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“Le città di Carta”

Consultando atlanti e stradari vi sarà certamente capitato di imbattervi in località e strade che in realtà non esistono. E’ un aspetto singolare e sorprendente della cartografia, che affascina da sempre e che nasconde molti segreti. In realtà non si tratta di semplici errori del cartografo: c’è una spiegazione dietro tutto ciò. Certo, coloro che contribuiscono alla realizzazione di queste utilissime rappresentazioni grafiche sono esseri umani, non infallibili, ed è possibile che commettano imprecisioni anche nella nuova era della cartografia digitale e del GPS. Non tutti sanno, però, che alcuni di questi errori sono stati inseriti deliberatamente proprio dai produttori di mappe per un motivo ben preciso.

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Le paper towns (“città di carta”) e le trap streets (“strade trappola”) sono un’astuta forma di copyright, o “trappola del diritto d’autore”, che i cartografi sfruttano da sempre. Nelle carte geografiche e negli stradari ci sono tutta una serie di informazioni false messe lì di proposito proprio per far cadere in fallo i potenziali “copioni” e per poter utilizzare successivamente l’errore al fine di dimostrare il caso di plagio avvenuto. I cartografi e le case editrici d’epoca hanno dovuto con le c.d. (“città di carta”, per l’appunto) tutelare la propria opera, che in tempi passati era estremamente dispendiosa nella realizzazione. Immaginate quanto poteva costare negli anni ’30 del Novecento la realizzazione di uno stradario o di una carta geografica: era necessario che qualcuno si recasse sul posto e che lo segnalasse in modo dettagliato all’editore, con altissimi costi di viaggio e trasporto della strumentazione.

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Tempo fa, prima del 2010, sarà capitato agli esperti navigatori e viaggiatori di imbattersi, sulla piattaforma Google Maps, nel piccolo villaggio di Argleton, nel West Lancashire, posto a poca distanza dalla strada A59. Ma ben presto la località venne cancellata dal gigante del web: se qualcuno avesse raggiunto il punto segnalato dalla cartina, non avrebbe trovato che campi incolti e nessuna traccia del villaggio. Quello di Argleton rappresenta uno dei casi di paper town poiché, appunto, esisteva sulla carta ma non nella realtà. Un altro noto caso di paper town coinvolse l’affascinante e misterioso villaggio di Agloe, ai piedi dei Monti Catskill, nello stato di New York (USA). Il villaggio americano è presente su molte mappe fin dal 1930, ma in realtà non esiste.

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Non mancano, oltre ai villaggi, anche le “strade fittizie” (trap streets): altri non-luoghi usati come copyright per gli stradari. Stiamo parlando, ad esempio, della misteriosa traversa Bartlett Place – nella realtà denominata Broadway Walk – che compare nel famoso stradario “London AZ”. Quest’ultimo, a detta degli stessi autori, conterrebbe più di 100 errori proprio per tutelare l’originalità dell’opera cartografica.

Nelle cartine geografiche di tutto il mondo è possibile dunque imbattersi in “città di carta”, “strade fittizie”, trappole semantiche e nomi inventati. Ciò che più affascina è che dietro ogni “non-luogo” si cela una misteriosa storia, un aneddoto unico e raro che mette in moto la fantasia dei cultori della cartografia e dei milioni di viaggiatori sparsi in tutto il mondo. Quale sarà la prossima città di carta, e quale storia si nasconde dietro questo non-luogo? Non ci resta che scoprirlo nella nostra personale ricerca cartografica.

Data:

21 Ottobre 2018