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LE ETICHETTE DELLE BOTTIGLIE DI VINO

Quante volte ci siamo trovati fermi, immobili, quasi in contemplazione davanti ad uno scaffale colmo di bottiglie di vino ed in quei minuti lunghi, interminabili, stavamo cercando di capire che vino acquistare, perché già avevamo dovuto scegliere tra un vino fermo o mosso, poi tra un vino bianco, rosè o rosso ed ora… ancora una scelta, forse la più importante di tutte, quale bottiglia prendere.

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Molti sceglieranno in base al costo, magari perché si erano prefissati un budget disponibile. Altri per tipologia di vino, se uvaggi autoctoni tipo greco di tufo, ribolla gialla, nebbiolo, aglianico oppure vitigni internazionali come chardonnay, sauvignon, merlot, cabernet. Ma un grandissimo numero di persone farà la sua scelta usando uno dei sensi più importanti, la vista. In effetti la scelta avverrà in base a quanto siamo colpiti da una particolare etichetta e, a questo punto, si apre un mondo. L’etichetta deve trasmetterci qualcosa: una emozione, una sensazione, un ricordo, oppure eleganza, storicità, artigianalità, complessità, bellezza. Certo, ognuno di noi sarà colpito in modo diverso dall’etichetta che in quel momento sarà in grado di stimolare le nostre corde e non è un caso se molte aziende hanno deciso di usare l’etichetta del proprio prodotto per raccontare velocemente la propria storia. C’è chi usa lo stemma araldico della famiglia, per indicare longevità dell’azienda, chi invece si affida ad immagini stilizzate di vigneti, fabbricati, poderi, per trasmettere senso di appartenenza ad un territorio, altri ancora rendono omaggio alle proprie origini utilizzando immagini o nomi che ricordano il fondatore oppure un componente della famiglia al quale è stato dedicato il vino.

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Insomma ne abbiamo per tutti i gusti ed è quasi normale che sia così visto che viviamo in una nazione che ha basato molto del suo passato sulla coltivazione della vite ed è per noi normale “ricevere” ciò che le etichette vogliono dirci. Ogni nostra azienda produttrice di vino, dalla più piccola alle più grandi, ha una storia alle spalle e molte volte queste storie sono legate a fatica estrema, sudore, a volte depressione dopo aver visto il raccolto di un anno distrutto dalla grandine che impietosa colpisce le vigne, ma anche forza, coraggio, determinazione, caparbietà e molte volte senso di comunità, famiglia, unione di intenti. Tutto questo deve essere trasmesso tramite una semplice etichetta che in una frazione di secondo deve conquistarci, ma posso assicurare che tante aziende sono riuscite nell’intento; purtroppo a volte siamo noi che non riusciamo a coglierne l’essenza, forse perché ammaliati da una presunta superficialità. In altri casi, etichette troppo complesse nel messaggio creano disattenzione nel potenziale consumatore allontanandolo, di fatto, dalla possibilità di acquistarle, ma non mi sento di criticare queste scelte che a volte sono dettate più da un senso di rivalsa personale piuttosto che di lucida pratica commerciale.

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Ad ogni modo se non si sa bene cosa acquistare, il consiglio è quello di soffermarsi davanti allo scaffale e scorrere velocemente con la vista le etichette per poi rallentare su quella che più ci trasmette qualcosa e cercare di approfondire il perché di questa scelta. Comprare un vino non è mai banale, significa dare valore ad una azienda, ad un territorio, dare fiducia alla maestria del Produttore. Significa creare un collegamento virtuale con la storia ed ogni volta che portiamo in tavola un vino, equivale a vivere quei momenti come se fossero attuali. Ci sentiremo obbligati a commentare questi vini sia per gratificarci nella scelta effettuata, che per emettere sentenze a sfavore, ma come diceva qualcuno “l’importante è che se ne parli”

Buona degustazione.

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Data:

18 Aprile 2023