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LE MASCHERE – Streghe e Spiriti del Folclore Piemontese

Tra i boschi rigogliosi delle montagne piemontesi si annidano leggende molto antiche, tramandate di generazione in generazione, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Una delle più affascinanti e misteriose riguarda le Masche, enigmatiche creature talvolta considerate streghe, altre volte esseri demoniaci.

Le Masche sono streghe o spiriti malvagi, oppure esseri umani tramutatisi in demoni per via del loro legame con le energie occulte. Sono creature che popolano le storie e le credenze popolari piemontesi sin dai tempi in cui la natura e i suoi misteri dominavano la vita quotidiana delle comunità rurali. Spesso descritte come donne anziane, dotate di poteri magici, le Masche sono capaci di assumere diverse forme, inclusi animali come gatti, cani, uccelli e persino insetti. La loro natura ambigua le rende sia temute che rispettate.

Una delle loro caratteristiche più temute è la capacità di lanciare il malocchio, una maledizione che porta sfortuna, malattie o disgrazie a chi ne è colpito. Gli abitanti delle campagne piemontesi credevano che per proteggersi dal malocchio fosse necessario utilizzare amuleti, formule magiche o gesti scaramantici. Spesso, le Masche venivano accusate di essere la causa di problemi inspiegabili, come la morte improvvisa del bestiame, raccolti andati a male o malattie misteriose.
Le leggende raccontano che le Masche avessero una particolare predilezione per i bambini. Si diceva che potessero rapire i neonati, sostituendoli con un loro duplicato, che sarebbe cresciuto mostrando i tratti tipici dell’essere demoniaco (in questo modi spesso venivano giustificate malattie genetiche della sfera psico-cognitiva). Per proteggere i piccoli, le madri piemontesi adottavano diversi riti protettivi, come porre delle forbici aperte vicino alla culla o tracciare croci di cenere sui muri. Questi riti erano spesso accompagnati da preghiere e invocazioni protettive, che dimostrano quanto fosse radicata la paura di queste creature nella cultura popolare.

Le Masche erano solite abitare in luoghi solitari e nascosti, come boschi, caverne e ruderi abbandonati. In molti racconti, questi luoghi erano considerati maledetti, e chiunque vi si avventurasse rischiava di incontrare una Masca e subirne le conseguenze. Alcune località piemontesi sono diventate famose proprio per le storie legate alle Masche, attirando curiosi e appassionati di leggende. In questi luoghi, molti testimoni affermano di aver visto strane ombre o di essere stati seguiti da gatti neri che poi scomparivano misteriosamente. Altre storie narrano di voci e risate provenienti da aree boschive che, a un successivo controllo, risultavano deserte.

Il folclore ci insegna che non era, e non è, affatto semplice riconoscere una Masca, poiché erano in grado di confondersi tra la gente comune. Le donne che vivevano sole o ai margini della comunità erano spesso sospettate di essere Masche, così come quelle che sapevano fare buon uso dei rimedi dell’erboristeria tradizionale. La conoscenza delle erbe e delle piante medicinali era spesso vista con sospetto, e le guarigioni inspiegabili erano attribuite a pratiche magiche.

In Piemonte, le leggende sulle Masche sono sopravvissute fino ai giorni nostri, grazie alla tradizione orale e all’interesse per il folclore che questa straordinaria regione ha saputo valorizzare. Le Masche rappresentano un elemento fondamentale del patrimonio folclorico non solo piemontese, ma italiano. Infatti, ritroviamo queste figure in tutta la nazione, da nord a sud. In Puglia, ad esempio, prendono il nome di Masciare, ma le descrizioni sono praticamente identiche.

Queste streghe o spiriti malvagi incarnano le paure, le superstizioni e le credenze delle comunità rurali del passato, offrendo uno spaccato affascinante della storia e delle tradizioni popolari. Ma perché queste leggende hanno resistito così a lungo, attraversando i secoli e giungendo fino a noi?

Uno degli elementi che hanno permesso alle leggende delle Masche di sopravvivere è la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali e culturali. Nel corso dei secoli, le Masche sono state reinterpretate e rielaborate per rispondere alle nuove esigenze e paure della società. In un’epoca in cui la scienza e la medicina moderna non erano ancora sviluppate, le Masche rappresentavano una spiegazione per eventi inspiegabili e sfortunati. Il malocchio, ad esempio, era una forma di razionalizzazione per malattie e disgrazie improvvise.

Con l’avvento del Cristianesimo, molte delle caratteristiche delle Masche furono assorbite nella figura della strega, perseguitata dall’Inquisizione. Tuttavia, nelle aree rurali del Piemonte, della Campania, della Puglia e di altre regioni italiane, le Masche continuarono a essere parte integrante della cultura popolare.

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Data:

15 Giugno 2024

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