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Le limitazioni auto-percepite nelle città europee

L’Eurostat [1] calcola il valore delle limitazioni persistenti auto-percepite legate all’esercizio di attività normali per la presenza di problemi di salute. In modo particolare i dati riportati sono relativi alle limitazioni presenti nell’interno delle città. I dati fanno riferimento al 2017 e possono essere analizzati attraverso l’utilizzo del ranking. In modo particolare la variabile analizzata fa riferimento alla presenza di una qualche limitazione nelle attività ordinarie nelle città europee. Si tratta pertanto di una misura della disabilità urbana. Il campione della popolazione analizzata ha una età superiore ai 16 anni.

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Figura 1. Criteri di ricerca come indicati nell’interno del sito Eurostat. Fonte: [1]

La Lettonia è al primo posto per disabilità urbana percepita dagli abitanti con un valore pari al 30,9%. Il dato indica che il 30,9% della popolazione della Lettonia ha percepito delle limitazioni nello svolgimento di attività abituali urbane. Al secondo posto c’è la Slovenia con un valore pari al 26,5% ed al terzo posto la Finlandia con un valore pari a 26,2. A metà classifica si trovano Repubblica Ceca con un valore pari a 20,1%, Lussemburgo con un valore pari a 19,2% e Italia con un valore pari al 19,00%. Agli ultimi posti sono presenti Cipro con un valore pari a 13,6%; Malta con il 9,3% e la Svezia con un valore pari all’8,6%.

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Figura 2. Ranking. Fonte: [1]

Di seguito vengono analizzati i dati relativi all’Italia, alla Francia e alla Germania.

Italia. Il valore delle Limitazioni urbane auto-percepite di lungo periodo in Italia è stato pari ad un valore pari a 19,40% nel 2008. Ovvero nel 2008 il 19,40% della popolazione avente una età elevata rispetto ai 16 anni ha avvertito delle limitazioni nello svolgimenti di attività nell’interno delle città. Il valore delle limitazioni urbane auto-percepite in Italia tra il 2008 e il 2009 è diminuito da un valore pari a 19,40 fino ad un valore pari a 18,80% ovvero una riduzione pari a -0,60 unità pari ad un valore di -3,09%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore delle limitazioni auto-percepite in Italia è diminuito da un valore pari a 18,80% fino ad un valore pari a 14,30% ovvero una riduzione pari ad un valore di 4,50 unità pari al -23,94%. Il valore delle limitazioni urbane auto-percepite è aumentato tra il 2010 e il 2011 da un valore pari a 14,30 fino ad un valore pari a 19,30 ovvero una crescita pari a 5,00 unità equivalente ad un valore pari al 34,97%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore delle limitazioni urbane auto-percepite è passato da un ammontare pari a 19,30% fino ad un valore pari a 20,00% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,70 unità in valore assoluto e pari ad una crescita del 3,63%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore delle limitazioni urbane auto-percepite in Italia è cresciuto da un valore pari al 20,00% fino ad un valore pari al 20,50% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,50 unità pari al 2,50%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore delle limitazioni urbane auto-percepite è passato da un valore pari a 20,50% fino ad un valore pari a 20,00% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,50 unità pari ad un valore di -2,44%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore delle limitazioni urbane auto-percepite è passato da un ammontare pari a 20,00% fino ad un valore pari a 19,60% ovvero una riduzione pari ad un valore di 0,40 unità pari ad un valore di -2,00%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore delle limitazioni di lunga durata auto-percepite è passato da un ammontare pari a 19,60 unità fino ad un valore pari a 16,40 unità ovvero una riduzione pari ad un valore di -3,20 unità equivalente ad un valore di -16,33%. Tra il 2016 e il 2017 il valore delle limitazioni di lunga durata urbane auto-percepite è passato da un valore pari a l 16,40% fino ad un valore pari al 19,00% ovvero una crescita pari ad un valore del 2,60% pari ad un ammontare del 15,85%. Nel complesso nel periodo considerato il valore delle limitazioni di lunga durata auto-percepite è diminuito di un valore pari a 0,40 unità equivalente ad un valore di -2,06%.

Germania. Il valore delle limitazioni urbane auto-percepite in Germania è diminuito nel periodo tra il 2008 e il 2017. Nel 2008 il valore delle limitazioni urbane auto-percepite in Germania è stato pari ad un valore pari al 22,40%. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore della percentuale della popolazione tedesca che ha percepito una limitazione urbana di lungo periodo è diminuita da un valore pari a 22,40 fino ad un valore pari a 22,10% ovvero una riduzione pari a 0,30 equivalente ad un valore di -1,34%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 la percentuale della popolazione che ha avvertito delle limitazioni urbane di lungo periodo è passata da un valore pari a 22,10% fino ad un valore pari a 21,50% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,60 unità pari ad una riduzione del -2,71%. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 la percentuale della popolazione che ha avvertito delle limitazioni urbane di lungo periodo è passata da un valore pari a 21,50% fino ad un valore pari a 22,30% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,80 unità pari ad una crescita del 3,72%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 la percentuale della popolazione che ha avvertito delle limitazioni urbane di lungo periodo è passata da un valore pari a 22,30% fino ad un valore pari a 23,10% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,80 unità pari ad una crescita del 3,59%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore della percentuale della popolazione che ha avvertito delle limitazioni urbane di lungo periodo in Germania è passato da un valore pari a 23,10% fino ad un valore di 24,00% ovvero una crescita pari allo 0,90% pari ad una crescita di 3,90%. Nel passaggio tra il 2013 e il2014 il valore delle limitazioni di lunga durata urbane auto-percepite in Germania è passato da un valore pari a 24,00% fino ad un valore pari a 25,40% ovvero una riduzione pari a 1,40 unità pari ad un valore di 5,83%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore della percentuale della popolazione tedesca che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è passata da un valore pari a 25,40% fino ad un valore pari a 14,10% ovvero una riduzione pari ad un valore di -11,30 unità pari ad un valore pari a -44,49%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore della percentuale della popolazione tedesca che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è rimasto costante ad un valore pari a 14,10% per poi crescere fino ad un ammontare pari a 14,80% nel 2017. Nel complesso nel passaggio tra il 2008 e il 2017 il valore della percentuale della popolazione tedesca che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è diminuito di un valore pari a -7,60 unità pari a -33,93%.

Francia. Nel passaggio tra il 2008 e il 2009 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è passata da un valore pari a 14,60% fino ad un valore pari a 15,10% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,50 unità pari ad un valore pari a 3,42%. Nel passaggio tra il 2009 e il 2010 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è passata da un valore pari a 15,10% fino ad un valore pari a 15,70% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,60 unità pari ad un valore pari a 3,97%. Nel passaggio tra il 2010 e il 2011 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è passata da un valore pari a 15,70 % fino ad un valore pari a 15,60% ovvero una riduzione pari ad un valore di 0,10 unità pari ad un valore pari -0,64%. Nel passaggio tra il 2011 e il 2012 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è passata da un valore pari a 15,60% fino ad un valore pari a 16,20% ovvero una crescita pari ad un valore di 0,60 unità pari ad un valore pari 3,85%. Nel passaggio tra il 2012 e il 2013 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è passata da un valore pari a 16,20% fino ad un valore pari a 15,90% ovvero una riduzione pari ad un valore di -0,30 unità pari ad un valore pari -1,85%. Nel passaggio tra il 2013 e il 2014 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è diminuito di un valore pari a -0,20 unità pari al -1,26% fino ad arrivare ad un valore di 15,70%. Nel passaggio tra il 2014 e il 2015 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è aumentato di un valore pari a 0,80 unità pari al 5,10% fino ad arrivare ad un valore di 16,50%. Nel passaggio tra il 2015 e il 2016 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è aumentato di un valore pari a 0,30 unità pari al 1,82% fino ad arrivare ad un valore di 16,80%. Nel passaggio tra il 2016 e il 2017 il valore della percentuale della popolazione francese che ha percepito una limitazione durevole nello svolgimento di attività nell’interno delle città è diminuito di un valore pari a -0,60 unità pari a -3,57% fino ad arrivare ad un valore di 16,20%. Nel complesso del periodo considerato, ovvero tra il 2008 e il 2017 la percentuale della popolazione avente delle limitazioni di lunga durata è cresciuta di un valore pari a 1,60 unità ovvero pari ad un valore di 10,96%.

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Figura 3.Analisi di serie storica per l’Italia, la Germania e la Francia. Fonte: [1]

Conclusioni. Il valore della variabile analizzata è una misura della capacità delle città di essere degli spazi vivibili per la popolazione. Il dato manifesta l’evidente difficoltà di amministrare gli spazi urbani. In media il 19,62% della popolazione nei vari paesi analizzati con riferimento al 2017 ha manifestato delle difficoltà nel processo di accesso ai servizi urbani. Tuttavia occorre considerare che il dato rappresenta una auto-valutazione della condizione delle persone e che pertanto non può essere considerato in senso assoluto. Anche se si tratta di una autovalutazione occorre considerare che la condizione delle città risulta essere comunque grave, in quanto almeno il 20% della popolazione residente in Europa, manifesta delle difficoltà nell’avere una vita agevole nell’interno delle città europee. La questione diventa ancora più rilevante se si considera che la maggior parte della popolazione mondiale vive nell’interno delle città, e che quindi la domanda di servizi e di prodotti nelle città tende ad essere crescente con il crescere della popolazione. Vi sono dei dubbi circa la capacità delle città di amministrare il flusso dell’inurbamento, soprattutto in Italia, dove la condizione finanziaria degli enti pubblici fa escludere la possibilità di realizzare delle forme di amministrazione efficiente. Occorre allora agire con nuove istituzioni a livello locale che siano in grado di ridurre le diseguaglianze sociali manifeste nel tessuto urbano delle città.

Riferimenti

[1]

Eurostat, «https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-datasets/product?code=hlth_silc_20,» [Online]. [Consultato il giorno 17 11 2018].

Data:

22 Novembre 2018