per favorirne la crescita nel rispetto delle regole del mercato del lavoro – ha spiegato Calderone – e siamo impegnati a promuovere la cultura della legalità tramite la certificazione dei contratti e l’AsseCo, l’asseverazione della regolarità contributiva e retributiva delle imprese. Con la nascita dell’Osservatorio per la legalità puntiamo a valorizzare il lavoro etico facendo leva sul nostro ruolo sussidiario ovvero trasmettendo al personale ispettivo tutte le segnalazioni che perverranno dagli iscritti e dai Consigli provinciali. Organizzeremo incontri, seminari e iniziative culturali che possano sensibilizzare gli operatori del mercato del lavoro e l’intera collettività”, ha concluso Calderone.

Nel passato probabilmente, ha spiegato Pennesi, quello “dell’esercizio abusivo della professione non è stato un tema al centro dell’attenzione”. “Oggi, però, avere professionisti altamente qualificati – ha avvertito – capaci di dare un contributo adeguato e di livello nella consulenza nei confronti delle imprese è per noi fondamentale. E anche bonificare il settore da tutti quei soggetti che non hanno i requisiti previsti dalla normativa vigente per svolgere questa attività di consulenza nei confronti delle imprese è un altro risultato che ci proponiamo proprio con la firma del protocollo anti-abusivismo che dà ai Consigli provinciali il compito di segnalarci quei casi in cui le aziende non ricorrono a professionisti ufficialmente abilitati”.

Altro tema centrale, per i consulenti, nella costruzione della legalità nel mondo del lavoro, è quello della verifica dell’effettiva rappresentatività sindacale ai fini della contrattazione, come ha spiegato Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

“Arriva la richiesta -ha detto- di dare certezze alle aziende e agli operatori professionisti come noi. E la certezza si può avere solo dotando tutti e quindi rendendoli pubblici i dati sulle iscrizioni ai sindacati. Perché da questo, dalla scelta del contratto collettivo sottoscritto dalle organizzazioni che hanno i requisiti richiesti dalla legge dipende poi il poter usufruire delle agevolazioni, della decontribuzione e di tutte quelle forme per cui è previsto questo requisito”.

“Per questo, è necessario che si metta a disposizione i dati, anche rilevandoli dall’Inps: questo è importantissimo -ha concluso- perché se si continua a restare in una nebulosa, in una zona non chiara, questo va a discapito della certezza creando situazioni che possono portare a contenzioso”.

Prezzi bloccati, ma c’è il trucco

cms_8416/spesa_carrello_donna.jpgPacchetti con 9 fazzoletti e non più 10, lattine di bibite che da 33 ml passano a 25 ml, tubetti di dentifricio che scendono da 100 ml a 75, rotoli di carta igienica che da 250 ’strappi’ si riducono a 230. E’ la tecnica utilizzata da diverse imprese produttrici per aumentare i prezzi, riducendo le quantità anziché intervenire sul listino. Un fenomeno analizzato nel dettaglio dall’Ons, l’istituto di statistica inglese, ma che anche il nostro Istat sta monitorando con crescente attenzione. “Il fenomeno -spiega all’Adnkronos Federico Polidoro, responsabile delle statistiche sui prezzi al consumo dell’Istat- sembra poter avere un impatto trascurabile sulla stima dell’inflazione generale ma rilevante per alcune classi di prodotti. E comunque l’Istat lo intercetta ed evita che influenzi la misura dell’inflazione”.

In Italia, secondo le rilevazioni Istat, la pratica di rimpicciolire le confezioni, senza ridurre i prezzi, viene applicata soprattutto su alcuni prodotti come: zuccheri, confetture, miele, cioccolato e dolciumi. Dal gennaio del 2012 ad agosto del 2017 i rilevatori comunali, oltre a registrare il prezzo di un determinato prodotto, come di consueto, hanno controllato anche la quantità venduta. Su un totale di 604.487 quotazioni rilevate 1.405 hanno registrato un cambio di quantità. Nell’83% degli oltre 700 casi nei quali il peso è diminuito, si è registrato un aumento del costo relativo, e solo nel 17% dei casi la riduzione della quantità offerta è stata accompagnata dalla riduzione del prezzo.

La percezione del consumatore è quella di prezzi stabili ma, nella realtà, se allo stesso prezzo viene offerto meno prodotto il suo costo è automaticamente salito. L’idea è così buona, ed è piaciuta così tanto, che è stata utilizzata in misura sempre maggiore, tanto da aver creato un vero e proprio fenomeno che ha preso il nome di shrikflation, ottenuto dall’unione di shrinkage (contrazione) e inflation (inflazione). Il fenomeno può essere paragonato a quanto tentato dalle compagnie telefoniche che hanno pensato di portare la tariffazione mensile a 4 settimane ottenendo così un anno di 13 mesi. Insomma un trucco, per nascondere ai consumatori che i prezzi stanno aumentando.

E’ evidente che se in un pacchetto ci sono 9 fazzoletti, e non più 10, e se la confezione contiene 10 pacchetti con 9 fazzoletti, allora nella confezione ci sono 10 fazzoletti in meno, quindi il consumatore spende la stessa cifra per avere meno prodotto, e intanto l’azienda ha risparmiato un pacchetto di fazzoletti. Stessa cosa vale per la carta igienica: togli 20 strappi a un rotolo, moltiplica per 20 rotoli ed ecco che il consumatore allo stesso prezzo ha comprato un rotolo di carta igienica in meno. Insomma, spiega Polidoro, “seppur limitatamente ad alcune classi di prodotti, la pratica di ridurre il confezionamento dei prodotti venduti al dettaglio senza una proporzionale riduzione del prezzo da parte delle imprese produttrici o distributrici, può produrre effetti di sottostima dell’inflazione, che l’Istat scongiura grazie a un monitoraggio attento del fenomeno, la cui entità appare comunque limitata e la cui quantificazione esatta sarà oggetto delle future analisi”.

Napoli, 41 milioni di euro falsi

cms_8416/carabinieri_auto.jpgScoperta una ’zecca’ clandestina. I carabinieri della compagnia Napoli-Stella hanno scoperto e sequestrato 41 milioni di euro falsi a Torre del Greco, nel napoletano: un falsario di 67 anni è stato arrestato per detenzione di banconote false e per detenzione di strumenti destinati alla falsificazione.

Durante perquisizione nel suo domicilio, poi estesa anche ai terreni circostanti, i militari hanno scoperto un capanno dove erano stati depositati barili di plastica con dentro novanta pacchi di banconote. I militari hanno conteggiato banconote da 100 e 50 false per un totale di 41.000.000 di euro. Quelle da 100 avevano 18 numeri seriali diversi, quelle da 50 avevano 12 seriali diversi.

Nei bidoni c’erano anche i cliché: uno per fabbricare banconote da 50 e due per l’applicazione dei contrassegni sulle banconote da 50. Su 23 fogli erano impresse le stampe di prova. L’ingentissima quantità di denaro è stata sequestrata. L’arrestato è stato portato a Poggioreale.

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12 Febbraio 2018