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LE ESPORTAZIONI DI CARBURANTE A LIVELLO MONDIALE

La Banca Mondiale calcola il valore delle esportazioni di carburante in percentuale delle esportazioni di merci a livello mondiale. I combustibili comprendono le merci nella sezione 3 del SITC (combustibili minerali, lubrificanti e materiali correlati). I dati fanno riferimento al periodo tra il 2010 ed il 2022. Sono stati considerati solo i paesi aventi una serie storica completa nel periodo considerato.

Ranking dei paesi per valore dell’esportazione dei carburanti in percentuale delle esportazioni di merci a livello mondiale nel 2022. L’Angola è al primo posto per valore dell’esportazione dei carburanti in percentuale delle esportazioni di merci a livello mondiale nel 2022 con un valore pari a 94,92%, seguita dall’Azerbaijan con un valore di 92,54%, dal Qatar con 87,29%, dal Brunei Darussalam con 80,28%, e dalla Norvegia con un valore di 79,03%. A metà classifica vi sono l’Argentina con un valore di 6,18%, seguito dalla Danimarca con un valore di 5,97%, seguito dalla Francia con un valore di 5,35%, dalla Repubblica Slovacca con 5,20%, da Malta con un valore di 4,92%. Chiudono la classifica la French Polynesia con 0,03%, Fiji e Andorra con 0,01%, e da Benin e Mauritius con 0,00%.

Ranking dei paesi per variazione percentuale del valore dell’esportazione dei carburanti tra il 2010 ed il 2022. Le Barbados sono al primo posto per valore della variazione percentuale del valore dell’esportazione dei carburanti con un valore pari a 45.312,97%, seguito dal Niger con 1.741,71%, seguita da Togo con 1.613,12%, dalla Dominican Republic con 994,01%, Mauritius con 440,71%. A metà classifica vi sono Kyrgyz Republic con 19,92%, seguito dalla Cina co, 5,89%, dal Regno Unito con 0,05%, dall’Azerbaijan con -2,09%, e dalla Repubblica Slovacca con un valore pari a -2,32%. Chiudono la classifica Fiji con un valore di -89,53%, seguito da Hong Kong con -93,72%, dall’Albania con -97,73%, dal Belize con -98,64%, e dal Bahrain con -99,94%. In media il valore delle esportazioni dei carburanti in percentuale delle esportazioni di merci è diminuito tra il 2010 ed il 2022 di un ammontare di -3,59% in media per i paesi considerati.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. Di seguito presentiamo una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il metodo di Elbow. I dati mostrano la presenza di 4 diversi clusters. I cluster sono indicati come di seguito ovvero:

  • Cluster 1: Belize, India, Singapore, Albania, Croazia, Stati Uniti, Estonia, Paesi Bassi, Bulgaria, Barbados, Brasile, Sud Africa, Bosnia and Herzegovina, Regno Unito, Belgio, Messico, Finlandia, Togo, Kyrgyz Republic, Portugal, Svezia, Lettonia, Danimarca, Spagna, Libano, Polinesia Francese, Fiji, Benin, Andorra, Repubblica Dominicana, Rwanda, Mauritius, Macedonia del Nord, Slovenia, Georgia, Moldova, Armenia, Uruguay, Giordania, Botswana, Ucraina, Lussemburgo, Nicaragua, Argentina, Morocco, Hong Kong, Ireland, Namibia, Romania, Guatemala, Cile, Tanzania, Svizzera, Slovacchia, Turchia, El Salvador, Cina, Islanda, Nuova Zelanda, Giappone, Filippine, Germania, Italia, Polonia, Francia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria.
  • Cluster 2: Azerbaijan, Brunei Darussalam, Angola, Qatar;
  • Cluster 3: Norway, Kazakhstan, Bahrain;
  • Cluster 4: Lithuania, Montenegro, Niger, Bolivia, Egitto, Mozambico, Paraguay, Malta, Canada, Myanmar, Australia, Grecia.

Dal punto di vista della mediana risulta che il Cluster 2-C2 ha un valore pari a 89,91, seguito dal Cluster 3-C3 con un valore di 61,38%, seguito dal Cluster 4-C4 con 29,39% e dal Cluster 1-C1 con un ammontare di 3,55%. Ne deriva il seguente ordinamento ovvero: C2>C3>C4>C1. Possiamo notare che il cluster dominante ovvero il Cluster 2 è costituito da paesi che hanno nelle esportazioni di carburanti il proprio asset essenziale. L’Angola spicca tra i paesi del C2 con un valore molto elevato delle esportazioni di carburanti pure essendo un paese a reddito pro-capite molto ridotto pari a 1.953 dollari nel 2021. Nel C3 spicca invece la Norvegia che è l’unico paese occidentale ad avere delle rilevanti percentuali di carburanti nelle proprie esportazioni. Seguono i paesi del C4 che mettono insieme sia paesi europei, africani, del Sudamerica e dell’Oceania. Infine, vi sono i paesi del cluster 1 tra i quali vi sono molti paesi a reddito pro-capite elevato. Occorre considerare che i paesi del C1 hanno dei valori bassi delle esportazioni di carburante in percentuale delle esportazioni totali sia perché sono privi di dotazioni di carburanti, sia perché hanno dei valori un valore dell’export così ampio che all’interno delle esportazioni il valore dei carburanti è ridotto.

Conclusioni. Dal punto di vista economico possiamo notare che i paesi che sono maggiori esportatori di carburanti sono molto eterogeni tra di loro. Infatti, spiccano l’Azerbaijan, Brunei Darussalam, Angola, Qatar, la Norvegia, Kazakhstan, Bahrain. Le esportazioni di carburanti sono diminuite marginalmente di un valore medio del -3,59% per i paesi considerati. È probabile che nel futuro il valore delle esportazioni di carburanti tenderà a diminuire a causa dell’orientamento del sistema industriale, soprattutto occidentale, nei confronti della sostenibilità energetica. Certamente è assai particolare il caso della Norvegia che ha un livello molto alto di esportazioni di carburanti sul totale delle esportazioni. In Norvegia nel 2022 le esportazioni di carburante in percentuale delle esportazioni totali sono state pari al 79%. Poiché nel 2022 il valore delle esportazioni norvegesi è stato pari ad un ammontare di 37,2 miliardi di dollari, allora ne deriva che nel 2022 le esportazioni di carburanti in Norvegia sono state pari a circa 29,38 miliardi di dollari. Si tratta di valori assai rilevanti che pongono delle questioni relative anche alla capacità del paese scandinavo di essere sostenibile dal punto di vista ambientale. Tuttavia, tra i paesi occidentali anche Australia, Grecia e Canada, nel 2022 hanno avuto dei valori molto elevati di esportazioni di carburanti con valori rispettivamente pari a 42,70%, 36,78%, e 32,50%. E’ probabile che l’applicazione delle politiche economiche energetiche green oriented possa deprimere l’economia della Norvegia, dell’Australia, della Grecia e del Canada, che dovrebbero trovare nuove tipologie di esportazioni per sostituire le esportazioni di carburanti. Tuttavia, considerando i significativi interessi economici di molti paesi è probabile che il passaggio all’economia green sia molto costoso soprattutto per paesi a reddito pro-capite medio basso o caratterizzati da significativa instabilità politica-istituzionale.

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Data:

24 Agosto 2023