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LE BIG TECH DAVANTI AL SENATO USA

Si è recentemente tenuto a Capitol Hill, Washington, il tanto atteso incontro a porte chiuse tra le Big Tech della Silicon Valley e i senatori americani per regolamentare e comprendere meglio i rischi e i benefici dell’intelligenza artificiale. I presenti erano niente meno che 22 tra i fondatori e amministratori delle principali aziende tecnologiche del mondo, tra cui Elon Musk, Mark Zuckerberg, Bill Gates, Sundar Pichai di Google e Sam Altman di OpenAI. Questa storica riunione si è tenuta a porte chiuse nella Kennedy Caucus Room, la famosa stanza del Senato che ha ospitato inchieste storiche come quelle sul Titanic e sul Watergate, ed è stato soltanto il primo di una serie di incontri che si preannunciano lunghi e complessi. Il Senato di Washington ha ascoltato le Big Tech per ben tre ore, cercando di acquisire conoscenze cruciali per definire regolamentazioni efficaci nell’ambito dell’intelligenza artificiale e, sebbene non siano emerse svolte immediate, l’evento ha comunque segnato un punto di svolta in tre aspetti fondamentali. Innanzitutto, ha evidenziato un cambio di clima nel rapporto tra politica e tecnologia: infatti, trent’anni fa Bill Gates fece di tutto per sottrarsi al controllo della politica fino a quando Microsoft fu trascinata in tribunale per le sue violazioni delle norme antimonopolio.

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Adesso Gates ammette di aver sbagliato e di aver commesso un errore, mentre i politici vorrebbero evitare di ripetere l’errore fatto quando hanno rinunciato a imporre vincoli alle social network, accettando la loro irresponsabilità riguardo i contenuti pubblicati in rete. Inoltre, come già sottolineato a più riprese dall’aziende dell’IA, esse sarebbero consapevoli del potenziale trasformativo e dei rischi connessi a queste tecnologie, e sarebbero disposte a un dialogo preventivo sulle regole. In secondo luogo, è probabile che si svolga una seconda sessione di incontri, mirata a educare i politici di Washington sulle sfide e le opportunità legate all’intelligenza artificiale in quanto gli Stati Uniti intendono rimanere un motore centrale dell’innovazione, nonostante l’IA sia attualmente una delle tecnologie più delicate e complesse per non richiedere alcun tipo di restrizione. Infatti, in ultimo luogo, sia il senato che le Big Tech sono fortemente concordi sul fatto che una chiara e precisa regolamentazione sia d’obbligo, tuttavia, ci sono ancora alcuni dubbi sulla questione del dare libero accesso a tutti alle tecnologie “ad alto rischio”, ovvero che se usate nel modo sbagliato sarebbero potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale.

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Se da una parte alcuni, come Mark Zuckerberg, c’è il sostegno all’apertura e la trasparenza, altri come Bill Gates e Jack Clark di Anthropic mettono subito in guardia contro i rischi di un accesso indiscriminato, che potrebbe essere sfruttato da malintenzionati per diffondere disinformazione e contenuti dannosi. La questione cruciale, che sarà dipanata nel corso dei prossimi incontri, non è sul perché ma sul come intervenire e in che tempi, cercando sia di limitare i rischi ma senza frenare l’innovazione e il continuo progresso tecnologico. Anche perchè l’IA ha già un grande impatto su posti di lavoro, disinformazione e privacy. A tal riguardo, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha già annunciato un ordine esecutivo entro l’anno in attesa di misure parlamentari più organiche. Infine, questo e i prossimi incontri rappresenta un momento significativo nella relazione tra le Big Tech e il governo degli Stati Uniti ed un passo importante verso l’equilibrio tra l’innovazione e la sicurezza nell’era dell’IA.

Data:

14 Settembre 2023